Alberto Pompei si è precedentemente adoperato alla macchina da presa per progetti come Esseri Invisibili, corto che ha partecipato a numerosi festival e ha vinto premi come miglior corto drammatico e miglior regia. Stavolta, al Rome Independent Film Festival ci regala Strappi, una storia semplice ma delicata, ricca di silenzi che in verità nascondono un oceano di voci soffocate.
Strappi: le protagoniste Martina e Annalisa
Nel film siamo immediatamente trasportati nella quotidianità di due giovani ragazze amiche d’infanzia: Martina, diciassettenne che per la prima volta deve prepararsi a uno scenario tipico della gioventù, ossia l’incontro con una possibile altra metà, e Annalisa, che la ospita per offrirle tutte le cure necessarie e aiutarla a provare degli abiti per piacere alla persona con cui uscirà. Da sempre amiche, le due sono solite condividere momenti semplici e profondi. All’idea di un possibile “strappo” nella loro amicizia, Annalisa dà voce a un silenzio lungo forse quanto la loro stessa esperienza di vita insieme, esplodendo d’amore per lei con diversi sguardi, dubbi e decisioni affrettate.
Il duo di attrici Benedetta Tiberi e Caterina Lucente risplende di una intesa forte e di un’interpretazione passionale. Sia nei momenti di preoccupazione, di gelosia, di forte dimostrazione di un amore che è sempre rimasto in un angolo a prendere polvere per la mancanza di coraggio (o la paura) che le cose possano cambiare e “strapparsi”, le due attrici portano avanti una grande capacità espressiva. Le riprese ravvicinate, inoltre, offrono uno sguardo estremamente intimo e personale alle situazioni che costellano le loro tipiche attività in compagnia, ma ne descrivono spesso anche i sentimenti che spesso non superano una certa “barriera” e pertanto lasciano solamente dei frammenti di quello che realmente esisterebbe tra le due protagoniste, qualora il romantico segreto venga svelato.
Il bacio
Un’esplosione di amore: dopo tanti anni, un primo passo per divincolarsi dalle spine che tengono segregati i sentimenti. È un momento potente che viene accompagnato da una colonna sonora toccante, capace di spiazzare per quanto è inaspettato ma che alla fine viene ricambiato, aprendo tante strade di pensiero.
Il gesto è maldestro, quasi timoroso, ma esiste, e la persona che lo riceve sa bene quali sono le implicazioni. Ciononostante ricambia, e lo trasforma in qualcosa di unico e “completo”. Una visione che ferma il tempo per un istante, il silenzio passa da avere valore di “nascondere” a quello di “accompagnare” mentre le cose cambiano nei loro cuori e maturano.
Una prospettiva queer
Anche se il contesto del film rimane molto “chiuso” e difficile da descrivere al di là delle poche informazioni che ci vengono date, Strappi risulta basarsi su un momento di espressione, coraggio e di varco degli ostacoli che noi stessi, spesso, poniamo davanti a noi stessi. In questo senso, le due protagoniste, entrambe donne, vivono un momento di confronto giovanile con il proprio orientamento sessuale. Annalisa è da sempre innamorata di Martina, ma lei questo non lo sa – e forse neanche lo sospetta. Ciononostante, nel ricevere un tale gesto romantico più che affettivo, quest’ultima ricambia prontamente.
Il corto si concentra parecchio su un punto fondamentale: Annalisa, di cui seguiamo il punto di vista e quindi l’ottica personale, deve aiutare la persona di cui è innamorata a piacere a qualcun altro. In questo modo accresce la paura di uno strappo nella loro amicizia, che si fonda sulla fiducia e sulla vicinanza, rendendo quindi la narrazione sottile e usando il contesto LGBTQIA+ per fornirci una storia dolce che non vede l’omosessualità come un problema o un ostacolo, e pertanto non ne calca la presenza come elemento di preoccupazione, ma soltanto come aggiunta alle tante sfumature del contesto.
Strappi d’amore e d’amicizia
Strappi è quindi un film sugli strappi interiori, emotivi e personali, che ci riguardano nel profondo anche nelle relazioni interpersonali, dando voce alle paure e ai dubbi che questi possano plasmare in maniera imprevedibile o negativa il nostro rapporto con la persona che ci piace davvero o che forse addirittura si ama. Un corto particolarmente caloroso, dolce e delicato nella rappresentazione dell’intimità e dei sentimenti.