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‘Il Signore delle Mosche’, la serie evento dal 22 febbraio su Sky e NOW

La miniserie è composta da quattro episodi, ognuno dedicato a uno dei personaggi centrali

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'Il Signore delle Mosche' una serie evento che porta sul su Sky uno dei romanzi più discussi e studiati del Novecento

Arriva finalmente Il Signore delle Mosche su Sky, il primo adattamento televisivo del capolavoro di William Golding, Premio Nobel per la Letteratura. La serie, firmata dal pluripremiato sceneggiatore Jack Thorne, debutta da domenica 22 febbraio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Presentata in anteprima mondiale alla 76ª edizione della Berlinale, la serie evento andrà in onda con due episodi alla settimana, il 22 febbraio e il 1° marzo, su Sky Atlantic.

Il primo adattamento TV del romanzo di William Golding

Pubblicato nel 1954, Il Signore delle Mosche è uno dei romanzi più influenti del Novecento. Ambientato all’inizio degli anni ’50 su un’isola del Pacifico, racconta la storia di un gruppo di ragazzi sopravvissuti a un incidente aereo, improvvisamente costretti a organizzarsi senza adulti né regole.

La nuova serie televisiva di Jack Thorne resta fedele all’impianto originale, approfondendo i temi cardine dell’opera: la natura umana, la perdita dell’innocenza, la fragilità delle strutture sociali e la mascolinità nell’adolescenza. Un racconto disturbante e attualissimo, che esplora come il sottile equilibrio tra civiltà e barbarie possa spezzarsi rapidamente.

Jack Thorne e Marc Munden alla guida del progetto

L’adattamento è scritto da Jack Thorne, autore già noto per titoli di successo come Adolescence e Enola Holmes. Alla regia troviamo Marc Munden, già dietro la macchina da presa di produzioni acclamate come National Treasure.

La serie è una produzione Sony Pictures Television per BBC iPlayer, BBC One e Stan, realizzata da Eleven e One Shoe Films, con la produzione di Callum Devrell-Cameron.

‘Il Signore delle mosche’ su Sky: sopravvivere senza regole

Un aereo precipita su un’isola deserta nel Pacifico. Gli adulti muoiono nell’impatto. I superstiti sono bambini e preadolescenti che devono creare una nuova comunità da zero. Una conchiglia diventa il simbolo del potere decisionale collettivo, ma presto l’equilibrio si incrina.

Il mancato mantenimento del fuoco di segnalazione – acceso sulla montagna più alta per attirare eventuali soccorsi – segna un punto di rottura. Le tensioni tra chi difende la razionalità e chi cede all’istinto primordiale sfociano in una pericolosa deriva verso il caos.

Il Signore delle Mosche si conferma così un racconto potente e disturbante sulla fragilità della civiltà, oggi più che mai attuale.