Il ritorno di Jason Statham si intitola Missione Shelter e porta la firma di Ric Roman Waugh (Greenland). In sala dal 18 febbraio 2026 con 01 Distribution, la pellicola mescola alla perfezione il cinema action con il coming of age, riuscendo nella sempre più difficile impresa di intrattenere con intelligenza. Merito, senza dubbio, di un interprete quale Stataham, che non ha mai smesso i panni di action hero, ma non li ha mai nemmeno banalizzati o svalorizzati. Alla soglia dei sessant’anni, l’artista statunitense sfrutta esperienza e fascino, portando in scena un altro incredibile personaggio.
Missione Shelter | La trama
Michael Mason (Statham) ama stare in solitudine. La sua unica compagnia è un pastore tedesco addestrato e fedele, a cui non ha dato nemmeno un nome. Qualcosa nel suo passato lo ha spinto a scegliere quel tipo di vita, in cui si sente piuttosto a suo agio. Le uniche interazioni, se così si possono chiamare, sono quelle con un uomo che lo rifornisce di provviste ogni settimana. Dal peschereccio, ormeggiato in mare, parte una piccola imbarcazione con a bordo una ragazzina, Jessie (la sorprendente Bodhi Rae Breathnach, Hamnet), che lascia alla sua porta cassette piene e piccoli doni.

Qui non c’è niente per nessuno.
Un giorno, dopo essersi attardata alla porta di Michael, con la speranza di scambiare due chiacchiere, Jessie viene colta da una terribile tempesta. Scaraventata in mare mentre cerca di raggiungere il peschereccio e intrappolata nelle reti, viene salvata dall’uomo e portata nella sua baita. Ciò che però non immagina, è la spirale di eventi che causa la sua presenza in quel luogo e che ha a che fare con il passato di Mason.
Più del semplice intrattenimento
Le suggestioni offerte dalla prima parte della pellicola, ambientata su una sperduta isola scozzese, fanno da specchio alla caratterizzazione del personaggio. Michael è un uomo chiuso, sofferente, integro. La lealtà che gli è stata chiesta in passato gli si è rivoltata contro, costringendolo a un’esistenza solitaria e dura. L’entrata in scena di Jessie fa scattare, gradualmente, qualcosa dentro di lui. Un istinto che non si è mai sopito, ma che lui ha semplicemente deciso di mettere da parte. Ed è così che, attraverso il loro rapporto, emergono due personalità molto più simili di quanto si immagini.

Jessie e Michael possiedono la medesima determinazione, motivo per cui spesso si scontrano. Eppure, grazie a essa, affrontano ogni tipo di difficoltà, comprese quelle che riguardano loro stessi. Come fossero due isole che, a un certo punto e loro malgrado, trovano un ponte di collegamento, i protagonisti imparano ad adattarsi, aggiustano il tiro e, alla fine, si salvano a vicenda.
C’è sempre un’altra isola.
Se la parte più emozionale si deve all’intimità tra Michael e Jessie, Missione Shelter ha anche tutta una componente di film di intrattenimento allo stato puro. Rispetto ad alcuni precedenti di Statham, qui troviamo più crudezza, una violenza reale e, a tratti, disturbante. Mai gratuita. Il ritmo gode inoltre di uno scheletro musicale perfetto e di una scrittura che ben conosce i tempi della narrazione, per cui alterna momenti alternando momenti diversi e tenendo sempre alto l’interesse del pubblico.
*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.