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‘Margo ha problemi di soldi’, il girl power 2.0

La via d’uscita di nome OnlyFans

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Arriva su Apple TV dal 15 aprile la miniserie in 8 episodi Margo ha problemi di soldi, creata da David E. Kelley già creatore di cult come Ally McBeal e Big Little Lias. Tratto dall’omonimo romanzo di Rufi Thorpe, il dramedy è frutto di una collaborazione tra A24, Apple e la Blossom Films di Nicole Kidman. Nel cast della serie troviamo: Elle Fanning, Michelle Pfeiffer, Nick Offerman, Michael Angarano e Nicole Kidman.

Il TRAILER – Margo ha problemi di soldi

Margo ha problemi di soldi , essere in due e da soli

Margo (Elle Fanning), una giovane studentessa universitaria, dopo una breve relazione sessuale, rimane incinta del suo professore. Il mondo le cambia all’improvviso tra pannolini e spese insormontabili, e senza un sostegno stabile l’improvvisa ragazza madre fa una certa fatica nel crescere e dare un futuro al suo bambino. Decide quindi di aprirsi un profilo OnlyFans dove inizia ad ottenere un discreto successo. La nuova situazione permette a Margo di riallacciare i rapporti col padre, un ex lottatore di wrestling (Nick Offerman), ma anche nel riflettere sul suo futuro tra moralità e concretezza.

La vita è imprevedibile ma anche un’opportunità

Andrebbe ribaltata, perché non più reale, la massima di Woody Allen secondo la quale la vita imiti la cattiva televisione. Oggi accade il contrario se si pone l’attenzione a moderni show seriali del calibro di Euphoria e in ultimo Margo ha problemi di soldi. Il social più popolare e controverso del momento, OnlyFans, che per anni ha interrogato decine di critici e sociologi sulla sua commistione tra pornografia e oggettificazione femminile, oggi viene invece rivendicato come manifesto femminista, atto di resilienza autonoma e voglia di emergere, spingendo case di produzione e importanti showrunners a farci addirittura una serie.

OnlyFans e l’emancipazione femminile di David E. Kelley

È quello che avviene anche alla graziosa miniserie di Apple TV con Elle Fanning che vede la mercificazione del corpo non come tragedia contemporanea ma bensì come opportunità data dal web 2.0. Margo, la protagonista della serie, indecisa se tenere un bambino che non vuole, rivendica una nuova opportunità di esistenza e di vita, mentre il mondo le crolla addosso assieme alle imprecazioni della madre Shyanne (Michelle Pfeiffer). Del resto anche Lena Dunham nel finale di Girls aveva insegnato alle donne una cosa semplice: non avere paura del peso di essere madre anche se le possibilità sembrano essere tragicamente avverse. E l’alterego di Elle Fanning si trova un po’ in questa situazione, avendo dalla sua, però, la possibilità dei nuovi mezzi lavorativi del web 2.0 mediante l’immagine femminile venduta attraverso la rete.

Corpo, web e libertà: la metamorfosi di Margo

Nei suoi primi episodi , Margo ha problemi di soldi impone il suo ritmo, distinguendosi già per una riflessione sull’emancipazione femminile a metà tra commedia e dramma. Il suo merito maggiore, da quello che appare nel suo inizio, è non aver paura di ironizzare sul medium controverso di OnlyFans, prendendo questo come spinta propulsiva al cambiamento. La serie Apple fa della sua linearità il suo marchio di fabbrica, una crudezza compatta, visibile, che si muove interamente sul viaggio della protagonista Margo: tra una battuta tagliente e un problema morale riguardante la sua nuova attività, e i suoi incontri tra famigliari dimenticati e nuove opportunità di crescita. Un dramedy con una lettura semplice e originale al tempo stesso: far riflettere con limpidezza a ritmo di sit-com sul corpo femminile.

Margo è la nuova Ally McBeal?

David E. Kelley, creatore di Margo ha problemi di soldi, nella sua lunga carriera da showrunner della televisione americana ci ha sempre donato rappresentazioni di donne resilienti che, come la Margo di Fanning, partono da un piano di subordinazione o isolamento imposto da una figura maschile per poi attivare quell’energia di indipendenza femminile che alla lunga sarà l’unicità della serie stessa. In Big Little Lies l’omicidio è quasi ininfluente rispetto all’effetto che questo produce sull’unione femminile e femminista tra le madri e mogli di Monterey. L’evoluzione del girl power in tutta la sua gerarchizzazione e metamorfosi la vediamo, però, nell’iconica serie anni ’90 di David E. Kelley Ally McBeal: l’eccentrica avvocatessa di Boston smaniosa di rivendicare i suoi meriti e i suoi amori.

E in Margot ha problemi di soldi avviene un po’ tutto questo; la poetica kellyiana della donna debole e poi forte, il prototipo alla Ally McBeal dell’eroina romantica in carriera che non teme gli ostacoli, trova il modo di superarli, ma rimanendo anche in una perenne comedy esistenziale ma molto più vicina al genere sit-com (lo stile di David E. Kelley). Perché la Fanning proprio come Calista Flockhart è giovane, determinata, ma anche spaventata e interessata dal nuovo mondo in cui entra, quello di OnlyFans. Un caos brillante retto egregiamente da un’altra incredibile performance di Elle Fanning in uno straordinario stato di grazia con cadenza annuale se si pensa solo agli ultimi titoli: A Complete Unknown e Sentimental Value.

Margot ha problemi di soldi è la classica serie che non punta su pretenziosità registiche o complessità narrative, scommettendo invece tutto sul suo brio e sulla sua incredibile leggerezza. Uno dei motivi per cui funziona fin dal primo episodio, rapendo lo spettatore con il viaggio iniziale di Margo da studentessa in fiamme a donna emancipata e avviatissima.

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