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Netflix Film

‘Oi vita mia’ di Pio e Amedeo: comicità e riflessione

Una commedia in cui il duo pugliese fa delle variazioni al loro tipo di umorismo per imboccare una via più compatta e matura

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Oi vita mia

 Oi vita mia è il quarto lungometraggio del duo comico pugliese Pio e Amedeo. Il primo, in cui sono anche registi. La loro è una comicità d’ascendenza fescennina, tipo quella di Checco Zalone all’inizio. Comici che fortunatamente non sono caduti nel politically correct a tutti i costi.

Un passo avanti rispetto ai tre film precedenti, nel quale il duo mantiene quel tipo di humour però nell’alveo di una storia più matura.

Il film, per chi vuole vedere una divertente commedia italiana, è disponibile su Netflix.

Oi vita mia, la trama

Due amici (Pio e Amedeo) gestiscono due centri diversi: uno per i giovani e l’altro per gli anziani. I due inaspettatamente dovranno vivere con i residenti della zona, il che li porterà a situazioni che cambieranno la loro vita per sempre. 

Non si può sempre essere adolescenziali

Guardando questo loro quarto lungometraggio, tornano alla mente il recente Buen camino di Gennaro Nunziante e con Zalone e Santocielo di Francesco Amato e con Ficarra e Picone. A cui si potrebbe aggiungere Il grande giorno di Massimo Venier con Aldo, Giovanni e Giacomo.

Tutte commedie con protagonisti assi della nuova comicità italiana. Commedianti il cui stile, trasposto al cinema, è stato soprattutto quello di mantenere quei tormentoni o quella comicità corriva. Ma che poi a un certo punto hanno capito che dovevano fare un passo avanti, sia per non ripetersi sia perché anagraficamente ormai persone adulte.

Ecco, Pio e Amedeo con questo loro esordio registi hanno compiuto la medesima scelta. Oi vita mia non del tutto riuscito, ma è comunque coraggioso e propositivo. Una variazione sul solito schema (due amici, le battute fulminanti, l’ignoranza, ecc.) innestata su una visione del presente sociale dell’Italia.

Le novità nascono dagli opposti: Pio è un tipo romantico, svampito e credulone, mentre Amedeo, è facilmente irascibile, furbo ed estroverso. Due caratteri agli antipodi che però si uniscono per affrontare i problemi, economici e di gestione lavorativa, che si sono presentati.

Da un lato scatto il loro percorso di maturazione, in cui fanno i conti con le loro vite per troppo tempo ancorate a facezie e non alle reali problematiche dell’esistenza. Dall’altro uno sguardo sulla società nostrana che non aiuta i bisognosi o dei troppi furbetti che approfittano della situazione.

Non a caso una delle più fulminanti battute è “La carica dei 104”, in riferimento a una garbata frode con elettrodomestici e aventi diritto alla 104.

In Oi vita mia Pio e Amedeo omaggiano anche uno dei numi tutelari della comicità pugliese, Lino Banfi che interpreta un anziano affetto da Alzheimer. Un’interpretazione asciutta, quella del comico pugliese, che serve sia per far riflettere sulla tragedia di chi patisce questa malattia degenerativa e sia per mostrare la caducità della memoria cinematografica.

Speriamo che il duo, nel loro prossimo film, prosegua su questo percorso di maturazione, eliminando quei residui d’inesperienza registica. Forse dovrebbero nuovamente affidarsi a Gennaro Nunziante o, come è capitato a Ficarra e Picone, avere la possibilità di poter interpretare anche ruoli drammatici o comunque più seriosi.

Oi vita mia

  • Anno: 2025
  • Durata: 110 minuti
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Pio e Amedeo