Al CinemaCon 2026 di Las Vegas, la presentazione Universal Pictures e Focus Features ha riservato una delle sorprese più attese della stagione: le prime immagini di Werwulf, il nuovo lungometraggio di Robert Eggers. Si tratta del quinto capitolo di una filmografia che ha ormai ridefinito i confini del cinema horror d’autore contemporaneo.

Il ritorno dell’Inghilterra gotica
Il footage, proiettato in sala per soli addetti ai lavori e non ancora rilasciato al pubblico, è stato presentato con la dichiarazione che si tratterebbe della pellicola più terrificante mai firmata dal regista. Parole che, conoscendo la traiettoria di Eggers, suonano come ben più di una semplice promozione.
Scritto da Eggers insieme al suo collaboratore abituale islandese Sjón, già co-sceneggiatore di The Northman, il film è ambientato nell’Inghilterra del XIII secolo. Una misteriosa creatura percorre una campagna avvolta dalla nebbia, trasformando il folklore locale in un incubo concreto per gli abitanti di un villaggio. I dialoghi, coerentemente con il rigore storico che contraddistingue ogni progetto del regista, sarebbero interamente in Middle English.
Squadra che vince non si cambia
Il cast ricompone quasi integralmente la squadra di Nosferatu: oltre a Taylor-Johnson e Lily-Rose Depp, qui nei panni di una coppia di coniugi contadini, tornano Willem Dafoe e Ralph Ineson. Quest’ultimo ha collaborato in precedenza con il regista nel suo film d’esordio, The Witch (2015). A completare il cast figurano Jack Morris, Jan Bijvoet, Ritchi Edwards e Bodhi Rae Breathnach.
La produzione è firmata da Focus Features insieme a Eggers e Sjón, con Chris ed Eleanor Columbus, già produttori esecutivi di Nosferatu, nel medesimo ruolo.
Un Natale terrificante
Werwulf arriverà nelle sale americane il 25 dicembre 2026, replicando la strategia di contro-programmazione natalizia già adottata con successo da Nosferatu. L’ultima fatica del regista, nel 2024, incassò oltre 181 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di 50, ottenendo quattro candidature agli Oscar nelle categorie tecniche.
Con questo nuovo progetto, Eggers conferma la propria assoluta fedeltà all’immaginario medievale e gotico. In una celebre dichiarazione rilasciata attorno all’uscita di Nosferatu, il regista aveva spiegato che l’idea di dover fotografare un’automobile lo metteva a disagio, e quella di inquadrare uno smartphone equivaleva, per lui, alla morte del cinema. Guardando quello che è riuscito a costruire finora, risulta difficile dargli torto.