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‘Larry Flynt – Oltre lo scandalo’: la libertà è facile finché resta presentabile

Un film che non assolve Larry Flynt, ma costringe a guardare in faccia l’ipocrisia con cui ancora oggi parliamo di libertà, scandalo e moralismo

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Larry Flynt – Oltre lo scandalo (The People vs. Larry Flynt), uscito nel 1996 e diretto da Miloš Forman, prende la figura del fondatore di Hustler e la porta dentro un racconto fatto di scandali, processi, eccessi e battaglie legali. A interpretare Larry Flynt c’è Woody Harrelson, mentre Courtney Love dà volto ad Althea ed Edward Norton ad Alan Isaacman, l’avvocato che accompagna la parte più decisiva della sua storia. Nel cast compare anche Vincent Schiavelli, caratterista legatissimo al cinema di Forman e scomparso nel 2005. Ma il film non resta fermo al ritratto di un uomo sopra le righe.

Da lì parte per toccare qualcosa di più ampio, e anche più scomodo: la libertà di parola, i suoi limiti e il disagio che crea quando a incarnarla è qualcuno che non viene spontaneo difendere.

Il cortocircuito tra realtà e messa in scena

C’è poi un aspetto che rende Larry Flynt – Oltre lo scandalo ancora più interessante, ed è il modo in cui Forman costruisce un continuo scambio tra racconto e realtà. Il vero Larry Flynt compare nel film attraverso una delle sue residenze, che si vede nella pellicola, e la sua sedia a rotelle utilizzata da Woody Harrelson. Sono dettagli che contano perché danno al film una tensione particolare, quasi instabile, come se il personaggio reale non si lasciasse mai trasformare fino in fondo in semplice materia cinematografica. Anche per questo Harrelson funziona così bene: non prova a rendere Flynt più innocuo, gli lascia addosso un’energia sfrontata, imprevedibile, spesso scomoda. E Forman, da regista, lavora proprio lì, su quell’ambiguità mai del tutto risolta tra presenza reale, rappresentazione e mito personale.

Il film chiede di andare oltre lo sguardo perbenista

Una delle critiche più frequenti mosse al film è quella di aver ripulito Larry Flynt, di averne smussato gli aspetti più sgradevoli per renderlo più presentabile. Non a caso, già nel 1997 una parte della critica di Independent parlava di un ritratto “vigorously airbrushed”, cioè levigato, addolcito nel modo in cui portava Flynt sullo schermo.  È una lettura che si può capire, soprattutto se la si riporta a quegli anni, quando un film così aveva inevitabilmente un impatto più scandaloso.

Ma guardandolo oggi, nel 2026, Larry Flynt – Oltre lo scandalo si legge anche in un altro modo. Più che ripulire Flynt, il film sembra usare la sua figura per mettere alla prova lo spettatore, costringendolo a restare dentro una zona scomoda invece di fermarsi al giudizio più immediato.

Anche perché nel frattempo la sessualizzazione non è certo sparita, ha solo cambiato forme, linguaggi e piattaforme, diventando spesso più patinata, più normalizzata, perfino più accettata. E allora fermarsi alla vecchia obiezione del film che edulcora Flynt rischia di essere riduttivo.

Il punto, qui, non è assolvere un uomo, ma capire cosa succede quando libertà, provocazione e spazio pubblico entrano davvero in collisione.

Forman non guarda al porno, guarda al principio

Miloš Forman, del resto, è stato molto chiaro anche nel modo in cui ha pensato il film. Il centro non è il porno, e non è nemmeno Larry Flynt come figura da riabilitare o da rendere simpatica. Il centro è quello che la sua storia fa esplodere quando incontra la legge, la morale pubblica e il bisogno costante di tracciare un confine tra ciò che si può accettare e ciò che invece si vorrebbe semplicemente cancellare.

È anche per questo che Larry Flynt – Oltre lo scandalo funziona ancora perché prende un personaggio facile da respingere e lo mette dentro una questione che semplice non è affatto. E Forman, da regista, non cerca davvero di ripulirlo. Cerca piuttosto di usare un tema scomodo, perfino tabù, per ricordare una cosa essenziale, che la libertà, se vuole essere davvero tale, non può avere pregiudizi.

Finché la libertà non ci sporca le mani

Alla fine Larry Flynt – Oltre lo scandalo resta un film che non chiede di amare il suo protagonista, ma di misurarsi con tutto quello che porta addosso. Ed è proprio qui che continua a funzionare: non perché cancelli le ambiguità, ma perché le lascia vive e le trasforma in una domanda che ancora oggi brucia.

«Siamo davvero dalla parte della libertà, oppure ci piace soltanto quando possiamo consumarla da lontano e scandalizzarci appena smette di farci fare bella figura?»

Ottima la visione anche di Qualcuno volò sul nido del cuculo e Man on the Moon: film diversissimi, certo, ma legati dallo stesso sguardo di Forman, sempre attratto da figure fuori asse, ingestibili, e proprio per questo capaci di mettere in crisi l’ordine delle cose.

Larry flint - oltre lo scandalo

Larry Flint - Oltre lo Scandalo (The People vs. Larry Flynt)

  • Anno: 1996
  • Durata: 129'
  • Distribuzione: Sony Pictures Entertainment Italia
  • Genere: Biografia, Dramma
  • Nazionalita: USA, Canada
  • Regia: Miloš Forman
  • Data di uscita: 28-February-1996