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‘Marlee Matlin: Not Alone Anymore’ di Shoshannah Stern, ritratto di un’icona

Dal Sundance film festival

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Questa storia, per il pubblico, inizia nel 1986. Ma per la protagonista, molto prima. Quello, infatti, è l’anno in cui il mondo conosce un film che diventerà poi un cult, ovvero Figli di un dio minore. Interpretato da una coppia, ricercatissima dai paparazzi perché tale anche fuori dallo schermo: William Hurt e Marlee Matlin.

Marlee Matlin: Not Alone Anymore è il debutto alla regia dell’attrice e produttrice Shoshannah Stern, che condivide con il pubblico la storia di Marlee Matlin. Qui le lascia lo spazio per comunicare la sua versione, le sue battaglie e la sua energia.

Marlee Matlin: Not Alone Anymore, ma chi è Marlee Matlin?

Marlee Matlin è stata la prima attrice sorda ad essere riconosciuta dallo star system hollywoodiano; ma soprattutto, la prima a vincere un Oscar e a rendere così la realtà degli attori sordi, visibile. Matlin, sorda quasi dalla nascita, ha raggiunto il successo giovanissima, ed è stata trascinata nel mondo delle star. Dopo il successo di Figli di un dio minore, si è battuta per la sottotitolatura dei film in televisione, sfruttando l’influenza conquistata dopo il premio Oscar.

Ma questo documentario, ottimista fino al midollo e pieno di sorrisi, energia positiva e speranza, racconta anche della relazione tossica e violenta di Matlin con William Hurt, la cui condotta deprecabile è stata resa pubblica ma non ha mai veramente intaccato la sua reputazione. Decisamente un’altra Hollywood, una Hollywood lontana dal #MeToo.

Un’eredità che parla al futuro

In aggiunta, Marlee Matlin: Not Alone Anymore racconta di una giovanissima celebrità esposta all’uso di droghe, ma intimamente motivata a riprendersi la propria vita.

Matlin è un uragano, ha una forza interiore incredibile, contagiosa, che mostra come le esperienze negative si possano convertire in un percorso di crescita e di disintossicazione, se supportati con amore da chi ci è vicino. Per questo il documentario è interessante su più livelli: e una delle ragioni, è che ci permette l’accesso in un universo, quello delle persone sorde, con cui è difficile entrare in contatto se non si ha un’esperienza diretta. Si parla quindi anche di violenza linguistica, e di come un tempo, in assenza degli strumenti e delle strutture, questa categoria pagasse la mancanza di una modalità per definire il proprio mondo.

Redatto con uno stile molto pulito che ci ricorda la lunga tradizione di HBO, Marlee Matlin: Not Alone Anymore è un prodotto sicuro, deferente e rispettoso nei confronti della protagonista, che dipinge come un’eroina e la accompagna fino al set dove per la prima volta occupa la sedia della regia (Accused, 2023). E come chiaramente recita il titolo, non sia più sola, ma il numero degli attori sordi premiati (per la precisione, Troy Kotsur) sia aumentato grazie ad uno dei film più delicati e sinceri del 2021, CODA di Sian Heder.

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