A un anno dal trionfo agli Academy Awards con Anora, Sean Baker firma il suo primo progetto successivo: Sandiwara, un cortometraggio che intreccia identità culturale, femminilità e tradizioni malesi. Il film, interpretato da Michelle Yeoh e prodotto dalla maison londinese Self-Portrait, sarà presentato in anteprima al Festival di Berlino 2026.
Il ritorno dopo il successo di Anora
Dopo aver conquistato quattro Oscar nel 2025, Baker ha scelto di non lanciarsi in produzioni ad alto budget, ma di restare fedele al cinema indipendente che ha definito la sua carriera. Sandiwara rappresenta il primo passo di questo percorso post-premiazioni, confermando la volontà del regista di mantenere pieno controllo creativo sui suoi progetti.
Nel frattempo, Baker ha collaborato alla sceneggiatura e al montaggio di Left-Handed Girl, candidato di Taiwan agli Oscar e diretto da Shih-Ching Tsou, sua storica partner creativa.
Sandiwara – La trama e il cast
La sinossi ufficiale descrive Sandiwara come un omaggio alla donna e alla cultura malese, ma anche come un’estensione della poetica di Baker, da sempre attento ai margini e alle storie intime. Il cortometraggio esplora temi come identità, appartenenza e memoria culturale attraverso un linguaggio visivo che unisce realismo e sensibilità documentaria.
Ambientato a Penang, città natale del fondatore di Self-Portrait, Han Chong, il film utilizza la cornice urbana e gastronomica dell’isola come elemento narrativo centrale. Qui Michelle Yeoh interpreta più personaggi, un espediente che permette al film di attraversare diverse sfaccettature della vita locale: dalle tradizioni culinarie ai rituali quotidiani, dalla musica popolare ai legami familiari.
Il titolo, che in malese significa dramma o spettacolo teatrale, riflette l’approccio del film: un mosaico di esperienze e identità che si intrecciano in un racconto corale, dove la performance diventa metafora della costruzione dell’identità culturale.
Michelle Yeoh, reduce dal ruolo di Madame Morrible nei due film di Wicked, è pronta a tornare sullo schermo anche con la serie Blade Runner 2099. Grazie a Sandiwara avrà l’occasione di esplorare nuovamente le sue radici culturali attraverso un progetto più intimo.