Trasmessa da Sky Atlantic tra l’Ottobre e il Dicembre 2025, approda in home video la prima stagione di It – Welcome to Derry. Tre dischi in 4K Ultra HD racchiusi in unica custodia amaray sotto il marchio Warner Bros Entertainment Italia per rivivere la popolare serie televisiva. Tre dischi in cui sono riposti, appunto, gli otto episodi atti a raccontare la genesi di Pennywise, la diabolica creatura dai connotati clowneschi creata da Stephen King. Del resto, stiamo parlando di una serie che intende fare da prequel al dittico cinematografico It derivato tra il 2017 e il 2019 dal suo omonimo bestseller. Serie che, proprio come i due lungometraggi, vede al timone di regia l’Andy Muschietti autore anche dell’horror La madre.
Ed è un prologo a base di mostruoso parto ad aprire la vicenda che si svolge nl 1962, quindi oltre due decenni prima rispetto ai due film muschiettiani.
Vicenda al cui centro troviamo quattro ragazzini che vivono, appunto, nella fittizia città di Derry, nel Maine, vicino alla base dell’aeronautica militare. Base che ospita un bunker sfruttato per progetti speciali. Perché, mentre il quartetto va alla ricerca di un amico misteriosamente scomparso, il lato militaresco assume via via non poca importanza nel corso degli episodi. Soprattutto dal momento in cui atterra nel posto il maggiore Leroy Hanlon, dal volto di Jovan Adepo. In attesa dell’arrivo di sua moglie Charlotte e del figlio dodicenne Will, ovvero Taylour Paige e Blake Cameron James. Un’attesa tempestata da preoccupanti fatti che cominciano a susseguirsi, man mano che viene posto non poco in evidenza il problema locale del razzismo. Ma anche man mano che entrano in scena il generale Shaw di James Remar e il soldato Dick Hallorann di Chris Chalk.

Personaggio dotato di poteri di chiaroveggenza, quest’ultimo, che i fan kinghiani sanno bene far parte dell’universo di Shining. Nel frattempo, tra spruzzate di splatter e un momento decisamente inquietante che si svolge in un supermercato, si arriva ai primi accenni sul clown nel terzo episodio. Anche perché non sono flashback ambientati nel 1908 e che tirano in ballo proprio il mondo circense a risultare assenti in It – Welcome to Derry. Solo nella quinta puntata, però, occupata in buona parte da una lunga situazione nelle fogne, si comincia a tirare in ballo il sostantivo “It”. Una volta superata la quarta, con raccapricciante visione a base di occhi che escono dalle orbite ma, soprattutto, un racconto fondamentale.
Racconto che ci porta a scoprire come tutto quel male dilagante a Derry sia legato ad un fatto risalente a secoli addietro.
Fatto che coinvolse i nativi americani della tribù Shokapiwa e che, dunque, lascia emergere la natura di metafora anticolonialista della serie. Metafora destinata a divenire ulteriormente antibellica, fino ad arrivare a suggerire che passato, presente e futuro sono la stessa cosa. Chiaramente, poi, viene fuori anche il nome di Pennywise e gran parte della spettacolarità viene riservata ai due episodi conclusivi. Episodi tempestati di fuoco, fiamme e tripudio di effettistica digitale. Il resto, come c’era da aspettarsi, lo fa in questa prima stagione di It – Welcome to Derry una colonna sonora ricca di vecchie hit. Da You send me di Sam Cooke a Pretty little angel eyes di Curtis Lee. Passando per Why do fools fall in love di Frankie Lymon & The Teenagers e Mashed potato time di Dee Dee Sharp. A corredo del cofanetto, i dietro le quinte di ciascun episodio, più tre featurette in aggiunta nel terzo disco.