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‘Everyday in Gaza’: l’inarrestabile vita!

La quotidianità a Gaza è la luce di chi resiste per la propria terra e per la propria sopravvivenza.. David di Donatello 2026 come miglior cortometraggio

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Everyday in Gaza

Vincitore del David di Donatello, sezione Cortometraggio, Every Day in Gaza è prodotto da Weworld nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea, in collaborazione con Save the Children. Diretto da Omar Rammal con le riprese di Sulaiman Hejji effettuate tra aprile e maggio 2025, nel cuore della Striscia di Gaza.

Everyday in Gaza (r)esistere tra le macerie

Una resistenza senza fine

Mohammed, Yusra e i loro tre figli sono i nostri sopravvissuti con cui attraversiamo piste polverose, tonnellate di macerie, alienanti superfici lunari da potente catalisma. Tutto questo spettrale panorama sottratto all’umano pullula di superstiti più vivi che mai.

Il cortometraggio, alimentato dalle immagini di Sulaiman Hejji, fotoreporter palestinese anche lui sfollato dal 2023, ci mostra l’attaccamento alla propria terra e alla vita dell’indomabile popolo palestinese. Everyday in Gaza è soprattutto questo. Una grande lezione di resilienza, parola stra-abusata nel nostro pigro e vacuo Occidente, che in questo cortometraggio di 17′ emerge prepotente, vivida, nel suo pieno senso e significato.

Un popolo che dal 1948 non ha mai conosciuto la piena libertà:

Sottoposta a un blocco terrestre, marittimo e aereo da parte di Israele (e in parte anche dell’Egitto), Gaza è oggi descritta da molte organizzazioni internazionali come “la più grande prigione a cielo aperto del mondo.” OXFAM ITALIA

Mohammed, laureato in Educazione Fisica, che a Gaza in 20 anni non ha mai potuto svolgere il lavoro per cui aveva studiato. Si è reinventato con la sua passione e manualità: tagliare i capelli. Lo faceva per diletto, e per bravura è riuscito a renderla una professione. Adesso, nel nulla degli spettrali resti della sua Gaza, continua a tagliare i capelli nella tende, dentro le macerie di ciò che resta dei palazzi.

Nonostante la distruzione e la disperazione, la gente continua ad avere cura di sé. Venire a tagliarsi i capelli è sfuggire per quel momento alla guerra, tirarsi su di morale.

Wafa è una maestra che cerca di riparare a un’istruzione infantile completamente cancellata. Nel panorama lunare di Gaza, con metodi semplici e con pazienza, insegna a credere nel futuro e a sognare ai piccoli, traumatizzati nello spirito e nel corpo da un’aggressione e un’occupazione israeliana feroce e disumana.

Yusra, la moglie di Mohammed, cura i suoi tre figli barcamenandosi tra giorni senza acqua, e senza poterli lavare perché non solo serve acqua, ma anche legna per riscaldarla. Che stringe a sé nel sonno la figlia più grande di 8 anni, preda di crisi di ansia da bombardamenti.

E poi gli sfollamenti… Devastanti fisicamente e psicologicamente.

Amare la vita

Everyday in Gaza ci restituisce la voglia di vivere nei volti, nelle testimonianze di una inarrendevolezza fiera, carica di dignità e di consapevolezza. Sorvoliamo un universo spettrale, e dal drone che si innalza, i piccoli esseri umani che distinguiamo riprendono con fatica e speranza i piccoli gesti di adattamento a ciò che resta. Perché quella è la loro terra e non la abbandoneranno mai.

Sulaiman Hejji è un giornalista palestinese di Gaza che collabora con il New York Times e il Middle East Eye. Omar Rammal è un filmaker palestinese che ha base ad Amman.

Everyday in Gaza si è già fregiato il 23 aprile del Premio internazionale (fuori selezione) dei Corti d’Argento, la sezione dedicata ai cortometraggi dei Nastri d’Argento assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI).

Everyday in Gaza

  • Anno: 2025
  • Durata: 17'
  • Distribuzione: Sayonara Film
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Palestina, Italia
  • Regia: Omar Rammal, Sulaiman Hejji