Euganea Film Festival

‘Free the Chickens’: una satira originale tra attivismo e commedia

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Dopo il successo all’Annecy International Animation Film Festival nel 2024, Free the Chickens, dello slovacco Matúš Vizár, viene presentato in concorso all’Euganea Film Festival.

Una satira originale e feroce che unisce attivismo, commedia nera e riflessione filosofica. Quindici minuti di paradossi e divertimento puro, con tratti artistici fenomenali.

Free the Chicken: attivisti vegani all’arrembaggio

Durante un’azione fulminea, un gruppo di attivisti vegani tenta di liberare dei polli da un allevamento intensivo, ma l’operazione prende una piega imprevista.

Costretti a fuggire e rifugiarsi nella natura selvaggia, i protagonisti si confrontano con condizioni estreme, tensioni interne e una serie di dilemmi morali.

Tra esperienze surreali e spunti tragicomici, il film riflette sul concetto di libertà – umana e animale – e mette in discussione il mito della natura come luogo armonico e protettivo.

Il contrasto fra colori vivaci e le tonalità scure nero-blu sottolineano l’assurdità di certe situazioni e contraddizioni.

Perché gli umani sono così stupidi e la natura non poi così sicura per gli animali?

La storia va ben oltre la semplice incursione nella fabbrica Ovonest, immortalata dell’immancabile fotografia a uso social e diventa sempre più surreale a ogni passaggio.

“La natura realmente non è un posto sicuro per gli animali”, tuonano gli assalitori quando una rapida e agile volpe azzanna una gallina scampata all’allevamento. Un paradosso nel paradosso, se non fosse che la natura ha le sue regole.

Essere vegani significa non provocare dolore a nessuna anima viva, nemmeno a sé stessi, ma l’istinto della gallina la porta a divorarsi una rana. Avrebbero dovuto lasciarla nella sua fabbrica? E gli istinti di quel povero animale? Così le riflessioni paradossali degli incursori continuano…

Se quella è la natura, perché l’uomo dovrebbe comportarsi diversamente?

Mors tua vita mea

In fondo, così stanno le cose: la felicità di uno è la sofferenza dell’altro. Un po’ l’antico mors tua vita mea: il predatore ha i suoi interessi, il predato soccombe.

Le contraddizioni creano un’amara comicità, un commento all’ipocrisia umana, una freccia avvelenata contro chi si preoccupa solo del minimo indispensabile nel fare qualcosa, ma non abbastanza da farla come si deve.

Da un lato l’allevamento, dall’altro un luogo gestito da un vecchio hippie che ospita galline uscite dal sistema anche se nel sistema, lui, in fondo, resta.

C’è un mondo bipolare, quasi un “mondo di sopra” che può permettersi una scelta ‘ecologica’ e sostenibile (spesso di facciata) e uno “di sotto”, che deve faticare ogni giorno per sopravvivere. Il paradosso dello sviluppo, da un lato, assunto come indicatore di progresso sociale e, dall’altro, come portatore di condizioni ambientali negative.

Fino a conseguenze estreme, imprevedibili e inaspettate, con l’urgenza di un nuovo paradigma.

Contraddittori e incoerenti, quanto possono essere ridicoli gli esseri umani!

Matúš Vizár è un celebre animatore, artista visivo e illustratore che lavora per il giornale slovacco Denník N. Ha studiato al Dipartimento di Animazione della Scuola di cinema e televisione dell’Accademia delle Arti Performative di Praga (FAMU). Il suo cortometraggio di laurea, Pandas, è stato presentato in anteprima al 66° Festival di Cannes nella sezione Cinéfondation, vincendo il primo premio. Il suo talento non è passato inosservato, come dimostrano le sue candidature a diversi premi prestigiosi, tra cui il Premio Magnesia per il Miglior Film Studentesco ai Czech Lion Awards nel 2013 e il premio nazionale slovacco Sun in a net, nella categoria Miglior Film d’Animazione nel 2014. Impegnato tra film d’animazione e satira sociale, Free the Chickens è il suo ultimo lavoro.

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