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Mubi Film

‘Tommaso’ e il viaggio nella psicologia di un regista

Abel Ferrara firma un progetto semi autobiografico dove la narrazione si sviluppa attorno ad un regista

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Il film Tommaso di Abel Ferrara, presentato in anteprima al festival di Cannes del 2019, mette la lente di ingrandimento su una figura specifica, la figura del regista.

La trama è semplice: è la vita di un regista, di origini americane, che si ritrova a Roma con la moglie e la figlia.

E ciò che la pellicola sembra suggerire è la sofferenza di un uomo, di un individuo, che si ritrova a sviscerare le problematiche relazionali con la propria compagna e a fare i conti con la propria stessa, ingombrante, psicologia.

La pellicola, di produzione indipendente, si discosta dai canoni hollywoodiani.

È andando a narrare una trama scomposta, priva di una reale linearità intrinseca che Abel Ferrara vuole trasmettere quel senso di inadeguatezza.

Adottando una trama che preferisce l’autenticità dei sentimenti, degli stati d’animo rispetto all’artificiosità degli episodi ricostruiti, il film intreccia filmati di repertorio alla narrazione.

E sin da questo elemento si inizia ad abbozzare uno degli elementi cardine della pellicola.

La relazione

Che Tommaso, interpreato da un immancabile William Dafoe, sia un regista lo si evince in seguito, successivamente, all’interno della pellicola.

Ciò che realmente inizia – sin dai primi momenti – a cristalizzarsi è la relazione con la propria moglie.

E, seppur durante tutta la durata della pellicola il personaggio della moglie non viene mai grandemente esplorato e analizzato, è attraverso il riflesso della tormentata psicologia di Tommaso che comprendiamo anche le intenzioni della compagna.

Intenzioni che, se inizialmente apparivano altruiste e benevole, alla fine della pellicola comprendiamo che fondamentalmente, nella coppia, risiedono diverse problematiche.

E da capro espiatorio, come spesso accade, al nucleo dei conflitti relazionali troviamo una bambina, la loro figlia. Questa presenza innocente acuisce la distanza emotiva tra i due coniugi, trasformando l’ambiente domestico in un campo di battaglia silenzioso.

L’incapacità di gestire il peso della paternità si riflette in ogni gesto di Tommaso, esasperando ulteriormente una frattura di coppia ormai del tutto insanabile. Tommaso proietta sulla bambina un disperato bisogno di purezza, mentre il legame con la moglie si logora progressivamente sotto il peso di silenzi insostenibili. I tentativi di comunicazione falliscono continuamente, poiché i protagonisti parlano lingue emotive incompatibili, senza incontrarsi mai più nel racconto.

Il misticismo sperimentale

Oltre la crisi coniugale, Ferrara espande la narrazione verso territori puramente spirituali, destrutturando la forma filmica attraverso un misticismo viscerale e a tratti allucinatorio. Tommaso attraversa Roma come un asceta in cerca di una redenzione impossibile, sovrapponendo continuamente la realtà oggettiva a visioni religiose e ossessioni private. La città eterna si trasforma in un purgatorio a cielo aperto, dove il protagonista barcolla costantemente tra il desiderio di purezza e le vecchie dipendenze.

La pellicola adotta un linguaggio visivo fortemente sperimentale, dove il montaggio frammentato e i raccordi onirici riflettono l’instabilità psicologica del personaggio principale. Le frequenti allucinazioni non offrono risposte consolatorie, ma amplificano il senso di colpa di un uomo che insegue disperatamente una trascendenza spirituale. Willem Dafoe incarna perfettamente questa tensione, regalando un’interpretazione corporea e sofferta che trasforma il tormento creativo in un autentico atto di fede.

La produzione

Questo forte sperimentalismo trova una giustificazione ideale nelle precise e radicali scelte produttive che Abel Ferrara adotta per l’intera realizzazione dell’opera. Girando con un budget ridottissimo e una troupe minimale, il regista abbatte definitivamente ogni barriera tra l’esperienza biografica e la finzione cinematografica. L’autore ambienta le scene all’interno del suo vero appartamento romano, coinvolgendo direttamente la propria reale consorte e la figlia nel cast.

Questa totale indipendenza economica permette a Ferrara di trasformare il set in uno spazio terapeutico intimo, privo di condizionamenti commerciali. La pellicola diventa così un’estensione diretta della sua stessa vita, un lucido e coraggioso testamento artistico che solo un autore indipendente poteva concepire.

'Tommaso'

  • Anno: 2019
  • Durata: 115'
  • Distribuzione: Mubi
  • Genere: dramma
  • Nazionalita: Italia, Stati Uniti, Grecia
  • Regia: Abel Ferrara
  • Data di uscita: 20-May-2019