Abbiamo intervistato Gianluca Matarrese, regista e sceneggiatore de Il Quieto Vivere. Il film, tra documentario e reality, racconta le liti di due cognate in una famiglia calabrese, a Corigliano.
Nella palazzina della ‘faida’
Il regista di origini torinesi, figlio di madre calabrese e padre pugliese, ha portato Il Quieto Vivere alle Giornate degli Autori 2025 (Eventi Speciali Fuori Concorso).
Protagonisti del film proprio i suoi parenti. Le cugine, Maria Luisa Magno e Imma Capalbo (cognate tra loro), la madre Carmela Magno e le zie Concetta e Filomena. Oltre ai cugini Sergio Turano e Giorgio Pucci e tutti i parenti del Cozzo.
Un dialogo sull’importanza dello scontro
Con il regista abbiamo ripercorso le tecniche della messa in scena, il lavoro dietro la sceneggiatura – di Matarrese e Nico Morabito – e abbiamo discusso sul concetto di ‘scontro’. Quanta quiete e quanto scontro sono necessari, soprattutto in famiglia, per formare e affermare la nostra individualità? Di seguito l’intervista completa su Il Quieto Vivere.
La carriera in ascesa di Gianluca Matarrese
Gianluca Matarrese negli ultimi cinque anni ha diretto nove film selezionati da alcuni dei più importanti festival internazionali, ricevendo diversi riconoscimenti. Tra i suoi titoli principali: Fuori Tutto, La dernière séance, Fashion Babylon, Il Posto, Les Beaux Parleurs, Pinned into a Dress, L’Expérience Zola, GEN_.
Dopo il successo proprio di GEN_, presentato al Sundance, unico italiano in Concorso, Gianluca Matarrese torna al cinema con Il Quieto Vivere, una co-produzione Faber Produzioni e Stemal Entertainment con Rai Cinema / Elefant Films con RSI, prodotto da Donatella Palermo con Alex Iordachescu, in collaborazione con la Calabria Film Commission. Dal 12 marzo siamo invitati tutti al cinema, nell’arena di scontro di questa tragicommedia dal sapore amaro.