Eventi
Oscar 2026 i vincitori
Il grande dominatore della serata è Paul Thomas Anderson
Published
1 giorno agoon
Oscar 2026 i vincitori dell’ultima edizione. Gli Oscar 2026 partono con un clima molto diverso rispetto allo scorso anno. Meno festa, più cautela. Il red carpet davanti al Dolby Theatre di Los Angeles appare infatti insolitamente freddo e blindato.
Oscars.org | Academy of Motion Picture Arts and Sciences
Pochissime interviste. Poche soste davanti alle telecamere. Le star attraversano la passerella quasi di corsa.
Tra gli ultimi ad arrivare compaiono Timothée Chalamet, ancora al centro di qualche polemica, Brie Larson, Adrien Brody e Leonardo DiCaprio. Un’assenza invece non passa inosservata: Sean Penn non si vede.
Insomma, più tensione politica e meno glamour. Hollywood sembra voler evitare qualsiasi scintilla.
Leggi anche: Oscar 2026: i dieci film candidati come Miglior Film
Oscar 2026 i vincitori: Conan O’Brien e una delle introduzioni più divertenti degli ultimi anni
Poi però arriva Conan O’Brien, e l’atmosfera cambia subito.
Il presentatore apre la serata con uno sketch decisamente surreale. Si presenta travestito da Amy Madigan in Weapons e fugge dai bambini che lo inseguono, proprio come nella scena finale del film.
Durante la corsa attraversa simbolicamente tutti i film candidati a miglior film. Infine arriva sul palco tra gli applausi della platea.
Non manca neppure una battuta pungente su Netflix. Conan commenta così la presenza di un produttore della piattaforma tra i candidati:
“Per la prima volta c’è un produttore Netflix in un luogo del cinema. Sapete, cinema. Quella cosa che si guarda in sala e non sul divano di casa.”
La platea ride. Qualcuno un po’ meno.
Ma non ci si perde troppo in chiacchiere, sebbene non manchino di certo, e ci si lancia di corsa nelle prime statuette della serata.
Conan O’Brien presenta gli Oscar 2026
Oscar 2026 i vincitori : i premi della serata
Il primo premio degli Academy Awards arriva quasi subito.
Miglior Attrice Non protagonista: Vince Amy Madigan per Weapons.
Un premio accolto con grande entusiasmo dalla sala.
Miglior film d’animazione: Vince KPop Demon Hunters.
Miglior cortometraggio animato: Vince La jeune fille qui pleurait des perles
La performance musicale di Sinners
Tra un premio e l’altro arriva anche uno dei momenti più spettacolari della serata.
La performance musicale tratta da Sinners conquista il pubblico del Dolby Theatre. L’esibizione diventa subito uno dei momenti più iconici della cerimonia.
Si torna agli Oscar
Sigourney Weaver agli Oscar 2026
Migliori costumi: Vince Frankenstein
Miglior trucco e acconciatura: Ancora Frankenstein
Il film di Guillermo del Toro comincia quindi a raccogliere le prime statuette della serata.
Miglior Casting: Vince One battle after another
Il premio più atteso forse, proprio perché inedito e quindi anche quello guardato con più sospetto.
Miglior Cortometraggio: Vincono The Singers e Two people exchanging saliva .
Due premi per una categoria ad Ex-equo non succedeva dal miglior montaggio sonoro nel 2013.
Miglior Attore non Protagonista: Sean Penn per One battle after another.
Miglior Sceneggiatura non Originale: se lo aggiudica Paul Thomas Anderson per One battle after another.
Miglior Scneneggiatura Originale: Ryan Coogler per Sinners.
I due premi sono stati casualmente annunciati da un Robert Downey Jr. casualmente vestito di verde, e Chris Evans. Sempre casualmente viene citato Avengers.
In Memoriam: il momento più silenzioso della notte degli Oscar
Come ogni anno, la cerimonia degli Academy Awards si ferma per uno dei passaggi più intensi della serata: l’In Memoriam. Le luci del Dolby Theatre si abbassano e Hollywood rende omaggio agli artisti scomparsi nell’ultimo anno.
Da Rob Reiner e Michele Singer Reiner al quale va una dedica speciale, poi ancora Stuart Craig, Claudia Cardinale, Béla Tarr, Diane Ladd, Diane Keaton, Catherine O’Hara e Val Kilmer, Robert Duvall, Robert Redford. Tra gli applausi della platea vengono ricordati questi nomi fondamentali della storia dell’industria, mentre la musica accompagna una sequenza che, ogni anno, riesce a trasformare la cerimonia più spettacolare del mondo in un momento di autentica commozione anche grazie alla lettera aperta di Barbra Streisand che saluta l’amico Redford come solo lei avrebbe potuto fare: Com’eravamo.
È forse l’unico passaggio degli Oscar in cui Hollywood smette di celebrare se stessa e, per qualche minuto, si limita a fare ciò che il cinema sa fare meglio: ricordare.
Ma si torna a distribuire statuette
Paul Thomas Anderson agli Oscars 2026
Miglior Scenografia: Tamara Deverell per Frankenstein
Miglior effetti speciali: a vincere sono Joe Letteri, Richard Baneham e Eric Saindon per Avatar: Fuoco e Cenere
Miglior Corto Documentario: va a All the Empty Rooms.
Miglior Documentario: Mr. Nobody against Putin
Miglior colonna sonora: vince Ludwig Göransson per Sinners
Miglior Sonoro: lo vince F1
Miglior Montaggio: Andy Jurgersen per One battle after another
Miglior Fotografia: lo vince Autumn Durald Arkapaw con Sinners
Con una splendida Demi Moore che assegna il primo Oscar alla fotografia ad una D.O.P donna.
E finalmente arriva Golden e incendia il Dolby Theatre
Tra i momenti più elettrici della serata spicca la performance live di Golden, tratta da KPop Demon Hunters. Il Dolby Theatre si trasforma in pochi secondi in un’esplosione di luci, coreografie e ritmo, con un’esibizione che unisce energia pop e spettacolarità cinematografica anche se forse troppo sotto tono rispetto ad altre performance come la Whitney Houston della celebre “When You Believe” agli Oscar del 1999
Miglior Film Internazionale: porta a casa il premio Sentimental Value con il primo vero sprazzo di politica concreta di tutta la cerimonia.
Miglior Canzone: Golden da KPop Demon Hunters
Miglior Regia: vince il suo primo Oscar Paul Thomas Anderson con il suo One battle after another, un premio che Paul Anderson aspettava da molto e che finalmente riesce ad ottenere.
Miglior Attore Protagonista: Se lo aggiudica Michael B. Jordan per la sua interpretazione in Sinners
L’Oscar più anticipato della serata, soffiato a Timothée Chalametvo: Jordan vola nell’Olimpo della Hollywood da statuetta.
Miglior Attrice Protagonista: stringe il premio Jessie Buckley per il ruolo in Hamnet.
Jessie Buckley: l’arte di trasformare il dolore in cinema
L’altro Oscar molto ventilato della serata arriva nelle sue prevedibili mani valorizzando una delle annate più forti di un’ attrice che ha già dimostrato di meritarsi la statuetta.
Miglior Film: il premio arriva a coronare la tripletta di Paul Thomas Anderson con il suo One battle after another
Una notte prudente, ma con qualche scossa di cinema
Paul Thomas Anderson e il Cast di One Battle After Another sul palco degli Oscar
E alla fine gli Academy Awards 2026 fanno quello che Hollywood sa fare meglio: premiare se stessa mentre cerca di capire dove sta andando. Red carpet glaciale, cerimonia blindata, battute calibrate con il bilancino. Poi però, tra una statuetta e l’altra, il cinema trova comunque il modo di infilarsi nelle crepe del protocollo.
Il grande dominatore della serata resta Paul Thomas Anderson, che con One Battle After Another porta a casa regia, sceneggiatura e miglior film. Una tripletta che somiglia tanto a un messaggio: ogni tanto Hollywood si ricorda ancora che il cinema è prima di tutto autorialità.
Intorno, la serata lascia qualche immagine: l’energia pop di Golden, il colpo di coda di Frankenstein nei suoi 3 premi tecnici, l’intensità di Michael B. Jordan premiato per Sinners, e la consacrazione di Jessie Buckley con Hamnet.
Insomma, una notte meno spettacolare del solito, più prudente, perfino un po’ nervosa e financo prevedibile. Ma quando il sipario si chiude e le luci del Dolby Theatre si spengono, resta sempre la stessa sensazione: Hollywood può anche cambiare tono, evitare polemiche, stringere i denti davanti alla politica.
Alla fine però torna sempre lì. Sul palco. Con una statuetta in mano e qualcuno che, prima o poi, ringrazia il cinema.