James Van Der Beek è stato un attore versatile, dalle performance sfaccettate e intelligenti. Dopo il successo ottenuto con Dawson’s Creek, ha saputo accostarsi anche a ruoli differenti, partendo proprio dal suo Dawson Leery per mettere in discussione e ampliare le sue interpretazioni, coprendo un vasto spettro di ruoli in pochi anni.
A quasi un mese dalla sua morte, avvenuta l’11 febbraio a soli 48 anni, ripercorriamo alcuni dei ruoli più celebri di James Van Der Beek oltre Dawson’s Creek.
Dawson’s Creek e la consacrazione internazionale
Come ricordato, James Van Der Beek raggiunge la consacrazione interpretando Dawson Leery in Dawson’s Creek, diventando una delle icone generazionali degli anni ‘90 e 2000. La serie intreccia le vite di quattro ragazzi che si affacciano all’adolescenza, nella città di Capeside. Nella transizione verso l’età adulta, Dawson, Joey, Pacey e Jen fanno i conti con i loro sentimenti e la scoperta di se stessi, del sesso e dell’amore.
Van Der Beek interpreta Dawson, ragazzo appassionato di cinema e cresciuto con i lungometraggi di Steven Spielberg, che vive i cambiamenti della sua vita con la stessa intensità che caratterizza i film. Van der Beek rende il personaggio un sognatore credibile, capace di profonde riflessioni melodrammatiche, spesso accompagnato da monologhi complessi tipici della scrittura di Kevin Williamson, creatore della serie. Rispetto al modello maschile di durezza e ribellione esibito nel cinema degli anni precedenti, Dawson è un’adolescente sognatore, vulnerabile e introspettivo, lontano dagli stereotipi più comuni sulla mascolinità. L’interpretazione di Van Der Beek fonde idealismo, melodramma e fragilità fino a diventare meme (la sua crying face, ancora riconoscibile su Internet).
James Van Der Beek riesce a dare voce a una mascolinità differente: più aperta, romantica e vulnerabile, a tratti quasi infantile, ma profondamente tridimensionale. Sebbene il personaggio del “bravo ragazzo” possa rivelarsi un’arma a doppio taglio per un attore emergente, James Van Der Beek dimostra di saper partire dal ruolo che l’ha portato al successo per mettersi in discussione con intelligente autoironia.

James Van Der Beek dopo gli anni ‘90, tra film e serie TV
Nonostante il suo Dawson Leery sia rimasto il suo ruolo più riconoscibile, soprattutto per la generazione dei Millennials, James Van Der Beek dimostra il suo talento anche oltre la sua interpretazione nella serie, tra commedia e dramma.
Varsity Blues (1999)
Varsity Blues è una commedia incentrata sul mondo dello sport, diretta da Brian Robbins. In seguito ad un infortunio, Lance Harbor è costretto ad abbandonare la squadra di football del liceo. L’allenatore Bud Kilmer è costretto a far entrare in campo l’inesperto Mox, il quale ha sogni ben diversi. Il ragazzo comprende presto di dover sostenere i compagni di gioco allo scopo di vincere l’ambito titolo.
James Van Der Beek è all’apice della sua carriera e interpreta il protagonista Jonathon “Mox” Moxon. Nonostante le ricezione critica generalmente negativa, in Varsity Blues l’attore offre comunque una buona interpretazione partendo dalle cifre attoriali che l’hanno contraddistinto in Dawson’s Creek. Il suo Mox è caratterizzato da sarcasmo, intelligenza e indipendenza: una delineazione originale del giocatore di football, che si distacca dalla concezione classica dell’eroe sportivo arrogante e tutto muscoli. Il suo personaggio è riluttante alla gloria, preferisce la panchina e ha sogni differenti dallo sport. Proprio per questo diventerà un leader capace di sfidare il rigido autoritarismo dell’allenatore.
James Van Der Beek offre un’interpretazione sfumata e originale dello sportivo, dando spazio anche alle incertezze e alla vulnerabilità maschile rispetto alla sola competitività.

Le regole dell’attrazione (2oo2)
Con Le regole dell’attrazione (The Rules of Attraction), James Van Der Beek si allontana dall’immagine di bravo ragazzo consolidata con Dawson’s Creek. Il film, dall’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis, è diretto da Roger Avary nel 2002. Le regole dell’attrazione esplora il nichilismo giovanile, la perdita dell’innocenza e critica l’individualismo degli anni ’80 riflesso negli anni 2000. La narrazione segue Sean Bateman e i suoi amici al Camden College, che uniscono sesso, droga, musica e caos in una storia caleidoscopica in cui tre studenti si trovano coinvolti in un triangolo amoroso dai toni surreali.
Con l’interpretazione di Sean Bateman (fratello di Patrick Bateman di American Psycho), Van Der Beek decide di allontanarsi dallo stardom che lo aveva finora ancorato al bravo ragazzo sognatore e all’immagine di Dawson, proponendo una svolta drammatica di grande impatto. Sean Bateman è affascinante ma freddo, autodistruttivo ed emotivamente distaccato, perno delle dinamiche di potere e sesso nel film, agendo spesso in modo sconsiderato e disilluso. L’interpretazione di Van Der Beek mette in scena le sue doti attoriali drammatiche: delinea un personaggio cinico, nichilista e manipolatorio, laddove Dawson era un sognatore emotivo e sentimentale.
Attraverso un ruolo così complesso, definito come un “anti-Dawson” o “post-Dawson”, James Van Der Beek compie un importante salto nella sua carriera, rappresentando la disillusione giovanile scritta nel romanzo di Bret Easton Ellis.

Non fidarti della str*** dell’interno 23 (2012-2013)
Non fidarti della str**** dell’interno 23 (Don’t Trust the B—- in Apartment 23) è una situation comedy statunitense ideata da Nahnatchka Khan e prodotta dal 2012 al 2013. All’interno dell’appartamento 23 di un grattacielo di New York vivono due ragazze, Chloe e June. June è una ragazza di provincia, un po’ ingenua ma anche molto determinata, appena arrivata nella grande mela per inseguire i suoi sogni. Di fronte al duro impatto con la vita in una metropoli si ritrova costretta, per andare avanti, a diventare coinquilina di Chloe, una donna amorale e sociopatica, ladra e truffatrice, dedita all’alcol e al sesso occasionale.
Nella serie, James Van Der Beek interpreta una versione fittizia e parodistica di se stesso e smonta con intelligenza il mito generazionale che Dawson rappresentava. James è il migliore amico di Chloe ed è un attore disperatamente alla ricerca di rilanciare la sua carriera dopo il successo adolescenziale. Il James della serie è vanitoso, insicuro e narcisista, che sfrutta la sua celebrità passata per ottenere vantaggi personali o ruoli assurdi.
Van Der Beek realizza una performance autoriflessiva intelligente e sopra le righe, ottenendo ottime recensioni per la sua capacità di mettere in discussione la propria immagine di idolo adolescenziale, tra gag sulla serie e situazioni deliranti.

CSI: Cyber
Spin-off di CSI incentrato su squadra dell’FBI a Quantico, guidata dalla cyber-psicologa Avery Ryan che indaga su crimini informatici complessi.
James Van Der Beek interpreta l’Agente Speciale Elijah Mundo, uno dei ruoli principali nella serie. Mundo è un veterano dell’FBI ed ex Marine, descritto come un esperto di armi e medicina legale sul campo. Van Der Beek compie un’ulteriore svolta rispetto ai ruoli adolescenziali del passato, interpretando un personaggio distinguibile per la sua fisicità e la sua prontezza all’azione. In un’intervista su TIME, l’attore lo descrive come “l’uomo chiamato quando si ha bisogno di sfondare una porta o di inseguire qualcuno”. Nonostante la durezza del suo personaggio, Mundo è bilanciato da un lato umano legato alla sua passione per i videogame e alle difficoltà nel contesto familiare, mentre è alle prese con la separazione dalla moglie e con la gestione del suo ruolo di padre.
James Van Der Beek conferma la sua capacità di reinventarsi artisticamente, avvicinandosi ai generi crime e d’azione e partecipando in prima persona alle sequenze di inseguimento e combattimento.

Pose
La serie TV, ambientata tra gli anni Ottanta e Novanta, guarda alla giustapposizione di diversi segmenti sociali a New York: l’ascesa del lussuoso universo dell’era Trump, la scena sociale e letteraria e il mondo della cultura delle ball, in particolare la rivendicazione della comunità nera transgender.
Nella prima stagione della serie, James Van Der Beek interpreta Matt Bromley, dirigente alla Trump Tower e capo di Stan Bowes. È un uomo avido e manipolatore, che rappresenta l’avidità, gli eccessi e il materialismo dell’epoca, ma anche le ipocrisie. Bromley, infatti, si dipinge come uomo colto, intelligente e ricco più di quanto non sia, in un ambiente in cui il denaro e l’apparenza sono gli unici indicatori di valore individuale. Questo contrasta con l’umanità e la resilienza dei personaggi trans, costretti alla sopravvivenza nei contesti meno privilegiati. Attraverso la delineazione di un personaggio così spregevole nella sua spavalderia e arroganza, Van Der Beek ha dichiarato di aver cercato di rappresentare l’era del boom economico, in cui i soldi venivano prima di ogni valore morale.
A differenza della maggior parte del cast coinvolto nella sottocultura queer delle ballroom, James Van Der Beek incarna il suo opposto: il mondo del potere e della ricchezza economica e dell’avidità senza limiti di uomini bianchi e potenti. Un’altra interpretazione dell’attore che segna un ulteriore distacco rispetto ai ruoli precedenti: un altro “anti-Dawson” per eccellenza.

(Ri)partire da Dawson Leery
Le sue performance autoironiche e comiche vanno ricercate anche nei ruoli intepretati nelle serie TV How I Met Your Mother e One Three Hill.
Nel primo caso gioca con il trope della sitcom per cui era conosciuto, interpretando un ex fidanzato di Robin narcisista e ingenuo. Nel secondo caso interpreta un egocentrico regista che deve realizzare un adattamento cinematografico. I riferimenti a Dawson sono ancora più evidenti nei suoi monologhi sopra le righe e nelle aspirazioni registiche che condividono i due personaggi, seppur si differenzino per il cinismo e l’arroganza del suo ruolo in One Three Hill.
La carriera metacinematografica di James Van Der Beek
Da idolo adolescenziale al salto tra dramma e commedia, James Van Der Beek ha saputo prendersi gioco intelligentemente della sua consacrazione con Dawson’s Creek. Questo gli ha consentito di non restare relegato nel ruolo dell’adolescente sognatore e di spingersi verso ruoli drasticamente opposti o ironicamente simili.
Seppure il tentativo di distanziarsi da Dawson Leery non sia sempre riuscito – soprattutto per coloro che sono cresciuti con la serie -, nel corso della sua carriera James Van Der Beek dimostra comunque di essere un attore dotato di senso dell’umorismo, versatilità e introspezione.