Fase 3, casa di produzione cinematografica indipendente, realizzerà VINCENT, un cortometraggio drammatico/sociale sulla vera storia di Vincent Plicchi. Il giovane cosplayer bolognese, conosciuto online come Inquisitor Ghost, che il 9 ottobre 2023 si è tolto la vita in diretta su TikTok a soli 23 anni, dopo una campagna diffamatoria orchestrata online.
A dirigere il film Valerio Lo Muzio (Romina), che collabora alla sceneggiatura con Davide Bellanca. Prodotto da Daniele Barbiero, la produzione creativa di ScripTellers, a cura di Giulia Cascella, è realizzato in collaborazione con AICS — Associazione Italiana Cyberbullismo e Sexting.
‘Vincent’: la vita dietro la maschera
“L’obiettivo di questo film” — dichiara Lo Muzio — «è quello di raccontare[…] la vita dietro alla maschera da TikToker, per onorare la memoria di un ragazzo di 23 anni, la sua reputazione e quella della sua famiglia, ma anche per accendere un riflettore su questa storia. C’è una famiglia che aspetta giustizia, mentre chi ha perseguitato questo ragazzo, minacciandolo e ordendo una vera e propria macchina del fango contro di lui, è ancora impunito.”
VINCENT è un cortometraggio della durata prevista di 20 minuti.
La sceneggiatura è nata da numerosi incontri con i familiari, gli amici e i colleghi di Vincent, ed è stata approvata dalla famiglia Plicchi. Il progetto è stato discusso con professionisti della salute mentale e con AICS per garantire una rappresentazione responsabile e attenta a prevenire l’effetto Werther.Ad interpretare Vincent sarà Haroun Fall, già noto al grande pubblico per la serie Netflix Zero.
Nei giorni scorsi è stata lanciata una campagna di crowdfunding che ha registrato una risposta straordinaria: più di 200 sostenitori e 13.000 euro raccolti in meno di una settimana. La raccolta fondi è ancora aperta fino al 12 giugno, i contributi extra raccolti serviranno a portare il cortometraggio nelle scuole di tutta Italia.
Un film per aprire gli occhi
“Voglio ringraziare Valerio Lo Muzio con tutto il cuore, perché l’idea di realizzare questo cortometraggio è sua.”- ha dichiarato Matteo Plicchi, il papà di Vincent- “Tutto quello che è stato fatto, dal crowdfunding su Ginger, che ha avuto una risposta incredibile[…]Non c’è stato un passaggio, dalla sceneggiatura al casting, da ogni parola scritta a ogni scena immaginata, non condiviso con me, nel massimo rispetto del mio amato Vincent. […] Questo cortometraggio deve dare la sveglia, deve alzare il livello di guardia. I nostri ragazzi devono imparare a riconoscere i pericoli e a proteggersi, con l’aiuto delle loro famiglie, perché oggi è garantita solo l’impunità di chi commette reati di cyberbullismo, invece di tutelare le vittime.”
Il cortometraggio sarà presentato in oltre 30 scuole superiori in tutta Italia, raggiungendo più di 6.000 studenti. Ogni proiezione sarà seguita da un confronto aperto guidato da psicologi, formatori ed esperti AICS. Il progetto ha come media partner Scuola Zoo.
Un Ciak contro il Cyberbullismo
AICS lavora ogni giorno a contatto con la violenza digitale e conosce bene i numeri del fenomeno: il 22,3% degli adolescenti italiani tra gli 11 e i 17 anni ha subito cyberbullismo. Il 19% delle vittime ha avuto pensieri suicidari, e solo il 16% riesce a chiedere aiuto a un adulto. Ma i numeri, da soli, non bastano. La storia di Vincent non è un caso isolato, è qualcosa che accade molto più spesso di quanto vogliamo vedere. In Italia non esiste ancora una legge efficace contro la violenza digitale organizzata, e le piattaforme faticano a contrastarla.
Il cinema può fare quello che le campagne di sensibilizzazione spesso non riescono a fare. Non solo raccontare una storia, ma farla vivere e raggiungere più persone poossibili.
VINCENT non vuole spiegare, ma evocare, non vuole fornire risposte, ma sollevare domande: fino a che punto può spingersi l’odio online? Come reagisce una comunità quando chi fa del male resta impunito? Come trattiamo gli altri dietro uno schermo? Lo spettatore vive queste domande attraverso gli occhi di Vincent, il suo isolamento, la sua impotenza di fronte a screenshot diffamatori e minacce anonime.
“Ringraziamo il Sindaco di Bologna e tutti i sostenitori di questo progetto” dichiara Andrea Bilotto, presidente di AICS — “La nostra associazione nasce per prevenire e contrastare la diffusione del cyberbullismo a livello nazionale e per aiutare le vittime. Grazie a questo cortometraggio, oggi possiamo portare questo messaggio nelle scuole, dove è più necessario. Perché il cyberbullismo non è un fenomeno lontano da noi: chiunque può diventarne vittima, in qualsiasi momento. La storia di Vincent è diventata parte di noi. Non deve esserci più nessun ragazzo che arrivi a pensare al suicidio perché vittima di odio online.”