È ufficiale! K-pop Demon Hunters, il film prodotto da Sony Pictures Animation con un budget di circa 100 milioni di dollari, è diventato in poche settimane il più grande successo in lingua inglese di sempre per Netflix. Con 236 milioni di visualizzazioni (in costante aumento), il film ha superato il precedente record di Red Notice con Dwayne Johnson, Gal Gadot e Ryan Reynolds, fermo a 230 milioni. In dieci settimane consecutive di permanenza nella Top 10 globale, il titolo si è imposto come la nuova punta di diamante della piattaforma.
Il film diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans, uscito a giugno, ha conquistato il pubblico in tutto il mondo attraverso la sua colonna sonora coinvolgente, arrivata al secondo posto della US Billboard 200. E non è tutto: a casa Netflix qualcuno si sta già muovendo per un sequel…
Di cosa parla Kpop Demon Hunters?
Le protagoniste di K-pop Demon Hunters sono Rumi, Mira e Zoey, doppiate rispettivamente da Arden Cho, May Hong e Ji-young Yoo. Le tre formano il gruppo delle HUNTR/X, idol che sul palco fanno impazzire i fan, ma che dietro le quinte hanno un’identità segreta: sono cacciatrici di demoni. Quando una boy band rivale composta da misteriosi demoni mascherati, i Saja Boys, minaccia di rubare le anime del loro pubblico, le tre protagoniste si ritrovano ad affrontare la sfida più difficile della loro carriera. Riuscirano a rimanere legate nonostante le menzogne e i segreti del proprio passato?
L’animazione legata al mondo del pop coreano
In K-Pop Demon Hunters, il mondo del K-pop prende vita nella sua forma più colorata e spensierata, ma allo stesso tempo vengono rappresentate anche diverse difficoltà ispirate alla realtà degli idol. Dalla rivalità, alla gelosia, passando per l’ansia di “rendere l’honmoon dorato” con la migliore hit in grado di scalare le classifiche: se nel frattempo bisogna combattere dei demoni (come quelli interiori o i soliti leoni da tastiera su internet), la vita da pop star non è poi tutta rosa e fiori.
Ian Eisendrath, producer coinvolto nel film d’animazione, ha dichiarato: “Ho sempre pensato al K-pop come al genere pop più teatrale, e quindi mi sono subito entusiasmato all’idea di cosa sarebbe potuto accadere in un contesto narrativo con le canzoni K-pop”.
Per unire al meglio realtà e finzione, gli autori hanno coinvolto nel progetto uno dei gruppi femminili più famosi di sempre: le TWICE. Nello specifico, la collaborazione è stata possibile grazie alla partecipazione di tre membri: Jeongyeon, Jihyo e Chaeyoung, che hanno inciso una versione speciale del brano Takedown. A riguardo, la co-regista Maggie Kang ha dichiarato: “Ha davvero legittimato il nostro film e le nostre canzoni nel mondo del K-pop”.
La scommessa di Sony
K-Pop Demon Hunters era stato sviluppato da Sony per Netflix nell’ambito dell’accordo Pay 1 siglato nel 2021, visto che lo studio non possiede una propria piattaforma streaming. La scelta ha garantito un guadagno immediato di circa 25 milioni di dollari, ma oggi ci si chiede quanto la major abbia lasciato sul tavolo non portando il progetto direttamente nelle sale. Intanto, il film ha comunque sorpreso al botteghino, conquistando il primo posto con 18,8 milioni di dollari in soli due giorni di uscita in versione karaoke. La piattaforma ha già rilanciato questa versione “Sing-A-Long” in streaming e la sta spingendo come attrazione nei futuri spazi “Netflix House”.
Con 393 milioni di ore di visione accumulate, K-Pop Demon Hunters è un affermato titolo di successo, che potrebbe essere l’inizio di una saga di punta di Netflix.