Ancora uno mamma! ancora uno e poi basta.
Da quanto tempo sentiamo Quentin Tarantino dirlo? beh per l’occasione il controverso autore cambia temporaneamente palcoscenico. Il regista statunitense starebbe infatti sviluppando una commedia teatrale in stile “old-fashioned British farce”, una farsa britannica tradizionale pensata per approdare nei teatri del West End nei prossimi anni.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla produzione, il progetto sarebbe un testo originale scritto dallo stesso Tarantino e non un adattamento di uno dei suoi film. L’idea sarebbe quella di portare in scena una commedia corale, costruita sulla tradizione del teatro farsesco britannico fatto di equivoci, ritmo serrato e comicità fisica.
Un progetto teatrale invece del prossimo film
Negli ultimi anni Tarantino aveva più volte parlato del suo decimo e ultimo film, progetto che sembrava avvicinarsi con titoli come The Movie Critic. Detto che diversi piani cinematografici sono stati accantonati o rielaborati e il regista avrebbe deciso di dedicarsi temporaneamente al teatro.
La nuova opera teatrale, già completata nella sua prima versione, potrebbe impegnare il regista per un periodo compreso tra un anno e mezzo e due anni, necessario per sviluppare la produzione e arrivare al debutto.

Quentin Tarantino
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Una farsa nella tradizione del teatro britannico
Il progetto viene descritto come una classica “British farce”, un genere teatrale noto per gag visive, scambi di identità, porte che sbattono e situazioni sempre più caotiche. Un modello spesso associato a autori come Ray Cooney o alla celebre commedia Noises Off.
Per Tarantino si tratterebbe quindi di un cambio di registro significativo, lontano dall’immaginario violento e cinefilo dei suoi film. L’obiettivo sarebbe quello di portare in scena uno spettacolo con un ampio cast e una forte componente di comicità fisica, destinato a debuttare a Londra tra il 2026 e il 2027.
Tarantino tra cinema e teatro
Non è la prima volta che Tarantino si avvicina al linguaggio teatrale. Nel corso degli anni il regista ha spesso raccontato di aver scritto testi per il palcoscenico e di essere interessato a forme narrative diverse dal cinema.
Questo nuovo progetto potrebbe quindi rappresentare una parentesi creativa prima del suo atteso decimo film, un passaggio che conferma ancora una volta l’eclettismo di uno degli autori più riconoscibili del cinema contemporaneo.