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La nuova era della techno

ARTE.TV e il viaggio tra la bellezza dei siti UNESCO e club culture globale

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La musica elettronica, da sempre radicata nei club più iconici e sotterranei del mondo — dal Berghain di Berlino alle rave clandestine che attraversano ogni continente — ha negli ultimi anni superato i confini delle venue tradizionali per invadere luoghi inaspettati, scenari naturali e spazi industriali riconvertiti. Questo movimento apre le porte alla nuova era della techno, in particolare amata dalle giovani generazioni della Gen Z, e riflette una ricerca di esperienze immersive, rituali collettivi e connessioni profonde con lo spazio e la storia.

Il contributo di ARTE.tv

In linea con questa tendenza, ARTE.TV ha raccolto esempi e reportage — dall’oasi techno nel deserto uzbeko di Stihia alla scena vibrante tra Pechino e Taipei — che raccontano la techno come gesto culturale globale.

Nel cuore di questa evoluzione culturale si colloca lo Stone Techno Festival, un evento che trasforma l’acciaio e la pietra in palcoscenico per la contemporaneità elettronica. Organizzato congiuntamente dal Ruhr Museum e dal collettivo The Third Room, il festival si svolge ogni estate all’interno dello Zollverein, il sito industriale di Essen dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Qui, tra antichi forni e cokerie, la techno e l’elettronica moderna dialogano con la storia della regione della Ruhr, rendendo il luogo non solo cornice, ma protagonista attivo dell’esperienza musicale.

Il grande impatto dello Stone Techno Festival

Nato nel 2021 come progetto sperimentale — con l’ex spettacolare club costruito nel deposito espositivo del museo — lo Stone Techno ha rapidamente guadagnato risonanza internazionale, anche grazie a una diretta streaming di ARTE e alla copertura della trasmissione televisiva.

Oggi il festival si è evoluto in un evento multidisciplinare di ampio respiro, con centinaia di artisti da tutto il mondo e un mix di performance che spaziano dalla techno più energica a floor dedicati a sonorità ambient e sperimentali.

Perché il festival cattura gli spettatori

Tra le sue caratteristiche uniche c’è il modo in cui rende uditivo un luogo di memoria industriale, trasformando le superfici di pietra e metallo in un palcoscenico sonoro carico di significati. È un ponte tra passato e futuro, dove l’elettronica non è solo ritmo, ma narrazione e territorio — un fenomeno perfettamente in linea con la ricerca di immersione sensoriale tipica delle nuove generazioni.