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Focus Italia

Richard Peña all’Italian Film Festival di Minneapolis: il cinema italiano negli USA

L’ex direttore del New York Film Festival è ospite speciale della 17ª edizione dell’Italian Film Festival di Minneapolis e racconta il legame tra cinema italiano, Stati Uniti e nuove sfide della distribuzione

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Richard Peña Roma città aperta

Il legame tra cinema italiano e pubblico americano passa anche dal lavoro di Richard Peña, storico direttore del New York Film Festival per oltre venticinque anni. È stato tra i principali promotori del nostro cinema oltreoceano, contribuendo a superare l’immagine legata esclusivamente al neorealismo e a Fellini.

Richard Peña: Open Roads e la nuova immagine del cinema italiano negli USA

Tra le iniziative più influenti della carriera di Richard Peña c’è senza dubbio Open Roads: New Italian Cinema. Vetrina dedicata al nuovo cinema italiano fondata nei primi anni Duemila insieme ad Antonio Monda e realizzata dal 2001 da Film at Lincoln Center in collaborazione con Cinecittà.

In un periodo in cui negli Stati Uniti dominava ancora un’immagine “classica” del nostro cinema – dal neorealismo alla Dolce Vita – Open Roads ha contribuito a rinnovare la percezione dell’industria e del pubblico americano. Sono stati  portati all’attenzione nuovi autori come Paolo Sorrentino, Ferzan Ozpetek e Roberta Torre.

Parallelamente, durante la sua direzione del festival newyorkese, Peña ha curato retrospettive dedicate a maestri come Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Pietro Germi e Valerio Zurlini. Oltre ad approfondimenti sul neorealismo, contribuendo a costruire un ponte culturale solido tra Italia e Stati Uniti.

Roma città aperta a Minneapolis: il cinema come atto civile

All’Italian Film Festival di Minneapolis, Peña presenta titoli simbolo come Roma città aperta e Lamerica di Gianni Amelio, film che affrontano temi di resistenza, identità e migrazione.

In una città segnata negli ultimi anni da forti tensioni sociali, la proiezione di Roma città aperta assume un valore che va oltre la cinefilia. Secondo Richard Peña, il cinema non offre soluzioni politiche, ma crea comunità, stimola interrogativi e mette lo spettatore davanti a domande scomode. Un’opera come Lamerica non risolve il tema dell’immigrazione, ma costringe a chiedersi quanto siano davvero lontane da noi le persone che vediamo sullo schermo.

Oggi, secondo Richard Peña, il settore affronta difficoltà simili a quelle di altre cinematografie. Le opere più complesse faticano a trovare pubblico, mentre lo streaming privilegia contenuti seriali. In questo contesto, festival come il Sundance Film Festival restano fondamentali, ma devono avere il coraggio di selezionare e proporre una visione chiara.

La sua presenza a Minneapolis conferma che il dialogo tra Italia e Stati Uniti continua, tra memoria dei classici e nuove sfide distributive.