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Grown Ups 3 è ufficiale: Adam Sandler richiama la compagnia.

Dopo tredici anni tornano i cinquantenni più rumorosi del cinema americano. La domanda però resta la stessa: siamo davanti a un ritorno nostalgico o all’ennesimo caso di archeologia dello streaming?

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Grow Ups 3

A Hollywood esistono due leggi non scritte. La prima: nessuno muore davvero. La seconda: se una cosa ha guadagnato abbastanza soldi, prima o poi torna.

Ed eccoci qui.

Dopo anni di mezze dichiarazioni, battute lasciate cadere nelle interviste e quel rituale hollywoodiano in cui tutti fanno finta di non sapere nulla fino a quando qualcuno non preme il pulsante rosso, Grown Ups 3 è ufficialmente realtà. Netflix ha confermato lo sviluppo del terzo capitolo della saga con Adam Sandler nuovamente al centro del progetto, sia davanti che dietro la macchina da presa.

La gang torna insieme. Perché evidentemente il barbecue non era ancora finito

Per il momento Netflix non ha confermato l’intero cast, ma tutto lascia pensare a un ritorno della vecchia compagnia: Kevin James, Chris Rock, David Spade e Rob Schneider orbitano da tempo attorno al progetto tra dichiarazioni e indiscrezioni.

A dirigere il film sarà Kyle Newacheck, già dietro Happy Gilmore 2, mentre la sceneggiatura sarà firmata ancora una volta da Sandler e dal suo storico collaboratore Tim Herlihy.

Da commedia criticata a macchina da soldi

La cosa divertente di Grown Ups è che appartiene a quella categoria cinematografica quasi mistica: film demoliti dalla critica e amati dal pubblico.

Il primo capitolo del 2010 fu accolto con l’entusiasmo con cui normalmente si accoglie una tassa imprevista, eppure incassò oltre 270 milioni di dollari nel mondo. Anche il secondo film, pur massacrato dai recensori, riuscì a trasformarsi in un successo commerciale.

Una specie di paradosso Sandler.

Critici che alzano il sopracciglio.
Pubblico che ride.
Produttori che contano soldi.

E dopo un po’ smetti anche di chiederti chi abbia ragione.

Netflix e il culto della nostalgia industriale

La notizia arriva in un momento curioso per Netflix e per Sandler stesso.

Negli ultimi anni lo streamer ha costruito una sorta di universo parallelo attorno all’attore, trasformando Happy Madison in una fabbrica seriale di sequel, revival e progetti originali. Dopo il ritorno di Happy Gilmore, il terzo Grown Ups sembra quasi una conseguenza inevitabile.

E forse è proprio questa la vera notizia.

Più che Grown Ups 3, sembra l’ennesima prova che Hollywood stia attraversando una fase curiosa: invece di chiedersi cosa potrebbe diventare il cinema domani, continua a riaprire vecchi album fotografici.

Con risultati alterni.

Perché la nostalgia funziona un po’ come ritrovare una felpa del liceo: all’inizio sorridi, poi provi a rimetterla e scopri che nel frattempo sono cambiate parecchie cose.

Ma con Sandler c’è sempre un problema.

Funziona anche quando non dovrebbe.

Nel mentre potete recuperare questa cafonata: qui