Unico lungometraggio italiano in concorso al Trento Film Festival, Courma et Courmayeur, di Elettra Gallone, è un documentario che evidenzia i contrasti di una civiltà moderna che oscilla fra consumismo e tradizione.
Ecco allora che ci sono due “luoghi”. Courmayeur, il paese in fondo alla Valle d’Aosta, alle pendici del Monte Bianco, di circa 3.000 abitanti che diventano 30.000 nella stagione turistica invernale, con le sue tradizioni, le guide alpine e la vita lenta di montagna. E poi c’è “Courma”, il brand mondano, l’invasione chiassosa dei milanesi, i SUV, la vita notturna, i locali dediti a movida e a lusso, la neve trasformata in parco giochi con montagne come cornice.
Due identità. Due luoghi diametralmente opposti che vestono la stessa località. C’è chi ne conosce solo uno e ignora completamente l’esistenza dell’altro. La calma del paese contro i ritmi frenetici della città. Il loro alternarsi e incontrarsi. Uno sfiorarsi a volte impercettibile.
Uno sforzo intelligente di dare valore a chi abita e lavora in quei luoghi, un’attenzione delicata alle tradizioni, alle relazioni umane, alla fatica quotidiana, alle energie.
Perché dietro ogni luogo di villeggiatura c’è una comunità.

Courma et Courmayeur: con una strizzatina d’occhio ai cinepanettoni
Ad accompagnare le immagini della parte dedicata alla movida, le note e i ritornelli di “Courmayeur”, del 2026, di Dj Matrix, Carolina Marquez e Ludwig. Un brano dalle forti influenze anni ’80, confezionato dalla produzione di Gabry Ponte, che rimanda alla musica dance di matrice nostrana degli anni novanta e dei primi duemila.
Io questo weekend / Saluto tutti e me ne vado a Courmayeur
Salgo al rifugio e chiamo un altro sommelier
Tremila metri sboccio il Cristal sul dessert
Portatemi da bere / La la la la la
Balliamo sulla neve / La la la la la
Riempitemi il bicchiere / La la la la la
Balliamo sulla neve / La la la la la
Come tutte le sere
(…) Three, two, one, go!
Stanotte vado a Courma / Vado a Courma
Ci salgo ubriaco con il quad / Tu con il pullman
Ballo a dieci sotto zero /Col bicchiere sempre pieno
Non ritorno a casa, sclero
Mamma ho perso l’aereo / Ooh ooh
Quanto è fredda questa notte / Ooh ooh
Ci scaldiamo con i cocktail / Ooh ooh
Voglio perdere la voce cantando / Ooh ooh eh ooh ooh eh
Io questo weekend / Saluto tutti e me ne vado a Courmayeur (…)
Un’ironia sarcastica – e critica – verso quella parte di società leggera, superficiale e spesso incurante dell’esistenza di altri valori decisamente più meritevoli.
Anche Massimo Boldi era arrivato sulle piste di Courmayeur con il video de Il Pagante, gruppo musicale icona di Milano, intitolato “Settimana Bianca”.
Un amarcord dei più celebri cinepanettoni di Carlo Vanzina con “il cummenda” e i vari cliché: neve, donne, ostriche e champagne, e ancora party e fuochi d’artificio.
Con tanto di fontane luminose che oggi portano alla mente la tragedia di Crans Montana.

Chi è Elettra Gallone
Elettra Gallone, classe 1993, è una regista e fotografa milanese (oggi anche produttrice), laureata in Media Design e Arti Multimediali presso la NABA di Milano, nel 2016. Qui realizza i suoi primi lavori tra cui Il tempo di uno sguardo, un cortometraggio nato come progetto di laurea mentre si trovava in Benin con l’ONG Emergenza Sorrisi.
Figlia d’arte – il padre era fotoreporter -, ha approfondito il documentario con un Master in Antropologia Sociale alla SOAS di Londra. Il suo primo lungometraggio, Incontrando Samir la Sera, è stato selezionato per Vision du Réel 2022 e presentato al Festival Internazionale Filmmaker di Milano nel 2022.
Elettra si è trasferita da alcuni anni in Valle d’Aosta e qui ha fondato, nel 2023, la casa di produzione Emerald Mountain Films, per dare continuità ai progetti nella Regione, di cui si è perdutamente innamorata, con la collaborazione degli enti locali. In queste montagna si sente a casa, in una famiglia che, come ha detto in alcune interviste, non si trova o si eredita, ma si costruisce. Con impegno, rispetto e dedizione.