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Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro

‘Evidence’ di Lee Anne Schmitt, l’America oscura

Un viaggio personale che diventa una indagine peculiare sui poteri nascosti che controllano la società

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Evidence di Lee Anne Schmitt è un documentario sperimentale e d’archivio, diretto da una regista d’essai che ritorna alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro con questo suo quarto film, già presente alla Berlinale e al Jeonju International Film Festival.

Una indagine tutta personale che, partendo dalla storia del padre, analizza l’America del celeberrimo dreams montandone la struttura liberista e le sue ricadute sull’ambiente e la vita delle persone: dove si esercita il controllo e l’individuo si illude di vivere in libertà.

Dalla storia di una famiglia comune

Evidence prende il via della decennale esperienza del padre nella azienda Olin Corp., arricchitasi con la produzione di munizioni durante la Seconda Guerra Mondiale, e poi transitata a prodotti chimici, la più parte poi scopertasi causa di disastri naturali a livello locale. L’influenza e il potere esercitato dall’azienda, e dalla famiglia che l’ha diretta, ha avuto ricadute su tutti i settori della società americana, dalla politica alla finanza per arrivare alla giustizia.

The best way to choose the law is to choose the judges

Lee Anne Schmitt denuncia come, con una complessa rete di finanziamenti, creazione di influenti think tank,e supporto delle menti pensanti delle classi al potere, la fondazione della Olin abbia nutrito una struttura a lei favorevole e difficilmente scalfibile. La quale si fonda sul liberismo “bianco”, sulla proprietà privata e la famiglia patriarcale come strumento di controllo di classe.

‘Evidence’ di Lee Anne Schmitt

Evidence e la narrazione alienata

Lee Anne Schmitt adotta per il suo film una narrazione peculiare: si serve di una voce off brechtiana per illustrare con freddezza una mastodontica cospirazione, e incolpa benestanti deus ex machina di aver manovrato il sistema sotto le mentite spoglie del mecenatismo.

La sicurezza con cui elenca e illustra le sue prove, la espone ad accuse di complottismo. Ma tanto è che, forte della sua storia personale, la Schmitt sgrana questo intricato sistema di influenze con sicurezza e competenza.

Il taglio registico è quasi sperimentale: fissità di immagini girate in pellicola 16 mm, che ci ricordano le vecchie polaroid ingiallite e trovate nel cassetto del nonno. Una tonalità che ci sembra davvero riaccendere il calore di una famiglia dedicata.

Eppure, i soggetti ripresi sono inquietanti, dissonanti, malgrado la traccia sonora intradiegetica sia quasi assente, e sia solo la voce brechtiana della regista a decidere le sorti del racconto.

Muovendosi pesante e sentenziosa, la voce ci porta a capire come questo sistema fondato su valori ormai obsoleti, abbia condotto la società americana ad un benessere fallace, miope. I numeri stessi mostrano come quella idea di sogno americano white sia una assoluta eccezione, una utopia. E come questa cricca di potenti abbia tutti numeri per essere considerata un movimento fondamentalista a suo modo, militante e guerrafondaio.

Nella sua accusa algida e sprezzante, arriva a citare l’attuale presidente degli Stati Uniti, la cui candidatura segue le orme della Olin dal dopoguerra, passando per economisti, giudici, presidenti e difensori della famiglia tradizionale, fino all’America di oggi. Quella dell’esercito sui manifestanti e delle deportazioni.

Evidence

  • Anno: 2025
  • Durata: 71 minuti
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Lee Anne Schmitt
  • Data di uscita: 17-June-2025