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Torino Film Festival

‘L’incroyable femme des neiges’. Un film tra dramma e commedia

Il regista francese Sebastién Betbeder presente con il suo ultimo fuori concorso al Torino Film Festival

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L’incroyable femme des neiges, lungometraggio del regista francese Sebastién Betbeder, è stato presentato fuori concorso alla 43ª edizione del Torino Film Festival.

Trovare la propria dimensione fra gli inuit della Groenlandia

Coline Morel (Blanche Gardin) è una donna in crisi. Scienziata ed esploratrice artica, esperta del Grande Nord, torna nel suo villaggio natale nel massiccio del Giura francese, dai fratelli Basile (Philippe Katerine) e Lolo (Bastien Bouillon).

Inquieta, con un segreto che la tormenta e di cui non riesce a parlare, dopo essere stata lasciata per telefono dal fidanzato e licenziata dall’istituto per cui lavora, entra in una profonda crisi depressiva.

Dopo una notte di eccessi in cui porta lo scompiglio nel paese, decide di abbandonare tutto e ripartire per le distese ghiacciate della Groenlandia, dove viene accolta in un villaggio inuit, presso il quale riuscirà a trovare la propria dimensione, in attesa della fine drammatica alla quale andrà incontro.

Un film nel quale si viene a creare un amalgama perfetta fra commedia e melodramma

Con L’incroyable femme des neiges Sébastien Betbeder (2 automnes, 3 hivers; Tout fout le camp) è capace di amalgamare, con grande intelligenza e sapienza, l’aspetto comico della commedia a quello drammatico, legato al segreto che Coline si porta dentro e del quale non è in grado di parlare, neppure con le persone a lei più care come Basile e Lolo.

Ne nasce un’opera nella quale si ride seguendo le vicende, spesso surreali, di Coline (“una sorta di Calamity Jane dei tempi moderni”, come l’ha definita lo stesso regista). Allo stesso tempo si fa prepotentemente largo il lato drammatico della vicenda, con la protagonista che sembra perdersi quando vede crollare, tutto a un tratto, quel mondo in cui aveva creduto e per cui si era impegnata.

L’unica soluzione per lei diventa, quindi, la fuga e il rifugio presso la comunità nativa. Una popolazione emarginata che, come Coline, sta assistendo alla rapida scomparsa delle proprie certezze e del proprio mondo. Nel film, infatti, viene affrontata la problematica legata al cambiamento climatico e ai danni irreversibili che esso sta causando al pianeta. Un tema che  Betbeder, autore anche della sceneggiatura, fa intelligentemente, in maniera leggera ma, allo stesso tempo, seria, semplicemente inserendo nel testo poche ma sostanziali suggestioni.

Un film diviso in due parti, l’una speculare all’altra

L’incroyable femme des neiges (mai titolo fu più appropriato, considerata l’incredibile personalità di Coline), è un film diviso sostanzialmente in due parti. Nella prima, ambientata nel Giura, vediamo una donna in grave crisi personale, portata ad agire in maniera eccessiva senza alcuna remora a infrangere ogni minima regola comportamentale. Nella seconda parte, girata a Upernavik, nella parte settentrionale della Groenlandia, vediamo, al contrario, una Coline tranquilla, introdotta in una dimensione che la fortifica e la rende pienamente consapevole di ciò a cui dovrà andare incontro.

Tutti gli interpreti sono pienamente introdotti nelle loro rispettive parti. Sia Blanche Gardin, molto brava nel restituirci tutta la complessità del suo personaggio, che Philippe Katerine e Bastien Bouillon, capaci di donare alle figure dei fratelli un tocco di genuina originalità.

Infine anche gli attori inuit, tutti non professionisti e per lo più cacciatori, appaiono del tutto a loro agio in una attività per loro inusuale. Fra questi vanno menzionati Ole Eliassen e Martin Jensen, che già erano stati filmati da Betbeder nel documentario del 2015 Viaggio in Groenlandia.

Gli articoli di Marcello Perucca

L’incroyable femme des neiges

  • Anno: 2025
  • Durata: 111'
  • Genere: Commedia drammatica
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Sébastien Betbeder