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In Sala

‘La più piccola’, un film da non censurare

Il film di Hafsia Herzi arriva in sala dal 23 aprile distribuito da Fandango e con una censura stabilita dal Mic che ne vieta la visione ai minori di 14 anni

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La più piccola

L’Italia è l’unico paese che ha censurato il mio film, ha dichiarato la regista Hafsia Herzi contestando la decisione presa dalla Commissione per la classificazione Opere Cinematografiche del Ministero della Cultura. Il mio film non contiene riferimenti sessuali espliciti. Sesso, Linguaggio, Turpiloquio, incitamento all’odio. Queste le etichette impresse sul terzo lungometraggio della regista francese, La più piccola, vincitore della Palma D’Oro a Cannes per la miglior interpretazione femminile.

La sessualità della protagonista è indagata da un punto di vista introspettivo e rientra nell’arco di trasformazione del personaggio. Il linguaggio sessualizzato si riduce a scambi di battute che non si accompagnano mai a immagini pornografiche.

Al contrario, diversi sono i motivi per cui un quattordicenne dovrebbe vedere il film. Nella prima parte c’è la scuola. La Mdp segue il gruppo di amici della protagonista, Fatima, negli spazi del liceo, dove tra una lezione e l’altra ci si confida, ci si scontra e si rimane feriti proprio da quel linguaggio che viene censurato, ma che ognuno ha introiettato dentro di sé. La regista ha poi dimostrato grande maestria nel cogliere il disagio di ognuno, i silenzi e la rabbia che può provare un giovane nel momento che viene messa in crisi la propria identità o si sente giudicato dagli altri.

Catturare la realtà

La più piccola

Il film ricorda per alcuni aspetti La vita di Adele. Anche lì, ci sono gli scambi di battute nel cortile della scuola, gli scontri, l’amore che sboccia, la gioia che esplode a un pride. Hafsia Herzi ha lavorato più volte come interprete nei film di Abdellatif Kechice e lo considera uno tra i suoi punti di riferimento artistici. Le due storie mostrano lo stesso interesse per un certo tipo di rappresentazione della realtà, che cattura i piccoli momenti di vita spesso anche insignificanti come quello di mangiare insieme, un ballo a una festa, uno sguardo o un sorriso non previsti nel copione.

Mentre il film del 2013 vira sulla relazione tra Adele (Adèle Exarchopoulos) ed Emma (Lea Seydoux) nel corso di un arco di  tempo più lungo, La più piccola rimane fisso su un anno della vita di  Fatima, che rispetto a Adele è più consapevole della propria omosessualità, ma è tormentata da un dissidio tra ciò che desidera e la propria fede di donna musulmana.

Le stagioni di Fatima

Fatima (Nadia Mellitti) ha diciassette anni, è la più piccola di tre sorelle di una famiglia di origini algerine che vive a Parigi, tra la periferia e il centro. Gioca a calcio, è assertiva, di poche parole, si circonda di amici maschi. É Fatima per gli amici e la famiglia, ma quando decide di iscriversi su app di incontri gay si fa chiamare Linda. Fatima è molto alta, ha capelli lunghissimi neri e ha le orecchie piene di orecchini, indossa abiti sportivi e nasconde una forte inquietudine dietro il suo sguardo profondissimo. Soffre di attacchi di asma, ha un ragazzo musulmano che vorrebbe sposarla. Il film è scandito in quattro tempi, quattro stagioni.

La primavera di Fatima ha un sapore agrodolce. C’è l’attaccamento alla famiglia, alla sua religione, e il rifiuto di omologazione. “Non fai nessuno sforzo, non provi a farti bella per me, potresti indossare qualcosa di più femminile”, le dice il suo fidanzato, che lei rifiuta. Da sola, questa battuta poteva essere un valido motivo per non censurare il film. È in questa stagione della nostra vita che lo sguardo giudicante degli altri si posa su di noi e tenta di definirci, quando neanche noi sappiamo bene chi siamo.

In primavera, per Fatima, ci sarà anche l’amore con Ji-Na, una giovane infermiera che le insegna a respirare.

La più piccola

Essere uguale fra uguali

In autunno, la fuga dalla periferia, l’arrivo all’università, nuovi incontri e una nuova consapevolezza. L’inverno è la stagione dell’emancipazione. Fatima studia filosofia, ha nuovi amici e farà nuove esperienze con altre donne dopo una brusca separazione. Durante una lezione incrocia una frase del filosofo Étienne de La Boétie tratta dal suo libro manifesto Discorso sulla servitù volontaria. L’emancipazione è la richiesta di essere riconosciuti uguali fra uguali.

La più piccola, girato con la camera a spalla che incornicia i primi piani dell’interprete rivelazione, Nadia Mellitti, si chiude in una nuova primavera che profuma di madeleine e di rinascita. Fatima ha spezzato le sue catene e ha iniziato a scrivere la sua storia, che rifiuta etichette e censure.

La più piccola

  • Anno: 2026
  • Durata: 106'
  • Distribuzione: Fandango
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Hafsia Herzi
  • Data di uscita: 23-April-2026