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Dal sodalizio con Gia Coppola all’Oscar con Sinners: il caso Autumn Durald

La prima donna della storia a vincere l'Oscar per la miglior fotografia

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In una 98ª edizione degli Oscar segnata da sorprese e nuove traiettorie, a imporsi con forza è stato lo sguardo di Autumn Durald Arkapaw, prima donna nella storia degli Academy Awards a vincere l’Oscar per la miglior fotografia, grazie al lavoro su Sinners di Ryan Coogler. Un riconoscimento che non si limita al singolo traguardo, ma segna un passaggio simbolico in un ambito a lungo rimasto impermeabile allo sguardo femminile.

Ma chi è Autumn Durald Arkapaw, e cosa racconta davvero — oltre al premio — il suo modo di guardare il cinema contemporaneo? Proviamo a scoprirlo in questa necessaria retrospettiva.

Il legame con Gia Coppola

1979, Oxnard, negli Stati Uniti. Il percorso di Autumn Durald affonda le sue radici proprio qui, prima di formarsi tra storia dell’arte alla Loyola Marymount University e fotografia cinematografica all’American Film Institute. Il debutto come direttrice della fotografia arriva nel 2009 con il film indipendente Macho, curato assieme ad alcuni compagni di corso e seguito da una serie di cortometraggi che attirano l’attenzione di una giovanissima Gia Coppola. È in questo modo che nasce Casino Moon, racconto di un incontro sentimentale nella cornice artificiale di Las Vegas, nonché primo passo di un sodalizio destinato a definirsi nel tempo. Da tali premesse, a prendere forma è infatti Palo Alto, opera prima della Coppola che, anche grazie anche al soggetto e interpretazione di James Franco, regalano alla Durald l’ingresso nei contesti festivalieri di rilievo, e nello specifico all’interno della sezione Orizzonti della 70esima Mostra del Cinema di Venezia.

Autumn Durald

Dopo questa prima affermazione, le loro strade si separano temporaneamente: Coppola realizza il cortometraggio Strange Love, ad oggi unico progetto senza la Durald, mentre la direttrice della fotografia amplia il proprio raggio collaborando, tra gli altri, con la regista Hala Matar, lavorando a Untogether, debutto della giornalista britannica Emma Forrest e affiancando il premio Oscar alla miglior sceneggiatura originale Spike Jonze nel documentario dedicato ai Beastie Boys. Seppur il rapporto tra le due non abbia, ovviamente sul suolo pubblico, subito ostacoli di nessun tipo, il ricongiungimento avverrà solamente nel 2020 con Mainstream (Nessuno di speciale), interpretato da Maya Hawke e Andrew Garfield, dove lo sguardo di Autumn Durald si misura con l’estetica instabile e seduttiva della viralità contemporanea. Forti di un legame creativo sempre più stretto, le due tornano insieme a Venezia, nella stessa sezione Orizzonti che le aveva visto sorgere sette anni prima, per poi raggiungere una nuova maturità visiva nel 2024 con The Last Showgirl, incentrato su una donna dello spettacolo sospesa tra il tempo che passa e il riflesso cinico della società.

È però nel periodo successivo alla pandemia che, nel percorso di Autumn Durald, si inserisce un nuovo e importantissimo incontro: quello con Ryan Coogler.

Sotto i riflettori californiani

Accolto con aspettative incerte e inserito in una fase del Marvel Cinematic Universe particolarmente discussa, Black Panther: Wakanda Forever arriva come un passaggio delicato anche per la scomparsa del suo volto simbolo, Chadwick Boseman. È qui che si incrociano per la prima volta i percorsi di Ryan Coogler e Autumn Durald (acquisita Arkapaw dal matrimonio col collega Adam Arkapaw avvenuto nel 2015), segnando per lei il passaggio da un cinema più intimo e festivaliero al banco di prova dei grandi blockbuster.

La sfida è tutt’altro che semplice: un impianto visivo ambizioso, sequenze subacquee complesse e l’esigenza di inserirsi in un’estetica industriale fortemente codificata. Eppure, Durald riesce a mantenere coerenza e personalità, trasformando il progetto in una prova di maturità pienamente riuscita. Con Coogler, inoltre, nasce una stima reciproca che va oltre il singolo film: nonostante un’accoglienza tiepida da parte di buona parte del pubblico, Wakanda Forever si rivelerà nel lungo termine una vetrina decisiva, il primo capitolo di un dialogo creativo destinato a brillare pochi anni più tardi.

Peccatori per un giorno

 

 

-il fenomeno Sinners

-chi prima di lei (Rachel Morrison, Ari Wegner, Mandy Walker)

-un Oscar con sempre meno confini (importanza all’animazione e all’Horror)