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I film che hanno definito gli anni 2020: quattro capolavori moderni da non perdere

I capolavori del nuovo decennio sono grandi dichiarazioni d'umanità

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Quando il Times ha recentemente riunito registi, attori, critici e addetti ai lavori per individuare i migliori film del decennio, la lista risultante ha offerto un’affascinante istantanea del cinema contemporaneo. Sebbene i gusti siano inevitabilmente diversi, alcuni titoli si sono distinti nettamente, film che hanno plasmato il dibattito su ciò che il cinema può ancora realizzare nell’era dello streaming.

Queste quattro opere non sono semplicemente acclamate; sono diventate pietre miliari culturali, ognuna delle quali dimostra una diversa forza del cinema moderno.

The Banshees of Inisherin: un’amicizia trasformatasi in tragedia

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The Banshees of Inisherin di Martin McDonagh è ingannevolmente semplice. Su una remota isola irlandese durante la guerra civile irlandese, Pádraic scopre che il suo amico di sempre, Colm, non vuole più parlargli. Ciò che segue è allo stesso tempo assurdamente divertente, profondamente commovente e silenziosamente devastante.

McDonagh trasforma un disaccordo apparentemente insignificante in una meditazione sulla solitudine, la mortalità, l’orgoglio e il bisogno umano di connessione. Colin Farrell offre forse la migliore interpretazione della sua carriera, mentre Brendan Gleeson lo eguaglia in un film che bilancia la commedia nera con un autentico dolore.

Come tutte le grandi favole, The Banshees of Inisherin sembra senza tempo. Sotto il suo umorismo eccentrico si cela una profonda analisi di ciò che accade quando le relazioni che ci definiscono scompaiono improvvisamente.

Poor Things: Una selvaggia celebrazione della libertà

Pochi film di questo decennio sono sembrati audaci come Poor Things di Yorgos Lanthimos. Basato sul romanzo di Alasdair Gray, il film segue Bella Baxter, una giovane donna riportata in vita grazie a uno straordinario esperimento scientifico e lasciata libera di esplorare il mondo.

Ciò che si dipana è in parte fantasy, in parte satira, in parte storia di formazione. L’interpretazione impavida di Emma Stone, protagonista assoluta, è il fulcro di un film traboccante di inventiva visiva, umorismo bizzarro e curiosità intellettuale.

Eppure, al di là della sua apparenza surreale, Poor Things parla fondamentalmente di scoperta di sé. Il viaggio di Bella diventa un’esplorazione dell’autonomia, del desiderio, della conoscenza e della libertà personale. In un’epoca in cui molte grandi produzioni sembrano sempre più caute, Lanthimos ha realizzato qualcosa di veramente originale: un film che abbraccia il rischio e ricompensa il pubblico che lo segue.

A Real Pain: L’arte della narrazione su piccola scala

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Non tutti i grandi film hanno bisogno di grandi spettacoli. A Real Pain di Jesse Eisenberg dimostra che alcuni dei momenti più potenti del cinema emergono da intime relazioni umane.

La storia segue due cugini, interpretati da Eisenberg e Kieran Culkin, che viaggiano attraverso la Polonia per onorare la loro defunta nonna e riconnettersi con la storia della loro famiglia. Lungo il cammino, vecchie tensioni, insicurezze e affetti riaffiorano.

La genialità del film risiede nella sua sobrietà. Non forza mai le emozioni, lasciando invece emergere naturalmente momenti di umorismo, disagio e vulnerabilità. L’interpretazione di Culkin, in particolare, è diventata una delle più acclamate del decennio, catturando un personaggio allo stesso tempo irritante e impossibile da non amare.

In un’epoca in cui molti film competono per l’attenzione a suon di effetti speciali, A Real Pain ci ricorda che l’onestà emotiva rimane uno dei maggiori punti di forza del cinema.

All of Us Strangers: Amore, Memoria e Perdita

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All of Us Strangers di Andrew Haigh è forse il film più emotivamente travolgente del decennio finora. Liberamente tratto dal romanzo di Taichi Yamada, segue Adam, uno sceneggiatore solitario che inizia una relazione con una vicina di casa mentre si confronta con il ricordo dei suoi genitori, scomparsi da tempo.

Il film si muove tra realtà, memoria, fantasia e dolore con una grazia straordinaria. Invece di fornire risposte facili, Haigh crea uno spazio onirico in cui amore e perdita coesistono.

Andrew Scott offre un’interpretazione memorabile, mentre Paul Mescal dona calore e tenerezza a una storia pervasa dal senso di assenza. Il risultato è un film che parla di esperienze universali di rimpianto, nostalgia e desiderio di ricongiungersi con le persone che abbiamo perso.

Pochi film recenti hanno scosso il pubblico in modo così profondo. È un’opera di straordinaria sensibilità, che continua a risuonare a lungo dopo i titoli di coda.

Perché questi film sono importanti

Ciò che accomuna questi quattro titoli è la fiducia nel potere della narrazione. Differiscono enormemente nello stile – dall’umorismo nero di The Banshees of Inisherin alla stravaganza surreale di Poor Things – eppure ognuno offre qualcosa di sempre più raro: una voce artistica distintiva.

In un decennio ancora alla ricerca della propria identità cinematografica, questi film si sono già affermati come pietre miliari. Ci sfidano, ci intrattengono, ci provocano e ci commuovono in egual misura. Se le generazioni future guarderanno indietro per capire com’era il grande cinema negli anni 2020, questi saranno quasi certamente tra i film da cui inizieranno.