David Bowie, all’anagrafe David Robert Jones, nato a Brixton (Londra) l’8 gennaio 1947, è stato uno dei musicisti più rivoluzionari di sempre: un pioniere della sperimentazione che non ha mai avuto paura di sfidare le convenzioni, creando costantemente qualcosa di originale.
Negli anni Sessanta, mentre artisti come Elvis Presley, The Beatles, The Rolling Stones, Cream, Led Zeppelin e Queen rivoluzionavano la musica, Bowie emerse come innovatore grazie al successo di Space Oddity (1969), quasi in contemporanea con il primo sbarco sulla Luna, con protagonista il colonnello Tom. È l’inizio di uno stile unico che conquista subito critica e pubblico.
Dagli anni Settanta fino al 2016, Bowie non smette mai di sorprendere. Nei primi anni si trasforma in diversi personaggi, primo fra tutti Ziggy Stardust, tra trucco, parrucche, abiti eccentrici e fotografie iconiche. Pubblica album leggendari come The Man Who Sold the World (1970), The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1972), Aladdin Sane (1973), Station to Station (1976), Heroes (1977), Let’s Dance (1983), Black Tie White Noise (1993). Tra i più recenti spiccano The Next Day (2013) e Blackstar (2016), uscito due giorni prima della sua morte.
Negli anni Novanta Bowie si concentra maggiormente sulla famiglia e sugli affetti più cari, senza rinunciare al suo stile inconfondibile. Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui sei Grammy: uno alla carriera (2005) e quattro postumi (2017).
Oltre alla musica, lascia il segno nella pittura, nel teatro (The Elephant Man) e nel cinema, debuttando nel 1976 con L’Uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg. In totale partecipa a circa 30 film, tra cui Furyo (1983), Labyrinth (1986) e L’ultima tentazione di Cristo (1988).
Ripercorriamo insieme alcuni dei suoi lavori cinematografici più significativi, testimonianza della poliedricità di un artista unico.
David Bowie – I suoi film più significativi
L’UOMO CHE CADDE SULLA TERRA (1976) – Nicolas Roeg
«Io non sono uno scienziato, ma so che ogni cosa inizia e finisce nell’eternità.»
Tom Newton (David Bowie), apparentemente umano, è in realtà un alieno precipitato sulla Terra, solo e senza risorse. Grazie alla sua intelligenza e a tecnologie avanzate, costruisce un impero industriale, ma resta prigioniero della nostalgia per il suo pianeta. Il film è tratto dal romanzo di Walter Tevis (1963).
Dopo quasi dieci anni di carriera musicale, Bowie debutta al cinema e conquista subito il pubblico grazie a un’interpretazione enigmatica, quasi una proiezione di sé stesso: capelli rossi, occhiali iconici e uno stile alienante già familiare ai fan. Thomas Jerome Newton diventa il centro della pellicola, combinando mistero, carisma e introspezione esistenziale.
Affiancato da Candy Clark e sostenuto dalla regia innovativa di Roeg, Bowie trasmette sapienza, fascino e una presenza rivoluzionaria. La fotografia, che alterna tonalità naturali e colori saturi, amplifica il contrasto tra il suo mondo e quello terrestre. Il film richiama alcune canzoni iconiche come Space Oddity, Starman, Moonage Daydream e Ziggy Stardust.
Memorabile la scena in cui Thomas si toglie le lenti a contatto, mostrando i suoi veri occhi e rivelando l’alieno che è in lui: un momento che gioca abilmente con il corpo e l’identità.
Anni dopo, Bowie riprende il personaggio con Lazarus (2015), musical scritto con Enda Walsh, in cui Newton resta bloccato sulla Terra, incapace di tornare sul suo pianeta. Per questo progetto Bowie scrive anche una traccia dedicata nel suo ultimo album Blackstar, collegando musica e teatro in un’unica visione artistica. La canzone e lo spettacolo diventano una riflessione sulla vita, sulla mortalità e sul lascito dell’artista.
FURYO – MERRY CHRISTMAS MR. LAWRENCE (1983) – Nagisa Ōshima
«Che io possa continuare a essere ubriaco!»
Ambientato nel 1942 in un campo di prigionia giapponese a Giava, il film racconta le tensioni tra prigionieri britannici e comandanti giapponesi, e il tentativo di mediazione del colonnello britannico per evitare spargimenti di sangue. È tratto dal romanzo di Laurens van der Post, Il seme e il seminatore (1963).
Bowie interpreta Jack “Strafer” Celliers, soldato catturato e messo a dura prova: fragile ma eroico, potente e fiero. Il cast comprende Tom Conti, Jack Thompson, Ryūichi Sakamoto (al suo debutto come attore e autore della colonna sonora) e Takeshi Kitano.
Una delle scene più celebri è lo scontro tra Jack e il Capitano Yonoi, che culmina in un bacio proibito, simbolo di tensione emotiva e conflitto culturale. Bowie mette in gioco fisicità e carisma, incarnando un ideale di ribellione e passione interiore.
LABYRINTH (1986) – Jim Henson
«Ciò che è detto è detto.»
Sarah (Jennifer Connelly) desidera che il fratellino Toby venga rapito dagli gnomi. Jareth (Bowie), re dei Goblin, prende sul serio la richiesta e rapisce il bambino. Sarah deve affrontare un labirinto pieno di sfide per salvarlo entro 13 ore.
Regia di Jim Henson, produzione di George Lucas, sceneggiatura di Terry Jones (Monty Python).
Bowie accetta il ruolo prima ancora che la sceneggiatura sia completata. Oltre a recitare, contribuisce alla colonna sonora di Trevor Jones con cinque canzoni originali, tra cui Magic Dance, e partecipa alle prove di ballo con Connelly per la celebre Ballroom Dance.
Labyrinth diventa un cult grazie agli effetti speciali innovativi, alla narrazione originale e al mix tra attori e pupazzi. Jareth è affascinante, manipolatore e potente, ma anche vulnerabile: una delle interpretazioni più iconiche del Duca Bianco.
FUOCO CAMMINA CON ME (1992) – David Lynch
A Twin Peaks viene trovato il cadavere di Teresa Banks. Poco dopo, viene uccisa anche Laura Palmer, studentessa dalla doppia vita tormentata. Regia di David Lynch.
Bowie interpreta l’agente FBI Phillip Jeffries, personaggio enigmatico e surreale. Nonostante appaia per pochi minuti, lascia un’impronta indelebile. Le sue scene, girate durante il Tin Machine Tour, verranno ampliate nel 2014 in Twin Peaks: The Missing Pieces.
BASQUIAT (1996) – Julian Schnabel
«Io non penso all’arte quando lavoro, tento di pensare alla vita.»
Nel 1981, a New York, Jean-Michel Basquiat cerca di farsi strada nel mondo dell’arte. Dopo aver incontrato Andy Warhol, nasce un legame profondo.
Bowie interpreta Warhol con una performance intensa e misurata. Indossa la vera parrucca dell’artista, ricevuta in dono, e costruisce un ritratto credibile e rispettoso. La chimica con Jeffrey Wright rafforza il senso di passaggio di testimone tra due icone.
David Bowie negli anni 2000
THE PRESTIGE (2006) – Christopher Nolan
«Il sacrificio è il prezzo di un buon numero.»
Nella Londra di fine Ottocento, due illusionisti rivali (Hugh Jackman e Christian Bale) si sfidano in una guerra di ossessione e genialità.
Bowie interpreta Nikola Tesla, inventore visionario. Con appena dieci minuti di presenza scenica, riesce a imprimere un segno indelebile. Nolan lo volle fortemente, convincendolo a uscire temporaneamente dal ritiro artistico. Questo film segna il suo addio al cinema.
MOONAGE DAYDREAM (2022) – Brett Morgen
«Non ho nessuna intenzione di mollare.»
Primo documentario ufficiale autorizzato dalla David Bowie Estate, esplora l’intera carriera dell’artista attraverso materiale inedito. Presentato a Cannes 2022, candidato ai BAFTA e vincitore del Grammy 2024 come Miglior Film Musicale.
Il testamento di David Bowie
«Per me la musica è il colore. Non il dipinto. La mia musica mi permette di dipingere me stesso.»
In conclusione, David Bowie è stato un artista ribelle, un vero Duca che non ha mai avuto paura di sfidare le regole della realtà e della galassia. Dieci anni dopo la sua scomparsa, la sua musica e le sue performance restano testamenti artistici immortali.
La canzone Heroes, tornata popolare grazie all’ultima stagione di Stranger Things, chiude idealmente il cerchio: in fondo, possiamo essere eroi. Anche solo per un giorno.
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