Da qualche giorno sulla piattaforma RaiPlay è disponibile il nuovo comedy show, diretto da Sergio Colabona, che fa di un luogo apparentemente semplice e comune un palcoscenico di sogni, ambizioni e illusioni. Si chiama Minimarket e a idearlo e e interpretarlo è Filippo Laganà, affiancato da una presenza che sorprende e incuriosisce: Kevin Spacey.
La serie si sviluppa in dieci episodi dal ritmo vivace e dal tono surreale, tutti ambientati in un minimarket proprio di fronte alla sede Rai di Roma. Una scelta studiata, che trasforma il negozio in un vero e proprio strumento narrativo: un confine tra chi lavora “dentro” la televisione e chi la osserva dall’esterno, separato solo da una strada e da alcune occasioni mancate. In questo spazio ristretto si intrecciano sogni, ambizioni e illusioni, dando forma a una comicità che oscilla continuamente tra realtà e immaginazione.
I primi cinque episodi sono già sulla piattaforma che vedrà la serie completa il 9 gennaio.

Manlio e Kevin: un duo che conquista la scena
Il protagonista è Manlio Viganò, interpretato dallo stesso Laganà. Laureato in legge, Manlio sceglie di non intraprendere la carriera forense, convinto che il suo destino sia altrove. Il suo obiettivo è uno solo: diventare il volto di un grande show televisivo. Si sente pronto, sicuro del proprio talento, ma la realtà lo tiene ancorato alla cassa di un minimarket immerso tra scaffali di yogurt e confezioni di legumi, sognando insistentemente.
A complicare – e allo stesso tempo a vivacizzare – questo equilibrio instabile arriva Kevin, l’amico immaginario interpretato da Kevin Spacey. Figura ambigua e affascinante, Kevin è una sorta di coscienza artistica: a tratti mentore, a tratti sabotatore. Incoraggia Manlio a rischiare, lo provoca, lo mette di fronte ai suoi limiti e alle sue illusioni. Il loro rapporto è tutt’altro che armonico: scontri, ironia tagliente e intuizioni improvvise guidano la comicità della serie, con il paradosso di avere accanto un due volte Premio Oscar come guida – immaginaria ma ingombrante – per un aspirante artista in cerca di riconoscimento.
Accanto a Spacey e Laganà, il cast si arricchisce di numerosi volti noti: Rodolfo Laganà, Ludovica Bizzaglia, Paola Tiziana Cruciani, Massimo Wertmüller, Enzo Paci, Giorgia Cardinaletti, oltre alle partecipazioni delle cantanti Alexia e Mietta.

Un prodotto coraggioso e generazionale
Minimarket funziona perché presenta alcuni elementi molto originali, a partire dal coraggio di osare e sperimentare, un aspetto che potrebbe essere sfuggito a molti. D’altronde, non si può pretendere qualcosa di diverso o eccessivamente ambizioso da una commedia di questo tipo. Laganà ha costruito una serie pensata principalmente per intrattenere e far ridere, e il risultato rispecchia pienamente questa intenzione. La scrittura, pur mantenendo leggerezza dimostra una solida consapevolezza, arricchita da richiami ai grandi talenti della scena italiana.
Ciò che però rende il progetto davvero interessante è soprattutto il suo messaggio implicito. La serie racconta una generazione di giovani che ha voglia di lavorare, di sperimentare, di mettersi in gioco. Giovani che hanno idee, ambizioni e talento, ma che troppo spesso non riescono a emergere come dovrebbero. Dare spazio a progetti come questo significa riconoscere che l’innovazione passa anche dal rischio e dalla fiducia nei nuovi linguaggi. Minimarket dimostra quindi che, quando si creano le condizioni giuste, è possibile realizzare prodotti freschi e persino capaci di attirare nomi internazionali anche in contesti apparentemente piccoli. Ed è proprio qui che la serie trova la sua forza: nel mostrare che anche dai luoghi più semplici possono nascere storie capaci di guardare lontano.