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Korea Film Festival

‘The price of goodbye’ qual è il prezzo di una vita?

Nella sezione K-Cinema Today della 24esima edizione del Florence Korea Film Fest

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the price of goodbye

Una commedia nera che ruota intorno a un grande equivoco, creato più o meno volontariamente, The price of goodbye di Kwon Yong-Jae è uno dei vari titoli presentati all’interno del Florence Korea Film Fest 2026 che giocano sul ruolo della famiglia e dei legami familiari.

Più nera che commedia, The price of goodbye può far leva sui suoi protagonisti e sulle dinamiche alle quali danno vita che guidano inevitabilmente la storia a una conclusione non troppo fuori dall’ordinario.

La trama di The price of goodbye

Quando il padre si ammala gravemente, due fratelli in difficoltà economiche decidono di organizzare un finto funerale per ottenere denaro di condoglianza e destinarlo alla retta universitaria del nipote. Un necrologio inviato per errore, però, fa sfuggire di mano il piano, costringendo la famiglia a decisioni sempre più assurde e rischiose. Nel caos, si confrontano con la disperazione, la responsabilità e i fragili legami che li tengono uniti. (Fonte: Florence Korea Film Fest)

the price of goodbye

La recensione

Come annunciato anche in occasione della conferenza stampa del festival, la famiglia è uno dei temi centrali all’interno dell’edizione di quest’anno della kermesse e questo film ne è la dimostrazione. Fino a che punto ci si può spingere per la propria famiglia? O addirittura fino a che punto ci si può spingere per sopravvivere? O almeno provarci? È questo il dilemma che attanaglia i due fratelli protagonisti di una commedia nera, o forse più di un dramma velato. Una matassa difficile da dipanare e che, anzi, provocherà ancora più dubbi e incomprensioni.

Se nella prima parte è molto più presente la componente comica o comunque divertente, tipica delle gag (dalla concitazione alla sincronizzazione di incontri), la seconda diventa più seria e cupa, con la decisione, drastica ma apparentemente essenziale, del figlio di Il-hoi di dare un taglio netto a una narrazione che avrebbe rischiato di far andare alla deriva tutta la famiglia.

Il finto funerale di The price of goodbye

Il padre ammalato diventa il pretesto perfetto per ottenere i soldi necessari per la retta universitaria dell’unico giovane della famiglia che ha deciso di continuare gli studi, probabilmente seguendo le orme della zia, in particolar modo optando per la facoltà di medicina. Tutto sembra semplice e calcolato nei minimi dettagli, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo (talvolta letteralmente) e il confluire di parenti che vogliono rendere omaggio al (presunto) defunto sono da contenere e mettere in riga.

I richiami e i riferimenti si sprecano, da Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello a Il povero Piero di Achille Campanile, sono tanti gli autori che si sono cimentati con una finta o presunta morte per sfuggire a determinate problematiche. In questo caso il presunto scomparso non ha voce in capitolo e non è in grado di decidere, pur essendo il fulcro attorno al quale ruota l’intera storia. Sono i suoi familiari a decidere per lui, tanto da farci pensare che si possa trattare indirettamente anche di una riflessione più ampia, come quella, per esempio, relativa a un discorso legato all’eutanasia o comunque al diritto di (soprav)vivere. La piega che il film prende e le dinamiche che ci presenta sembrano, però, andare in una direzione molto più divertente e leggera.

Il funerale, messo in piedi in pochissimo tempo, sfruttando quanto a disposizione senza doversi allontanare troppo o spendere troppo, diventa uno dei momenti più attesi, anche per noi spettatori che possiamo gustarci le reazioni dei presenti, ignari di star visitando una stanza vuota. Chi non vorrebbe assistere al proprio funerale? Ecco, The price of goodbye ci mette nella posizione di farlo da esterni. È come se facessimo le veci del povero anziano impossibilitato a dire la sua. Proprio in questo risiede il lato di commedia del film di Kwon Yong-Jae.

Una seconda parte più adrenalinica

Più dinamica (e meno incline al divertimento) è tutta la seconda parte del film che, subito dopo la disperazione solitaria della povera Seonyeong che non sa bene quale sia la decisione giusta da prendere, si trasforma completamente. Prima di tutto entra in scena in maniera più presente Dong-ho, in rappresentanza del motivo scatenante del film stesso. E poi vengono prese decisioni più drastiche in maniera ancora più concitata per salvare la pelle.

Zia e nipote sembrano agire nell’ombra, un po’ perché si incontrano al crepuscolo e perché discutono animatamente da adulti, come ribadito in precedenza dallo stesso Dong-ho, un po’ perché consci entrambi che la decisione finale non potrà mettere tutti d’accordo.

E, così come l’epilogo stesso, The price of goodbye saluta lo spettatore che, inerme, ha osservato il deragliare di una famiglia forse in grado di ricucire le proprie ferite solo trovando il coraggio di aprirsi veramente.

Sono Veronica e qui puoi trovare altri miei articoli

The price of goodbye

  • Anno: 2025
  • Durata: 88'
  • Genere: Commedia nera
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Kwon Yong-Jae