Connect with us

Focus Italia

Erri De Luca a Cannes: “Non chiamatemi attore”

Lo scrittore italiano nel cast di La Vie d’une Femme, ma smorza subito i toni: “Sono solo in prestito al cinema”

Pubblicato

il

Erri De Luca

C’è anche Erri De Luca tra le (poche) presenze italiane al Festival di Cannes 2026, ma guai a definirlo attore. Lo scrittore napoletano, coinvolto nel film in concorso La Vie d’une Femme di Charline Bourgeois-Tacquet, mette subito le cose in chiaro: niente carriera parallela, nessuna ambizione da interprete. Solo, appunto, un prestito.

Nel film, che vede protagoniste Léa Drucker e Mélanie Thierry, De Luca compare in un ruolo minimo, cucito su misura: uno scrittore anziano che vive isolato in montagna e che viene raggiunto dalle protagoniste per un’intervista. Una presenza marginale, quasi programmaticamente tale.

E infatti è lui stesso a ridimensionare tutto: “Non posso attribuirmi il ruolo di attore”, spiegando di sentirsi piuttosto “uno scrittore in prestito” al cinema.

Un’apparizione, non una conversione

Non è la prima incursione audiovisiva per De Luca, ma qui il punto è un altro: evitare qualsiasi fraintendimento. Nessuna conversione artistica, nessun passaggio di campo. Piuttosto, un’incursione occasionale dentro un racconto che, per ambientazione e sensibilità, sembra parlare la sua stessa lingua.

La partecipazione nasce infatti da un invito della regista e da una suggestione narrativa più che da un progetto strutturato: qualche giorno in montagna, un ruolo affine alla propria identità, il dialogo con un cinema d’autore che resta però “altro” rispetto alla sua pratica principale.

Cannes senza Italia 

Il dato, semmai, è più ampio. L’edizione 2026 del festival registra l’assenza di registi italiani in concorso, ma lascia filtrare una presenza indiretta: attori, coproduzioni, apparizioni laterali. Tra queste, proprio quella di De Luca, che diventa simbolo involontario di un’Italia cinematografica che c’è, ma ai margini.

Il paradosso De Luca

E allora il paradosso è tutto qui: uno degli scrittori italiani più riconoscibili finisce su uno dei palcoscenici più prestigiosi del cinema mondiale, Cannes, ma lo fa negando, con eleganza, qualsiasi appartenenza a quel sistema.

Non è un attore. Non vuole esserlo. E forse è proprio questo a renderlo, nel film, credibile.

Perché in un’epoca in cui tutti vogliono essere tutto, De Luca sceglie ancora di essere una cosa sola. Anche quando il cinema lo chiama.