Sono molte le coppie che, dopo aver vissuto tutta la vita insieme, vorrebbero anche lasciare insieme questo mondo per l’ultimo viaggio: non potendo avere questa certezza, anzi al contrario consapevoli di quanto sia ineffabile il momento della fine per ciascuno, i protagonisti del cortometraggio In Style, Anne e Léon, dopo un’unione durata cinquant’anni, decidono di porre fine alla propria vita in modo consapevole e di farlo ‘in bellezza’ (il titolo originale è infatti En Beauté), per non pesare su figli e congiunti.
Ma non si deve pensare a nulla di triste o drammatico, anzi: l’ironia e il grottesco sono la cifra principale del cortometraggio firmato dal giovane e talentuoso regista francese Rémi Mardini, che riesce ad immedesimarsi nelle tenere e malinconiche nevrosi di una vecchia coppia, che non rinuncia alle scaramucce ed alle discussioni accese anche mentre attende, o pensa di attendere, la fine di una vita lunga e felice.
Dopo aver ricevuto il Premio Speciale della Giuria al Festival Itinerances di Ales, questo corto, decisamente ben riuscito, si aggiudica il Premio Miglior Corto della Giuria Popolare alla XXX edizione del Linea d’Ombra Film Festival, dove è stato presentato nella sezione CortoEuropa_30.
Bisticci e gelosie in attesa dell’ultimo saluto
Mentre si dispongono mano nella mano a dare l’ultimo saluto in video ai figli, infatti, i due coniugi iniziano a rispolverare questioni irrisolte, antiche gelosie, confessano ‘innocenti’ tradimenti, si cucinano uno spuntino notturno, bisticciano e si riappacificano, creando situazioni esilaranti, in attesa che facciano effetto le pillole assunte (comprate via Internet, e forse inefficaci, per l’obiezione etica del farmacista al suo coinvolgimento nel gesto di autodeterminazione).
Agghindati nei loro abiti migliori, i coniugi registrano il video, pur avendo opinioni diverse sul tipo di frasi da usare, poi si stendono sul letto, aspettando la fine mano nella mano, ma i loro piani vengono rovinati quando una tranquilla chiacchierata si trasforma in una vivace diatriba – su temi più o meno ininfluenti rispetto alla morte – dalla quale emergono, senza ombra di dubbio, le numerose questioni che sarebbe bene risolvere prima di farla finita.
Il surreale raggiunge il suo apice con l’involontario avvio dell’allarme antincendio da parte dei coniugi e l’arrivo dei vigili del fuoco che, senza sospettare nulla, evacuano la coppia da casa: a quel punto Anne e Léon dovranno scegliere una nuova modalità per perseguire il loro proposito, forse più romantica e ‘cinematografica’.
Una sceneggiatura breve e brillante, per trattare con humor e leggerezza temi non propriamente allegri, come quello della vecchiaia, o decisamente drammatici, come il suicidio e la morte.