Diretto da Fabio Vasco, Ughetto Forno – Il partigiano Bambino è un cortometraggio del 2022 liberamente ispirato alla figura del piccolo eroe che la storiografia ufficiale riconosce come l’ultima vittima della Resistenza romana, insieme all’amico Francesco Guidi. L’opera è attualmente disponibile sulla piattaforma Raiplay.

Una piccola storia nella grande Storia
Nato nel 1932, Ughetto Forno assisteva nel 1944 agli ultimi concitati giorni della Seconda Guerra Mondiale a Roma. Mentre l’esercito tedesco si ritirava frettolosamente verso nord sotto la pressione degli Alleati, il bambino si trovò, insieme a un gruppo di coetanei, di fronte a un momento cruciale. Il tentativo dei soldati nazisti di far saltare in aria il ponte ferroviario sull’Aniene per ostacolare l’avanzata avversaria. Con un coraggio sorprendente, Ughetto e i suoi amici imbracciarono i fucili lasciati dai partigiani e aprirono il fuoco contro i tedeschi. La reazione fu così decisa che il reparto nemico desistette dal sabotaggio, salvando l’infrastruttura. Il prezzo pagato fu però altissimo: Ughetto rimase ucciso da una delle ultime granate d’artiglieria sparate dai tedeschi in ritirata.
Con questo lavoro, Fabio Vasco ha voluto tradurre in immagini una delle tante “piccole storie” di straordinario coraggio che i tragici anni del conflitto globale portano con sé.
Per questo film, il regista ha ottenuto una Menzione Speciale ai Corti d’Argento 2023, dopo essere stato presentato in festival come il Torino Film Festival e il Giffoni Film Festival. Tra i produttori dell’opera spicca inoltre il nome dei Manetti Bros.
Il coraggio inaspettato: un ponte tra passato e presente
La scelta registica di Fabio Vasco è stata quella di trasportare la risonanza della storia di Ughetto nel presente. Il corto segue un gruppo di bambini di oggi che, come i coetanei di ogni epoca, cercano ogni occasione per giocare e stare insieme. Improvvisamente, si trovano di fronte a una scelta difficile nel loro quotidiano, una situazione in cui diventa necessario dimostrare del coraggio. È su questo parallelismo emotivo e morale che il regista inserisce e sovrappone la vicenda del bambino partigiano.
I luoghi del racconto sono gli stessi del passato: il ponte sull’Aniene è ancora lì in piedi, e un murales nei pressi ricorda a tutti l’eroismo del piccolo Ughetto. I bambini di oggi conoscono quella storia, ma è solo grazie all’esperienza diretta e al confronto con le proprie piccole sfide che la memoria storica entra con reale consapevolezza nei loro cuori.
Come ricordava il giurista e costituzionalista Piero Calamandrei:
“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.
Il cortometraggio ha il grande pregio di essere semplice, lineare e accessibile. Si tratta di un cinema civile e impegnato, che sceglie programmaticamente di non perdersi in intellettualismi, preferendo una comunicazione trasparente ed estremamente chiara. Proprio per questa sua natura didattica e l’alto valore civile, il film si rivela uno strumento pedagogico perfetto per le scuole.