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Sundance 2026: pochi film venduti, molte illusioni

Il Sundance Film Festival 2026 rivela un mercato in transizione: non più un torneo di offerte all’ultima ora, bensì un’arena dove i distributori misurano il valore reale di ogni titolo, in una danza lenta ma strategica tra capacità narrativa e valore commerciale.

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Il Sundance Film Festival 2026 non è solo un’esposizione di opere indipendenti: è un mercato in piena evoluzione, dove distribuzione, contratti e strategie di vendita rivelano esattamente come l’industria cinematografica sta ridefinendo il proprio modello di business.

Su oltre 90 film e serie episodiche in concorso, solo una manciata ha già trovato case distributive — un segnale chiaro che, in questo momento, anche i festival di prima grandezza vedono le acquisizioni più lente e più selettive rispetto al passato.

Apple apre le danze: “The Last First: Winter K2”

Nel segmento Premieres, Apple ha già acquisito i diritti del documentario  , un film che unisce montagna e cultura digitale, esplorando anche l’impatto corrosivo dell’influencer economy sul mondo dell’alpinismo.

Leggi anche: Premi del Sundance Film Festival 2026: trionfa ‘Josephine’

Sony Pictures Classics punta su Bedford Park e Ha-Chan, Shake Your Booty!

Sony Pictures Classics ha messo le mani su due titoli distinti e promettenti:

  • Bedford Park, dramma diretto da Stephanie Ahn sulla tensione tra identità e appartenenza di una giovane donna di origini coreane in New Jersey.

  • Ha-Chan, Shake Your Booty!, diretto da Josef Kubota Wladyka, acclamato tanto per il titolo giocoso quanto per il calore narrativo, accolto con standing ovation e ora venduto da SPC.

Queste acquisizioni mostrano come i distributori continuino a privilegiare storie con forte carattere umano, indipendentemente dal budget o dallo star power.

A24 si aggiudica The Invite dopo un’asta da otto cifre

Il caso più chiacchierato è quello di The Invite, commedia/dramma diretto da Olivia Wilde con un cast stellare tra cui Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton. Dopo una asta serrata di oltre 72 ore che ha visto competitor forti come Netflix, Warner Bros. e Neon, è A24 ad aggiudicarsi i diritti in un accordo a cifre potenzialmente nella fascia degli otto zeri — cifra che non si vede spesso fuori dalle major.

Acquisizioni di genere: Leviticus e Saccharine

Le vendite non si fermano ai film di richiamo mainstream. Il thriller Leviticus, horror queer sulla conversion therapy con una forte componente emotiva e sociale, è stato acquisito da Neon in un accordo a sette cifre, evidenziando l’interesse dei distributori per opere audaci e tematizzate.

In parallelo, Saccharine, body horror diretto da Natalie Erika James, è stato venduto in anticipo a Shudder, sottolineando come le piattaforme di genere siano ancora terreno fertile per accordi al festival.

Il mercato Sundance 2026: tra opportunità e incertezze

Nonostante queste acquisizioni, il mercato di vendita ancorato alle scelte immediate dei distributori resta altalenante. Soltanto una dozzina di titoli aveva già distribuzione prima dell’inizio del festival, e non tutti hanno trovato casa anche dopo la prima settimana di proiezioni.

Questo non è necessariamente un sintomo di debolezza del festival: più probabilmente riflette una nuova normalità nel mercato dei diritti, dove i distributori ponderano le scelte con più cautela e spesso spostano le trattative oltre la durata del festival stesso, ripensando i modelli convenzionali di acquisizione.

Perché questa fase conta

Il comportamento dei venditori e compratori al Sundance Film Festival 2026 dice qualcosa di più profondo sul futuro dell’indie cinema:

  • Le aste concentrate su pochi titoli riflettono un’attenzione su prodotti considerati “bankable”, non solo qualitativi.

  • I film di genere e documentari continuano a trovare spazio con accordi strategici.

  • Il resto della selezione — spesso numeroso e critico — rimane in bilico, in cerca di una casa che confermi la vitalità internazionale del Sundance.