Connect with us

Live Streaming & on Demand

‘Loris sta bene’: dolce e disperato amore impossibile

Simone Bozzelli ha la regia di un prestigiatore, che nel suo corto fa la magia di far sparire le persone. Secondo cortometraggio alla regia, 'Loris sta bene' è un amore che parla da solo a se stesso

Pubblicato

il

'Loris sta bene' è il secondo cortometraggio in carriera di Simone Bozzelli. Una solitudine che si parla, da sola, allo specchio

Secondogenito di una filmografia cospicua di corti, Loris sta bene cuce con il filo una ferita aperta, tentando di chiuderla.

Simone Bozzelli ha la regia di un prestigiatore, che nel suo corto fa la magia di far sparire le persone. Loris sta bene è il secondo cortometraggio del regista di Silvi dopo Mio fratello, realizzato nel 2015 durante un corso di regia alla Naba, Nuova Accademia di Belle Arti, di Milano. Anche Loris sta bene nasce lì, a Milano, ma nel 2017, e riprende la trama lasciata prima in sospeso da Bozzelli, quella degli “amori impossibili”. Prodotto da Mattia De Marco (anche produttore esecutivo), da Guido Bozzelli e Simone Bozzelli.

Loris sta bene: una solitudine che si parla, da sola, allo specchio

La prima scena, caravaggesca per i suoi intagli di luce netti e il resto dato in pasto all’ombra, è l'”amore impossibile” di Loris (Andrea Arcangeli, già attore in Mio fratello). Il ragazzo è ventitreenne, vive con la zia (Manuela Del Beato), e ha un fidanzato, ma si vede anche con altri uomini coi quali “chatta” sui forum, per poi incontrarsi con loro e avere rapporti sessuali.

Il fidanzato di Loris, Valerio, ha l’Hiv. Anche Loris vorrebbe “ricevere” il virus da qualcuno sieropositivo che sia disposto a trasmetterlo, con lo scopo di avvicinare di più se stesso a Valerio. Ed è davvero tutta questa la vita di Loris. Gravita intorno al fidanzato – del quale non si conoscono né l’aspetto né la voce, fuorché il suo nome, perché non appare mai in ventidue minuti – e tutte le scelte che Loris compie dipendono da una fiducia miope che il ragazzo ripone in quel fantasma che chiama “Amore”.

In verità, Loris sta bene è una solitudine che si parla, da sola, allo specchio. Magari Valerio non esiste nemmeno. E forse quello che, nella prima scena dipinta da Caravaggio, Loris sta abbracciando, baciando, respirando, è se stesso. L’amore impossibile: il suo.

'Loris sta bene' è il secondo cortometraggio in carriera di Simone Bozzelli. Una solitudine che si parla, da sola, allo specchio

Il “principino” cerca casa

It’s all about us diceva il tormentone della canzone anni Duemila delle t.A.T.u. Quello stesso ritornello è usato da Simone Bozzelli nei titoli di coda del suo secondo cortometraggio, Loris sta bene. Un pugno e una carezza per Loris, “principe” con la corona (come lo chiama amorevolmente sua zia) che sogna una vita insieme a Valerio. Tutto li riguarda, dall’intimità a una macchina ad artiglio che pesca orologi. E, dopo un po’, la cosa inizia a soffocare Loris, che dorme nudo nel letto, come dopo un rapporto avuto però con uno spettro assente.

La ricerca di concretezza, di amore, diventa disperata, tanto da sembrargli “casa”: tutto è normale, anche se fa male, per lui. Quando incontra un uomo (Milutin Dapcevic) più grande di lui su una chatroom e lo invita a casa propria, Loris non vuole nemmeno passare per il via. Ormai è un guscio vuoto, ma che languisce d’amore.

Senza cercare altrove, alla fine Loris capisce che tutto lo riguarda, solo lui. L’ennesima chiamata con il cellulare a Valerio andata a vuoto, è il segno che il ragazzo stava aspettando per ritrovare uno scopo nella vita.

E lentamente ma velocemente (con una tipica regia a sketch di Bozzelli), la canzone di sottofondo, mentre Loris rimane solo in macchina ad aspettare la zia, cambia la sua – la nostra – prospettiva.

Loris sta bene

  • Anno: 2017
  • Durata: 22'
  • Distribuzione: The Open Reel
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Simone Bozzelli