La Biennale di Venezia rende omaggio a Brigitte Bardot, ricordandola come una delle figure più rivoluzionarie e influenti della storia del cinema europeo. In una nota ufficiale, l’istituzione veneziana ha celebrato l’attrice francese come una diva indimenticabile, capace di incarnare un’idea di libertà femminile che ha segnato profondamente l’immaginario del Novecento.
Il legame tra Bardot e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica risale agli anni precedenti alla sua consacrazione definitiva. Già nel 1955, quando era ancora agli inizi della carriera, l’attrice apparve al Lido in due produzioni internazionali, attirando l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori. Ma fu soprattutto nel 1958 che Brigitte Bardot divenne protagonista assoluta della scena veneziana grazie a La ragazza del peccato di Claude Autant-Lara, tratto da un romanzo di Georges Simenon e interpretato accanto a Jean Gabin. Quel film segnò un incontro simbolico tra due miti del cinema francese e contribuì a consolidare l’aura magnetica dell’attrice.
Nel corso di una carriera relativamente breve ma di enorme impatto, Bardot ha ridefinito il ruolo della donna sullo schermo, rompendo con i modelli tradizionali e imponendo una nuova immagine di femminilità: sensuale ma autonoma, fragile e ribelle al tempo stesso. Dopo il ritiro anticipato dalle scene, la sua figura ha continuato a far discutere anche per le sue prese di posizione pubbliche, confermandola come personalità capace di dividere e interrogare l’opinione pubblica.