È recentissima la nuova serie teen horror sudcoreana Girigo. Utilizzando l’espediente di un’applicazione “posseduta” che non può essere rimossa da nessun telefono, il brivido e la tensione sono assicurati.
Girigo è disponibile su Netflix. Guardala adesso.
Come un virus demoniaco
Choi Hyeong-Wook (Lee Hyo-Jee), uno studente di liceo non esattamente brillante, riesce a superare con successo un test di matematica molto difficile. I suoi compagni di classe Yoo Se-Ah (Jeon So-Young), Ling Na-Ri (Kang Mi-Na) e Kim Geon-Woo (Baek Sun-Ho) si chiedono come sia possibile. Choi Hyeong-Wook confessa di aver espresso il desiderio di superare il test su Girigo, un’app che può effettivamente avverare ciò che voleva.
Ma il pericolo è dietro l’angolo: Choi Hyeong-Wook comincia a comportarsi in modo strano a scuola, fino a suicidarsi con un taglierino davanti a tutti. Per gli altri tre ragazzi comincerà un’inquietante indagine per capire cosa si celi veramente dietro Girigo.
Minacce del passato e del presente
Girigo è apparentemente un teen horror come tanti altri. Si può essere tratti facilmente in inganno da come si presenta l’app che dovranno fronteggiare i protagonisti.
Vi è molto di più, infatti, che una semplice applicazione dietro all’antagonista della serie. Girigo altro non è che la reincarnazione digitale di uno spirito maligno, un gwishin; ossia dei fantasmi vendicativi della tradizione coreana.
Un espediente di sceneggiatura semplice ma efficace: gli spiriti maligni non rimangono immobili, ma assumono forme e contorni di tutto ciò a cui le persone di oggi sono abituate.
Un prodotto troppo “netflixiano”?
Non è un segreto che i prodotti che escono su Netflix seguano la logica “glocal”, ossia una serie o un film che, a prescindere dalla sua ambientazione, abbia sì dei connotati tipici del luogo in cui si svolgono le vicende, ma che sia anche perfettamente appetibile per un pubblico internazionale.
Girigo è ovviamente l’ultimo figlio di questo genere di catena di produzione. La tensione dell’intera vicenda è sicuramente altissima, i giovani attori sono convincenti e la serie non bada certo a spese quando si parla di sangue.
L’idea di un’applicazione in grado di uccidere è sicuramente valida, ma quanti show di Netflix vediamo seguire la formula glocal? Se si sostituiscono le vicende della serie a quella di altri show simili, il risultato non è poi tanto diverso.
La nuova ondata sudcoreana
È dall’uscita di Parasite, il cult istantaneo di Bong Joon-Ho arrivato nelle sale nel 2019, che stiamo assistendo a una nuova ed entusiasmante ondata di film e serie sudcoreani.
Uno sguardo fresco e diverso sul modo di intendere il cinema e la serialità che ha contagiato tutti quanti; Girigo non fa certamente eccezione, ma per gli spettatori che intendono assaporare il vero sguardo sulla Settima Arte proveniente dalla Corea del Sud, ci sentiamo di consigliare altri lidi.
Non un prodotto deludente quindi, tutt’altro, speriamo però di vedere nuovi show e film, anche su una piattaforma mondiale come Netflix, in grado di essere più local.