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‘Tootsie’ : la nuova mascolinità
Una critica pungente all’America patriarcale.
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6 mesi agoon
Tootsie, diretto e in parte interpretato da Sydney Pollack su una sceneggiatura di Larry Gelbart e Murray Schisgal, fu un grande successo negli anni Ottanta arrivando ad incassare 177 milioni di dollari, risultato secondo solo a E.T. di Steven Spielberg. Prodotto dalla Columbia Pictures e dalla casa di produzione di Pollack, nel film è presente anche un cameo del pittore Andy Warhol. I protagonisti Dustin Hoffman e Jessica Lange, vincitori rispettivamente di un Golden Globe e di un premio Oscar, sono affiancati da un giovane Bill Murray prima del grande successo di Ghostbusters, Jessica Lange, e Teri Garr (Fuori Orario).
IL TRAILER – Tootsie
Sinossi – Tootsie
Michael (Dustin Hoffman) è un valido e preparato attore di teatro che a causa del suo comportamento maniacale e perfezionista entra spesso in conflitto con registi e produttori. Coabitando col suo migliore amico Jeff (Bill Murray), drammaturgo alle prime armi, sviluppa un escamotage per essere preso sul serio: travestirsi da attrice con l’alterego di Dorothy Michaels. In breve tempo diventa uno dei volti principali di un seguitissimo medical drama grazie al suo piglio deciso e femminista. Ben presto Dorothy diventerà per Michael una gabbia da cui farà una grande fatica a uscire, dovendo affrontare i suoi sentimenti per Julie (Jessica Lange) e l’amica Sandy (Tery Garr).
Il teatro e la televisione – Tootsie
Nel film di Pollack, Tootsie, teatro e cinema svolgono una duplice funzione valoriale per l’immagine di una nuova mascolinità a cui va incontro il protagonista interpretato mirabilmente da Dustin Hoffman. Nella pratica teatrale l’attore, in questo caso anche autore, deve rivolgersi al pubblico, inserirsi in un meccanismo e in un mondo fatto di uomini in cui la scelta dipende dalla forza del singolo e di come questi riesca a mettere in luce la propria identità maschile.
Il mondo chiuso a cui tende si può notare nei tentativi di Michael di “sfondare” sul palcoscenico della finzione (il teatro), come avviene nella sua pièce teatrale “Ritorno a Love Canal” e nei continui rifiuti che subisce. Un ecosistema artistico bloccato da altre identità maschili che frenano il bisogno dell’attore di essere attore tra gli attori. In questa chiusura Pollack fa intervenire la televisione che ha una funzione opposta ma nel contempo di congiunzione: il medical drama, la soap-opera, in cui Michael entra con la sua Dorothy, è l’occasione che non ha mai avuto, per emergere dall’oblio, farsi vedere, ascoltare, ed essere finalmente un attore, seppur nelle vesti di un’attrice.
Dustin Hoffman è magnetico e surreale
In Tootsie il genere, l’etichetta tra maschile e femminile, non è importante, e questo perché per l’alterego di Hoffman, la televisione dà evidenza a due aspetti, quello della recitazione e dell’annientamento della separazione dei sessi. Così il film di Pollack sottolinea la chiusura del luogo in cui si dovrebbe essere liberi e sperimentare, il teatro, e l’apertura, dall’altra parte, del meccanismo televisivo, che negli anni ’80 stava prendendo il controllo sulla società americana, intrattenendo il pubblico con i suoi romanzi rosa, i suoi intrecci coloriti, e i frivoli legami sentimentali.
Fin da quando Dorothy entra nel piccolo schermo, l’intento del film diviene subito evidente nella sua critica sociale e generazionale. Michaels è una parodia di molti prototipi dei classici personaggi dei melodrammi televisivi: donne dalle fattezze da casalinghe annoiate, immobilizzate in abiti preconfezionati, pronte a essere oggetti dei medici maschi eterocentrificati che abusano delle co-stars femminili.
Nel film Tootsie, invece, Dorothy/Michael è una direttrice dell’Hospital della soap che usa il suo ruolo rivendicando il posto delle donne non solo all’interno della televisione, ma anche e soprattutto nella società patriarcale americana degli anni ’80. Rivedendolo oggi, la commedia con Hoffman e la Lange appare incredibilmente contemporanea e quasi superflua in un contesto odierno dove le scritture femminili abbondano. Ma inserito nell’Hollywood di quel periodo, con l’alta decostruzione dialogale iper-femminista che Dorothy fa all’interno della soap, l’opera di Pollack si pone come un unicum di quel periodo, in un’ottica meta-teatrale e televisiva che sfrutta le due arti per sottolineare l’incoerenza e la mancanza di opportunità all’interno del mondo dello spettacolo.
La rom-com e la commedia fluida
Tootsie si iscrive nelle commedie di questo periodo, semplici nella struttura, e senza eccessive complicazioni narrative. Michael deve proteggere il proprio segreto, si innamora della star della soap, Julie (Jessica Lange), viene aiutato dal suo amico sarcastico Bill Murray, con una narrazione che procede nell’approfondire il rapporto con la Lange e la gabbia del genere in cui l’alterego di Hoffman vuole uscire per riappropriarsi della sua natura sia attoriale che maschile.
Come tutte le commedie di questa fase, Tootsie viene inserita nella struttura della rom-com, ma a differenza di altri titoli simili, tale componente classificatoria del genere cinematografico è solo apparente. L’innamoramento per Julie, che per metà film sembra essere realmente concreto, segue l’evoluzione tra Michael e Dorothy che, anche dopo lo svelamento della vera identità di Hoffman, diventano una cosa sola, aprendo una frattura di identità verso il protagonista.
Dorothy/Michael la maschera dei due sessi
Siamo quindi in presenza, con tutta evidenza, di uno dei primi personaggi fluidi della storia del cinema contemporaneo. Michael/Dorothy è cosi dentro la critica sociale femminista da entrare in una crisi del suo genere, constatando, come si nota nel finale, un’evoluzione che lascia i panni del maschile e del femminile. E crea una figura che, attraverso il cinema, definisce una nuova mascolinità. Il fermo immagine del finale, con i titoli di coda che scorrono, accompagnano Julie e Michael verso un nuovo rapporto, che è sì svelato, però paritetico a ciò che entrambi avevano amato con la maschera di Dorothy. Un personaggio costruito ad hoc da Hoffman per la propria realizzazione, così impattante con la personalità di Michael da modificare ciò che era (la mascolinità tossica) con ciò che è alla fine del film: l’esplorazione della propria parte femminile.
Tootsie indaga in modo provocatorio cosa significhi essere donna in una società patriarcale, sperimentando da uomo che si finge donna le molestie e le discriminazioni che ogni giorno deve subire il sesso femminile. Un Dustin Hoffman in stato di grazia e un arguto Sydney Pollack, regalano una commedia brillante unita a un’attenta critica sociale.