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ASOLO ART FILM FESTIVAL

‘Il damo’: i due volti della solitudine

Quando l’isolamento si fa vicinanza, fra decadenza e fatalismo. Presentato all’AAFF 42

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Il damo

Il damo di Luca Ferri è una novella amara su un immobilismo logorante, dove gli sguardi dei protagonisti diventano voci silenziose e provate di vite sul ciglio dell’esistenza.

Il film partecipa alla 42ª edizione dell’Asolo Art Film Festival, per la categoria Film d’Arte.

Il damo

Il damo segue le vicende di Ferdinando (Davide Pinardi), un uomo che da circa otto anni si è ritirato a vita privata. Chiudendosi nel proprio mutismo selettivo, Ferdinando rinuncia a qualsiasi forma di socializzazione, rintanandosi nella solitudine del suo appartamento milanese dedicandosi alle sue passioni. L’unica presenza concreta nella sua quotidianità è rappresentata da Genziana (Martine Bucci), una vedova benestante che assiste in qualità di damo da compagnia. La loro relazione gravita attorno a un’affinità innata, alimentata da una comune vivacità culturale e da un ascolto reciproco. La monotona routine di Ferdinando è inoltre riempita dalle telefonate costanti di Domenico (Domenico Monetti), un’anima colta e altisonante nonché ultima testimonianza di un’amicizia lunga una vita. Questa curiosa normalità viene però sovvertita dal sopraggiungere della malattia, incrinando il rapporto fra il damo e l’anziana donna sotto il peso della fragilità.

Solitudine e trasparenza

Il damo è un film ermetico, i cui frastagliasti significati si sovrappongono fra loro dando allo spettatore più possibilità d’interpretazione. L’oblio e l’annullamento sono qui trattati come una sfumatura atavica dell’essere umano, qualcosa di pervasivo e inscindibile dall’animo di cui è flagello e risposta. Ne Il damo, questa dimensione è incarnata dal personaggio di Ferdinando, il quale si mostra come un individuo ormai vinto o forse del tutto disinteressato a qualunque forma di rivalsa che lo strappi alla sua passività. Attraverso l’occhio della macchina, Il damo evidenzia questa intrinseca sofferenza tratteggiando un protagonista catturato persino negli istanti più intimi della sua quotidianità con nudo realismo. A partire da ciò, l’intera struttura narrativa si assembla intorno ad una gabbia ideale autoimposta, dove corpo e spirito si arrendono all’apatia.

Perdita e rinuncia

Ne Il damo, le due figure protagoniste rappresentano il volto bifronte di un malessere esistenziale in cui la vita non trova spazio. Se Ferdinando si fa portavoce di una sua dissoluzione, Genziana cerca disperatamente di mantenere vividi i frammenti di un tempo ormai passato ora minacciati.

La senilità è infatti uno dei temi centrali de Il damo, la quale diventa silente condanna alla perdita di sé stessi ma soprattutto della propria storia. La drammaticità che permea il personaggio di Genziana è ancora più incisiva grazie al modo con cui la sceneggiatura la presenta. Da prima, la vedova appare come estromessa dalle inquadrature, quasi a voler totalizzare l’attenzione su Ferdinando. Ciò fa si che lo sguardo del pubblico diventi un tutt’uno con quello dell’uomo, per poi dare progressivamente spazio scenico alla donna. Ne consegue una percezione mediata carica di empatia e fatalismo, in cui la profonda umanità tragica di Genziana si scontra con l’impotenza di Ferdinando.

Il rigore dello sguardo

Con Il damo, Luca ferri firma una regia statica e ascetica, che fa dell’invisibilità il suo punto di forza. Con classe e sobrietà, la camera di Fabbri amplifica i topoi del film elaborandoli tanto sul piano narrativo quanto su quello spaziotemporale. Alla colonna sonora si sostituiscono alienanti rumori ambientali che, uniti al susseguirsi di azioni ritualisticamente reiterate, permettono una dilatazione straniante del tempo diegetico.

Parallelamente, i quadri si compongono di spazi pregni di assenza in cui i paesaggi e le architetture moderniste si fanno calco dello stato d’animo di Ferdinando. A tal proposito, l’accurata messa in scena di Fabbri riesce a valorizzare il profilmico con un gusto squisitamente fotografico, giocato interamente su simmetrismo e prospettiva.

Il damo

  • Anno: 2025
  • Durata: 88’
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luca Ferri
  • Data di uscita: 14-June-2026