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‘Lisbon Story’. Una riflessione sul senso del fare cinema

Il film di Wim Wenders è stato restaurato e viene ora riproposto nelle sale italiane

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Il restauro in 4K di Lisbon Story di Wim Wenders fa parte di un progetto che comprende il recupero di cinque pellicole del grande regista tedesco, fra cui, oltre a quella girata nella città lusitana, Alice nelle città, L’amico americano, The Million Dollar Hotel e Non bussare alla mia porta.

Tutti i film, restaurati da Fondazione Cineteca di Bologna e Surf Film, vengono riproposti ora su grande schermo, distribuiti da CG Entertainment.

Registrare i suoni del vecchio quartiere dell’Alfama

Il fonico tedesco Philip Winter (Rüdiger Vogler), dopo aver ricevuto una cartolina dal suo amico regista Friedrich Monroe (Patrick Bauchau) che lo invita a Lisbona per occuparsi dei suoni del film che sta girando nella città portoghese, si mette in viaggio, attraversando confini non più presidiati di un’Europa ormai unita.

Giunto a Lisbona Winter si reca presso l’indirizzo indicato dall’amico ma non trova nessuno ad attenderlo. Sarà Zé (Joel Ferreira), un ragazzino che, con altri bambini, frequenta la casa filmando con una cinepresa tutto ciò che gli capita a tiro, a comunicare a Philip che Friedrich è sparito e di lui si sono perse le tracce.

Deciso ad attendere il ritorno del regista Philip, installatosi nella casa, scopre una vecchia cinepresa e una moviola sulla quale sono state montate alcune sequenze del film che Monroe stava girando. Si tratta di una pellicola in bianco e nero virata seppia che si rifà ai vecchi film con Buster Keaton e, in generale, al cinema delle origini. Una sorta di documentario che riprende vari momenti di vita quotidiana fra i vicoli del vecchio quartiere dell’Alfama.

Così Philip si mette al lavoro, girando per il quartiere a catturare i suoni da associare alle immagini del film, facendo nel frattempo la conoscenza con vari personaggi, fra cui il gruppo musicale dei Madredeus e, in particolare, con la cantante Teresa Salgueiro con la quale stringe un legame di affettuosa amicizia.

Nel momento in cui, finalmente, Philip ritrova Friedrich si rende conto che il progetto del documentario su Lisbona è stato abbandonato e che l’amico ha perso qualsiasi interesse per le scene riprese volontariamente, preferendo girare per le strade con una cinepresa appesa dietro la schiena, così da catturare immagini a caso, avulse da qualsiasi scelta registica e, di conseguenza, prive di menzogna.

Un film di finzione, nato dal progetto originale di un documentario su Lisbona  e diventato una riflessione filosofica su cosa può rappresentare, ancora, il cinema

Ne 1994 in occasione delle iniziative per “Lisbona capitale europea della cultura” il produttore portoghese Paulo Branco propose a Wenders di realizzare un documentario sulla città. Ben presto, tuttavia, il regista tedesco cambiò direzione, scegliendo di realizzare un film di finzione che parlasse sia di Lisbona sia di cinema.

Lisbon Story si è quindi trasformato in un’opera metacinematografica: un film che racconta di qualcuno che vuole realizzare un documentario, rivelandosi, al contempo, un appassionato omaggio a una Lisbona che ormai non esiste praticamente più (oggi l’Alfama è diventato un quartiere frequentato soprattutto da turisti che trovano alloggio nelle vecchie case diventate, nel frattempo B&B o “affitti brevi”), nonché una riflessione sul mezzo cinematografico, sulle sue potenzialità e sui suoi limiti.

Un omaggio alla settima arte e ai suoi protagonisti con un ricordo (in apertura e chiusura) di Federico Fellini, morto l’anno prima, e varie citazioni durante tutto il corso del film, che vanno da Keaton a Dziga Vertov a Charlie Chaplin, splendidamente imitato dal grande regista lusitano Manoel de Oliveira che compare in un delizioso cameo.

Wenders, al tempo di Lisbon Story, aveva già affrontato i temi legati al cinema con Lo stato delle cose (nel quale, per altro, compare il personaggio di un regista dal nome simile a quello di Lisbon Story: Friedrich Munro, mentre il nome di Philip Winter ricorre spesso in altre pellicole di Wenders, sempre con Vogler come interprete).

Tuttavia qui Wenders si sofferma soprattutto su come il cinema possa ancora avere un senso di fronte all’avanzare delle nuove tecnologie digitali e di come, alla fine, il regista porti con sé la responsabilità di dover continuare a praticare l’arte del riprendere, con la coscienza di ciò che sta facendo, senza celare ai propri occhi la macchina da presa poggiandosela dietro le spalle per non dover essere obbligato a guardare ciò che sta riprendendo.

Un’opera con la leggerezza di un vecchia pellicola di Buster Keaton

Un discorso arricchito dalle poesie di Fernando Pessoa che Philip legge sdraiato a letto nella casa di Monroe e dall’intervento di Manoel de Oliveira che filosofeggia sul rapporto fra Dio e gli artisti che:

vorrebbero ricreare un mondo, come piccoli dei. Fanno un costante ripensare sopra la storia, la vita, le cose che succedono, che la gente crede siano successe. Sì, perché crediamo nella memoria.

Perché tutto è passato e chi garantisce che ciò che crediamo sia stato, sia stato realmente? Ma la memoria è un’invenzione… nel cinema la telecamera può fissare un istante, ma quell’istante è già passato. In fondo fa rivivere il fantasma di quel momento. E abbiamo la certezza che quell’istante sia esistito fuori dalla pellicola. O la pellicola è la garanzia dell’esistenza di quel momento?”.

Ma Lisbon Story, nonostante le premesse, è tutto fuorché un film pesante e cerebrale. Ha, al contrario, la freschezza di una pellicola di Buster Keaton, arricchita dalla fotografia di Lisa Rinzler che ritrae una Lisbona sospesa nel tempo, sulle note ipnotiche e malinconiche del fado dei Madredeus, con la voce dolce e limpida di Teresa Salgueiro.

Poter rivedere Lisbon Story al cinema è quindi un’occasione da non perdere per riscoprire un’opera importante nella sterminata filmografia del regista natio di Düsseldorf.

Gli articoli di Marcello Perucca

Lisbon Story

  • Anno: 1994
  • Durata: 106'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Germania, Portogallo
  • Regia: Wim Wenders
  • Data di uscita: 22-June-2026