Bertrand Mandico presenta Fuori Concorso a Cannes il suo ultimo ‘delirio visivo’.
Al centro e nel centro di Roma Elastica, la splendida Marillon Cottilard (presente a Cannes anche con Karma), alias Eddie Mars: un’attrice che si aggrappa ostinatamente alla carriera del tempo che fu e alla giovinezza. Una tormentata e sempre desiderata femme fatale, affetta da un tumore che sta avanzando velocemente. Nonostante la sua crisi artistica e la sua precaria condizione fisica, decide di accettare di venire a Roma per girare un film indipendente.
Insieme a lei, l’inseparabile truccatrice, amica, guardia del corpo Valentina (Noémie Merlant che veste in totale brillantezza anche questo ruolo).
Il pastiche di Bertrand Mandico è un calderone di sollecitazioni, rimandi, provocazioni. Nel segno di Roma, della sua classicità esposta ovunque, cavalchiamo un magma provocatorio, presuntuoso, affettato da citazioni, proclami: una critica con sberleffi ad un cinema, ad un’arte, che diventeranno sempre più dis-umani, totalmente artificiali. A tutto il passivo e vampiresco circondario di agenti, registi, adulatori.
Pasolini, Antonioni, Pirandello, Zulawski, Carpenter aleggiano tra il variegato e performante gruppo attoriale che fluisce dentro Roma Elastica (Tea Falco, Ornella Muti, Isabella Ferrari, Franco Nero per citarne alcuni).
La morte è il convitato di pietra, insieme alla vita e alla giovinezza, a cui si aggrappa contro ogni ragionevole dubbio, Eddie.
Le provocazioni di Bertrand Mandico investono, naturalmente, anche il visivo, un metacinema futurista di una star mistica che riesce a far rivivere le sculture (il bello, l’arte in senso alto, ormai perduta) ‘esfoliandone’ la pelle. Dentro, si avvicendano scene no sense, deliranti false elucubrazioni, personaggi improbabili e simbologie volutamente disturbanti.
Di Roma Elastica va preso solo quello che si vuole, se si vuole.