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Torino Film Festival

‘Pillion’ La propensione alla devozione che porta all’amore incondizionato

Opera prima di rara potenza e profondità, Pillion di Harry Lighton sbarca in anteprima al TFF43.

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Fuori concorso al 43esimo Torino Film Festival, dopo lo strabiliante passaggio sulla Croisette – vincitore nella sezione Un Certain Regard per la migliore sceneggiatura – Pillion arriva al pubblico italiano e lascia decisamente il segno. La profondità dell’opera e dello sguardo di Harry Lighton portano lo spettatore a interrogarsi, chiedendogli un piccolo sforzo nel lasciarsi attraversare dalle emozioni, sospendendo il giudizio e i preconcetti. Magnifici e indelebili, Harry MellingAlexander Skarsgård ne sono i protagonisti, rivelandosi non solo degli interpreti eccezionali, quanto soprattutto degli esseri umani capaci di restituire lo spessore e la complessità di determinati personaggi.

Tratto dal romanzo Box Hill di Adam Mars-Jones, a cui apporta dei cambiamenti necessari, il film sbarca nelle sale italiane il 12 febbraio con I Wonder Pictures.

Pillion | La trama

Colin (Melling) è un ragazzo come tanti: sogna il grande amore, ha una famiglia che lo sostiene e canta in un quartetto col padre (Douglas Hodge) e il fratello. Una sera, alla Viglia di Natale, finisce in un pub frequentato da motociclisti. Mentre è impegnato in un primo appuntamento organizzatogli dalla mamma Peggy (Lesley Sharp), incontra Ray (Skarsgård), che gli lascia un biglietto con delle indicazioni per incontrarsi l’indomani. Timoroso ma incuriosito, Colin decide di raggiungere l’uomo, in compagnia del suo cagnolino.

Dopo un primo approccio alquanto particolare, i due iniziano a frequentarsi, se non che la relazione non può essere esattamente definita alla pari. Colin diventa infatti lo schiavo di Ray: il rispetto degli orari e della gerarchia non deve mai essere messo in discussione, mentre il sesso è fatto di dominio e sottomissione. Ma la necessità di un “giorno libero” prima o poi si farà sentire…

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Se l’amore è il punto di tutto

Una soggettiva in sella a una moto lanciata a folle volecità, un finestrino che si abbassa, una fugace occhiata. Il tutto condito da una musica che tende a esaltare le sensazioni. L’incipit di Pillion promette tanto, ma assicuriamo che si tratta solo di un assaggio. Nel corso dei circa 100 minuti di durata si attraverserà una gamma pressoché infinita di emozioni, ciascuna delle quali potente e performante. Esattamente come lo sono i protagonisti. Tratteggiati con estrema cura e con un’amorevolezza che strazia a tratti il cuore, Colin e Ray vengono presentati quasi fossero due pianeti agli antipodi. Eppure, dentro di loro, qualcosa li unisce e li rende complementari. Sarà la solitudine, sarà il bisogno di sentirsi accettati per come sono, sarà l’amore che assume le più svariate forme.

Questo sentimento appare così forte da travolgere ogni cosa. Se all’inizio assume i tratti di una semplice avventura, va conformandosi man mano in modo più maturo, generando una consapevolezza fondamentale in Colin, una vera e propria trasformazione, nel fisico e nel carattere. Il suo percorso lo costringe ad affrontare prove inattese, non sempre piacevoli, ma tutte ugualmente significative. Nonostante sia lui il protagonista indiscusso della storia, senza la presenza di Ray nulla avrebbe avuto luogo. Ed è nell’incontro tra i due il maggiore punto di forza e di bellezza di Pillion, un’opera capace di raccontare uno spaccato umano pieno di sfaccettature, di umanità, di dolore e di verità.

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

Pillion

  • Anno: 2025
  • Durata: 103
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Regno Unito
  • Regia: Harry Lighton
  • Data di uscita: 12-February-2026