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Lovers Film Festival

Another Man’: l’insostenibile pesantezza dell’essere

Il cinema indipendente spagnolo brilla di sensibilità e scrittura esaltate dalla forza dei protagonisti

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“La bellezza può essere repressiva, violenta e discriminatoria”. Questo è l’assunto da cui si snoda Another Man, lungometraggio in concorso al 41° Lovers Film Festival diretto da David Moragas.

Ambientato a Barcellona, la storia si sviluppa intorno a Marc (Lluís Marques), trentenne irrisolto in crisi d’età, e la convivenza col compagno Eudald (Quim Ávila). È un rapporto smorzato, la routine si insinua pericolosa nella quotidianità borghese dei due giovani insieme ormai da sei anni.

L’ansia millenial

Gli interni stilosi dell’appartamento nel quartiere di Sant’Antoni sono lo scenario entro cui si svela la crisi. Entrambi svolgono lavori creativi, vivono una vita apparentemente appagante, ma sono ammorbati in una relazione che stenta a decollare verso l’idea di famiglia in un quadro tipicamente millenial.

Marc è un uomo lacerato, prigioniero della storia famigliare con una madre suicida e perfezionista tale da imporgli involontariamente l’idea di dover obbedire a un canone, di essere irreprensibile e perfetto. Porta con sé il trauma di quel modello e lo condivide con la sorella, altrettanto problematica, con un matrimonio allo sfascio e una gravidanza inattesa a cui non potrà dar corso. Al contrario, Eudald è una presenza pragmatica e istintiva, proiettata verso il futuro e, soprattutto, accudente.

Tale contesto è messo a soqquadro dall’arrivo di Another Man, un giovane e attraente dirimpettaio; nasce da subito un gioco di sguardi e una fascinazione che porterà Marc a fantasticare oltre misura intorno a questa presenza innescando una spirale di desiderio dalle conseguenze potenzialmente disastrose. Al tempo stesso, tuttavia, l’incontro con lo sconosciuto rimette in gioco l’assetto di coppia, lasciando spazio per evolvere e maturare, fino a divenire, appunto, “un altro uomo”.

Opera di ombre e sfumature

La regia di Moragas è abile nel raccontare la zona d’ombra tra tracollo e rinascita; il film si sviluppa proprio nello “spazio di mezzo” in cui versa la psicologia del protagonista, perso nelle proprie esitazioni, incapace di dar slancio all’esistenza, piegato dalla memoria e desideroso di novità. Gli occhi esitanti di Marc dicono tutto, sono spinti al limite e in essi si coglie il rischio del precipizio.

I voli della fantasia, che attanagliano Marc fin dal primo scambio di sguardi con il vicino, aprono un varco di desiderio che non troverà appagamento. È interessante la contrapposizione tra le scene alla finestra – luogo di slancio verso l’ideale – e quelle davanti allo specchio, ripiegamento nel piattume della vita di coppia.

La sceneggiatura si fonda su azioni assai circoscritte e predilige la sfera emotiva rispetto all’esigenza di una trama articolata; là dove si potrebbe cogliere un limite, in realtà si sviluppa l’intento del regista, abile nell’alternare fasi di stallo psicologico e dialoghi sagaci, tra cene tra amici, audaci vernissage, post su Grindr.

Another Man, come illustrato dal regista in sala, è recitato in catalano e restituisce forte il senso di comunità; è determinante la consapevolezza di appartenere sia alla minoranza locale che a quella queer. L’uso dell’idioma nativo consente di trattare i temi affrontati con profondità e autenticità maggiori, raffinando la lingua dei sentimenti.

Altra scelta stimolante della direzione artistica del Lovers Film Festival, Another Man parte dall’ambito della filmografia LGBTQ+ e – come accade quando ispirazione e creatività possono esprimersi in libertà – approda a una dimensione di respiro universale.

Another Man

  • Anno: 2025
  • Durata: 91'
  • Distribuzione: Filmax
  • Genere: Dramedy
  • Nazionalita: Spagna
  • Regia: David Moragas