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Netflix Film

‘No Time to Die’: l’adrenalinico ritorno di James Bond

Arriva su Netflix l’ultima avventura di James Bond. ’No time to die’ da linfa vitale ad un franchise in crisi che non demorde

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No Time to Die

Il catalogo Netflix si arricchisce con No Time to Die, il film conclusivo della pentalogia cinematografica in cui Daniel Craig interpreta il noto agente segreto. 

In No Time to Die, James Bond si trova costretto a tornare in azione quando da un semplice favore ad un amico si dipana una rete di eventi e personaggi che delinea nell’ombra un complesso intrigo dalla portata internazionale. 

Un buon comparto tecnico 

No Time to Die si lascia senz’altro apprezzare per l’eccellente comparto tecnico e la notevole messa in scena. Le sequenze d’azione sono fluide e dinamiche, la macchina da presa fibrilla con lo spettatore e lo catapulta nell’adrenalina di cui si impregna lo spazio scenico. Quest’atmosfera è resa possibile grazie ai tagli ritmici e ben calibrati che interconnettono le scene e rendono ancora più impattante il movimento energico della macchina da presa. 

Cary Fukunaga è ben conscio della sua elevata disponibilità di mezzi, e non esita nello spingerla al limite. 

Titoli di testa “virtuosistici” 

Il regista si abbandona a dei virtuosismi visivi che si accompagnano molto bene alla voce eterea di Billie Eilish e alla tessitura ariosa e drammatica del brano che interpreta. La ricerca tecnica e simbolica che il regista mette in atto risulta talvolta eccessiva. L’effetto barocco è amplificato nell’iper-frammentazione dell’immagine e nell’affastellamento dei corpi all’interno di quest’ultima. 

I titoli di testa non sono però l’unica istanza in cui la tecnica sembra divenire un’ostacolo all’espressività del film.

L’ambivalenza tecnica del campo lungo

Non c’è dubbio che le inquadrature ampie in questo film siano una stupenda risorsa descrittiva.  Mediante questi ultimi il regista valorizza il patrimonio naturalistico e culturale dell’Italia, una delle location dove No Time to Die ha preso vita.

Come tutte le cose nel cinema, anche le inquadrature ampie sono una risorsa da usare con parsimonia. L’ampiezza delle inquadrature in No Time to Die non lascia decantare a dovere l’azione per cogliere la potenza delle esplosioni. Il commento della regia perde un’affermazione della sua avanzata tecnica separandosi troppo rapidamente dalla curva discendente dell’azione scenica che sboccia tragicamente dal suo culmine esplosivo. 

I Dialoghi in No Time to Die

Tralasciando dei tempi comici a volte un po’ maldestri,  la scrittura dei dialoghi risulta nel complesso buona. La sceneggiatura utilizza i dialoghi come un’espediente rapido ed indolore per tratteggiare le dinamiche psicologiche in vigore fra i personaggi. In No Time to Die le frasi diventano moduli ritmici che si risemantizzano nel significato, rivelando, attraverso i lessemi, i nuovi equilibri emotivi che prendono forma. 

Le leggere sviste sul piano tecnico vengono compensate ampiamente da alcune interpretazioni di livello presenti in No time to Die.  

Il ritratto del male

In No Time to Die il male ha un volto duplice, incarnato da due pilastri della recitazione contemporanea: Rami Malek e Christoph Waltz.

Tra i due, Christoph Waltz fornisce la lettura più complessa del tema. L’attore da vita ad un Blofeld diabolicamente normale ed indifeso, la cui sapiente gestualità lascia trapelare all’unisono la maschera e l’essenza maligna del personaggio. Quest’aria apparentemente indifesa ed i rimandi ad un male nascosto presenti nella recitazione dell’attore costruiscono magistralmente un’aura di pericolosità. Va altresì riconosciuto che, nella scena in cui Blofeld appare, la scenografia da  manforte alle doti attoriali di Waltz. 

Anche Rami Malek riesce a stupire, tratteggiando Lyutsifer Safin come un personaggio squisitamente tragico. L’attore incarna un involucro vuoto animato solo dal desiderio di vendetta.  Lyutsifer Safin, inoltre, è un personaggio che maschera la sua rabbia omicida dietro ad una basculante illusione di controllo che Rami Malek porta in vita con tutta la sua complessità.

No Time to Die: una lotta per la sopravvivenza

Il franchiste di James Bond è ormai stanco, e si regge principalmente sul prodigio tecnico dei suoi mezzi e della regia. Tuttavia, nell’eterna lotta per la sopravvivenza in un panorama mediale sempre più mutevole, con No Time to Die James Bond dimostra di sapersi tenere a galla con dignità. 

No Time to Die

  • Anno: 2021
  • Durata: 163'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Azione/Spionaggio
  • Nazionalita: Regno Unito - USA
  • Regia: Cary Fukunaga
  • Data di uscita: 30-September-2021