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‘Boots’ – la serie che fa marciare il gender tra i plotoni dei Marines

La serie che gratta gli stereotipi del mondo militare, tutto muscoli e machismo.

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La nuova serie Netflix disegna un avvincente ritratto di due giovani Marines alle prese con le sfide di un campo di addestramento militare americano, alle prese con sfide fisiche e mentali, amicizie inaspettate e strascichi di una vita vissuta prima di indossare la divisa.

Boots La trama

In onda dal 9 ottobre la serie Netflix in otto episodi. Una dolce e divertente commedia drammatica che segue due adolescenti gay che si arruolano nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti, alle prese con prove al limite del possibile e che fanno vacillare la fiducia in se stessi, negli altri e nella Nazione. Ambientata negli anni ’90 – epoca in cui l’omosessualità nell’esercito era considerata reato – la serie esplora i temi del coraggio, dell’identità, dell’amicizia e della resilienza, sullo sfondo di rigide regole militari e pregiudizi sociali.

Boots è tratta dal libro di memorie “The Pink Marine” di Greg Cope White. Creata da Andy Parker (Tales of the City), la serie dà vita alle intense esperienze di vita reale del servizio militare con profondità e autenticità. Con un cast corale di giovani talenti, prima di tutti Miles Heizer (Parenthood) e Liam Oh (The Thing About Harry) nei panni dei due protagonisti Cameron e Ray, la serie promette un avvincente mix di dramma, azione ed emozioni umane che terrà gli spettatori con il fiato sospeso.

Boots Perché guardarla

L’intensità e la dinamicità, che di certo abbondando in un centro di reclutamento militare, seguono i ritmi serrati di regia e sceneggiatura. Attraverso flashback improvvisi, frutto delle connessioni mentali di Cameron, seguiamo i trionfi e le difficoltà di trovare se stessi in un mondo spesso spietato. Capiremo quanto la scelta di arruolarsi possa avere forme e motivi diversi. La fuga da una madre, le aspettative di un padre, alzare la testa di fronte all’inettitudine di un branco o di una società ottusa.

L’animo pink tra il grigio delle divise

Boots è  una serie fatta interamente di cuore e anima, sobria ma potente. Una storia tenera, a tratti ironica, in tema militare. Rifugge l’uso esclusivo dei triti stereotipi dei campi di addestramento e dei rigidi personaggi tutto ‘signorsì signore’ (inevitabilmente presenti), spostando l’attenzione su individui complessi e – per questo forse – incompresi. Riguarda uno scontro di personalità e aspettative sociali. I protagonisti  sono giovani uomini ansiosi di capire, prendere e pretendere il posto nel mondo.

Le fughe di Cameron

Quando il pubblico lo incontra  Cameron Cope è smarrito. Un ragazzo timido e introverso la cui infanzia è stata segnata dalla madre inaffidabile (Vera Farmiga) e dai bulli che gli hanno immerso la testa nel water a scuola. Ed è così che dopo il diploma segue la scia del suo amico fortemente credente nelle logiche del Corpo dei Marines. Si aggrappa al sogno di un altro, con la speranza che possa essere per lui una scuola di vita in cui trovare la propria identità. La contrapposizione tra logiche gerarchiche e l’agognata libertà di potersi sentire libero faranno vacillare i suoi progetti.

Oltre alle flessioni c’è di più

Nonostante sia inevitabile – e sproporzionato – l’accostamento a Full Metal Jacket, Boots è più di un semplice dramma militare. Tra la rigida disciplina e sforzi fisici quasi letali, nascono amicizie inaspettate, che mettono alla prova le proprie certezze e plasmano il loro nuovo percorso di formazione, anche emozionale.

Sì, viene sgridato da sergenti istruttori con la faccia rossa, deve fare trazioni alla sbarra e superare percorsi a ostacoli. Ma, se da un lato c’è una certa dose di stupore nel ritratto di questa vita ‘para reale’, dall’altro c’è anche molto umorismo e tenerezza.

Cameron è tormentato sia dai suoi istruttori che da una versione autolesionista della sua mente, che lo schernisce per ogni fallimento. È circondato da giovani uomini con le loro complicazioni. Gemelli fisicamente diversi che cercano di essere all’altezza delle aspettative familiari, romantici novelli sposi, fino al solito bullo, piaga già conosciuta. I legami che il ragazzo crea, che si tratti della recluta per cui nutre una cotta segreta o dei ragazzi un po’ strambi che competono per chi riesce a costruire gli sgabelli più grandi, sono forti, significativi e complessi. Ognuno di loro ha una storia, che in uno spazio congestionato, condiviso, spiato, troverà il suo sfogo naturale. E forse finalmente riuscirà a uscire dall’ombra.

Grazie a Boots assisteremo ad una rivoluzione concettuale. Nonostante le dinamiche del mondo militare sembrino assunte dalla cultura popolare, è stimolante vedere uno show che dipinge il quadro di una nuova consapevolezza. Il dietro le quinte di cui il pubblico ha già la sensazione di aver visto tutto.

Proprio come Cameron, abbiamo ancora molto da scoprire.

Tales of the city: ritorno a Barbary Lane

Boots

  • Anno: 2024
  • Durata: 8 episodi
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Dee Rees
  • Data di uscita: 09-October-2025