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Cactus International Children's and Youth Film Festival

‘Pocket Change’: intervista a Daniël Bakker

Il regista olandese ci ha parlato del suo toccante cortometraggio, che affronta temi come la povertà e la vergogna dal punto di vista di una bambina

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La città di Aosta, in occasione del Cactus Film Festival, ha avuto il piacere di ospitare Daniël Bakker, regista di Pocket Change. Il cortometraggio, sceneggiato da Demian van der Wekken, è stato presentato all’interno del progetto Cactus EDU, volto a promuovere esperienze di crescita relazionale, culturale ed emotiva tra i giovani attraverso la fruizione di cinema di qualità.

L’opera racconta la storia di Indy, una bambina che, come tutti i suoi compagni di classe, vorrebbe poter offrire agli altri un dolcetto nel giorno del proprio compleanno. Suo padre però non se lo può permettere e non ci dà peso; questo metterà la piccola Indy di fronte a una decisione complicata: affrontare la vergogna di essere diversa dagli altri o provare a cavarsela da sola?

Per la nostra recensione di Pocket Change clicca qui!

L’intervista

Cosa ti ha portato a realizzare Pocket Change? Come hai lavorato con Damien, lo sceneggiatore, per costruire la toccante storia del tuo cortometraggio?

Penso che ciò che mi ha portato a realizzare il film sia stato un articolo che ho letto online. Parlava della povertà e della segretezza della povertà, soprattutto tra i bambini nei Paesi Bassi. Ho letto un articolo su alcuni bambini che non sono andati a scuola perché non avevano un regalo da dare per il loro compleanno. E questa è una cosa importante per loro. Infatti, la tradizione prevede che vengano date delle caramelle ai propri compagni di classe. La gente e i genitori ne impazziscono. Ho pensato che questa cosa fosse molto commovente, che quei bambini provassero la vergogna di non poterselo permettere e prendessero la decisione di non andare a scuola per questo motivo. Quello è stato l’inizio.

Con Damien, lo sceneggiatore, che è anche un mio amico, ne abbiamo parlato molto. Abbiamo fatto delle ricerche. Abbiamo parlato con molte istituzioni e con genitori in questo tipo di situazioni. In seguito ci è venuta in mente la storia con Indie, la protagonista.

In Pocket Change, i bambini sono i protagonisti. Come hai lavorato con loro sul set?

Penso che il nostro lavoro sia stato molto diverso, relazionandoci a bambini diversi. La protagonista, infatti, era semplicemente un talento naturale. Era davvero brava. Per questo motivo non ho dovuto fare molto. Le spiegavo la scena e sapevo l’avrebbe restituita al meglio, ci azzeccava sempre! Gli altri bambini, invece, avevano bisogno di un approccio un po’ diverso, un po’ più di retroscena, un po’ più di fantasia o avevano soltanto bisogno di una certa semplificazione della storia. Quindi sì, penso che con gli altri bambini fosse diverso. A volte hai solo bisogno di dar loro un po’ di energia, anche perché a volte la loro concentrazione scompare. Abbiamo parlato molto tra di noi e penso che la loro fantasia e quello che hanno provato abbia davvero aiutato a realizzare questo film.

Il personaggio di Indie spesso rivela il proprio mondo interiore più con gli sguardi e i silenzi che con le parole, regalandoci una performance particolarmente emozionante. Come ha lavorato Rosa sul suo personaggio?
Penso che Rosa abbia soltanto un talento naturale. In ogni caso, io e lei abbiamo dialogato molto riguardo al film e abbiamo provato un bel po’ alcune scene. Ci siamo soprattutto focalizzati sui momenti chiave del film. Più o meno questo è quello che abbiamo fatto. Tuttavia, l’ho anche lasciata libera di recitare: mi sono fidato del suo intuito e della sua capacità di fare.

Quanto è importante per te che Pocket Change sia stato proiettato nelle scuole? Pensi che abbia contribuito a sensibilizzare i bambini riguardo ai temi che affronta?
Sì, questa è davvero una bella cosa. Quando ho girato il film, non ho mai effettivamente pensato all’opportunità di mostrarlo ai bambini. Ora, però, è in molti festival cinematografici per bambini e in alcuni programmi educativi. È una grande cosa che il film riesca a far prendere un po’ di consapevolezza riguardo alle tematiche del film. Sono anche stato con molti bambini ed è davvero bello sentirli parlare dell’argomento. Parlavano delle loro esperienze. Il film parla di povertà, ma anche di vergogna e penso che la vergogna sia qualcosa che ogni bambino può provare. Per me, quindi, è davvero un grande onore che il mio cortometraggio venga utilizzato in questo modo.