Netflix ha vinto la guerra delle offerte per gli asset studio e streaming di Warner Bros. Discovery, superando concorrenti come Paramount e Comcast e avviando trattative esclusive per l’operazione. L’intesa, se finalizzata, darebbe vita a un colosso senza precedenti, che unisce il principale servizio di streaming globale a uno degli studi più storici di Hollywood.
La “guerra delle offerte”
Secondo le prime indiscrezioni, Netflix avrebbe messo sul piatto un valore compreso tra 28 e 30 dollari per azione, in gran parte in contanti, superando l’offerta all-in del fronte Paramount Skydance guidato da David Ellison. Questa proposta avrebbe convinto il consiglio di amministrazione di WBD a concedere al gruppo di Los Gatos un’esclusiva sulle trattative, tagliando fuori gli altri pretendenti.
Per mitigare i rischi regolamentari, l’accordo includerebbe una breakup fee (clausola di rescissione) di circa 5 miliardi di dollari in favore di WBD, da attivare qualora le autorità antitrust bocciassero l’operazione. Si tratta di una cifra che sottolinea sia la dimensione dell’acquisizione sia il livello di fiducia di Netflix nella possibilità di ottenere il via libera regolatorio.
Le IP in gioco: da Harry Potter a HBO Max
Il perimetro dell’accordo porterebbe in casa Netflix alcuni dei franchise più iconici della storia del cinema e della TV della Warner Bros Discovery, con un impatto enorme sul catalogo della piattaforma. Tra le IP chiave figurano saghe come Harry Potter, Il Signore degli Anelli, l’universo DC (da Batman a Superman), Godzilla e King Kong, oltre a titoli di punta come Il Trono di Spade e Barbie e all’intera libreria premium di HBO e HBO Max.
Per il pubblico, questo significherebbe la prospettiva di vedere riuniti in un unico ecosistema streaming brand che oggi sono frammentati tra più servizi, con un potenziale boost in termini di abbonamenti e fidelizzazione. Per Netflix, invece, rappresenterebbe un salto di qualità nella proprietà intellettuale, non solo in licensing ma in possesso diretto degli asset creativi e produttivi.
L’impegno sulle uscite al cinema dei film Warner Bros. Discovery
In netta discontinuità con la sua strategia storica, incentrata sulle release direttamente in streaming, Netflix si sarebbe impegnata contrattualmente a mantenere le uscite in sala per i film Warner Bros. L’accordo prevede il rispetto degli attuali piani theatrical, tutelando le finestre cinematografiche e rassicurando registi, talent e operatori dell’esercizio preoccupati da un’eventuale “migrazione” totale verso l’online.
Questa scelta permette a Netflix di presentarsi non come “nemico” delle sale, ma come nuovo player ibrido in grado di sostenere sia il box office sia il successivo sfruttamento streaming sulla propria piattaforma. Per Warner Bros. significa preservare il posizionamento delle sue uscite tentpole, da DC ai grandi franchise fantasy, continuando a usare il cinema come primo step della catena del valore.
Cosa compra Netflix e cosa resta fuori
L’acquisizione non copre l’intero perimetro di WBD, ma è strutturata come una scissione tra asset creativi/digitali e reti lineari tradizionali. Netflix punterebbe a rilevare gli studi e le attività streaming (inclusi gli studios Warner, HBO e HBO Max), mentre i canali via cavo come CNN, TNT, Discovery Channel e le divisioni news verrebbero separati in un’entità distinta o ceduti ad altri soggetti.
Questo schema consente a Netflix di evitare il peso di asset televisivi in declino, concentrandosi su produzione, IP e distribuzione digitale globale. Per WBD e i potenziali acquirenti delle reti lineari, la scissione apre la strada a operazioni mirate su segmenti più tradizionali del mercato media.
Le accuse di Paramount e l’impatto sul mercato
Paramount ha definito il processo “ingiusto”, sostenendo che solo un gigante tech con la capitalizzazione di Netflix può permettersi un’offerta di queste dimensioni e una penale miliardaria in caso di stop regolatorio. La major, che puntava a rilevare l’intera WBD, vede così sfumare la possibilità di consolidare il proprio peso in un settore già estremamente concentrato.
L’eventuale fusione tra Netflix e gli asset studio/streaming di Warner Bros. Discovery creerebbe un soggetto con un potere di mercato senza precedenti, sia dal punto di vista del catalogo che dal punto di vista negoziale verso talent, esercenti e partner internazionali. Non a caso, il dossier è atteso sotto la lente severa delle autorità antitrust in USA e in Europa, che dovranno valutare l’impatto di un player così dominante nel panorama globale dello streaming.