Tristan Forever è una docu-fiction che narra la storia di un dottore parigino su un’isola sperduta nell’Oceano Atlantico Meridionale. Domenica 15 febbraio, Tristan Forever debutterà in anteprima nella sezione Panorama della Berlinale. Delle vendite internazionali del film, orientato verso la distribuzione globale, se ne occuperà Rediance.

In anteprima alla Berlinale 2026, Tristan Forever: l’affascinante storia d’integrazione di un dottore parigino nell’isola più remota al mondo
Sul palcoscenico della Berlinale 2026
L’edizione 2026 della Berlinale sta per iniziare: sono più di duecento i film che arriveranno in Germania dal 12 al 22 febbraio. Un elemento che contraddistingue la Berlinale da altri eventi simili, è la presenza, tra i candidati, di prodotti cinematografici non-fiction.
La sezione Panorama, incentrata su proposte internazionali non convenzionali, questo mese presenta almeno una docu-fiction che merita l’attenzione del pubblico: Tristan Forever. Per quanto riguarda la regia, è Tobias Nölle a tirare le fila del lungometraggio. Tuttavia la figura più importante in questo caso è il co-regista: Loran Bonnardot, ossia il medico su cui è basato il documentario romanzato.
Tristan Forever, una storia più unica che rara
Per trent’anni Bonnardot, un dottore di Parigi, ha mantenuto un’amicizia con un pescatore proveniente da Tristan da Cunha, famosa per essere l’isola più remota del mondo e che si trova nelle profondità dell’Oceano Sud Atlantico. La pellicola segue Bonnardot in un’ultima spedizione: il medico progetta infatti di rimanerci per sempre, rendere l’isola la sua nuova dimora. Ma il concilio dell’isola, composto da sole duecentotrenta persone, sarà della stessa opinione?
Tobias Nölle ci prende per mano verso la visione di Tristan Forever:
“Cosa porta un dottore di Parigi ad approcciarsi a una comunità così isolata, e cosa spinge questi isolani a vivere in un luogo così isolato dal mondo? In Loran ho visto un naufrago della nostra società iper-competitiva, alla ricerca dell’autenticità che abbiamo perso, su un’isola lontana dal nostro mondo pieno di guerra; un sogno che ho voluto trasformare in un’esperienza cinematografica”
Il rapporto tra il medico francese e Martin, l’amico pescatore che l’ha introdotto all’isola, si evolverà con l’avanzare della pellicola. Il punto di vista del pescatore è unico e ammaliante: è un residente fisso di Tristan da Cunha ma ha anche contatti con l’esterno. Che mondo vede Martin attraverso i suoi occhi?
Tristan Forever si preannuncia un racconto unico, che porta con sé temi come l’integrazione e il ritorno a una realtà più ristretta.