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IN SALA

Thor: The Dark World

Pur manifestando un 3D piuttosto irrilevante, riesce nell’impresa di non annoiare lo spettatore e di coinvolgerlo in maniera adeguata per tutta la sua durata

Publicato

il

 

Anno: 2013

Distribuzione: Walt Disney Company Italia

Durata: 112’

Genere: Fantastico

Nazionalità: USA

Regia: Alan Taylor

Data di uscita: 20 Novembre

 

Asgard, la casa degli dei; Vanaheim, la terra dei Vanir, razza gemella degli asgardiani; Alfheim, la terra degli Elfi chiari; Nidavellir, la terra degli Gnomi; Midgard, il pianeta Terra; Jotunheim, la terra dei Giganti del ghiaccio; Svartalfheim, la terra degli Elfi oscuri; Niflheim, la terra dei morti; Muspelheim, la terra dei Demoni del fuoco e di Sutur.

Tratti dalla mitologia nordica, sono i nove regni atti a indicare gli altrettanti mondi sostenuti da Yggdrasil, immenso frassino che occupa un posto centrale nella cosmologia scandinava, secondo la quale Asgard è collocata in cima mentre la Terra, chiamata Midgard, è al suo centro.

La stessa mitologia di cui, nel lontano 1962, ha tenuto conto il leggendario duo formato da Stan Lee e Jack Kirby – per creare Thor, supereroe targato Marvel che, visto in diversi cartoon e serie televisive (senza contare il tv-movie del 1988 La rivincita dell’incredibile Hulk, che lo vide al fianco del colosso verde incarnato da Lou Ferrigno), ha avuto modo di approdare anche sul grande schermo nel 2011, grazie all’omonimo lungometraggio realizzato in 3D da Kenneth Branagh.

Lungometraggio che, immerso in atmosfere dark e tempestato di elaborati effetti visivi già a partire dalla sua prima parte, però, finì per rivelarsi non poco fiacco, in quanto stritolato tra noiosissimi dialoghi e fracassoni momenti d’azione.

A differenza, fortunatamente, di questo sequel a firma di Alan”Palookaville”Taylor, nel quale l’asgardiano biondo bandito dal suo regno e catapultato sulla Terra torna in azione nuovamente con le fattezze di Chris Hemsworth – che nel frattempo ha anche avuto modo di riprendere il personaggio in The avengers, firmato nel 2012 da Joss Whedon – per intraprendere il viaggio più pericoloso e introspettivo della sua vita.

Viaggio che, mentre ritroviamo in scena anche Natalie Portman nei panni di Jane Foster e Anthony Hopkins in quelli di Odino, lo vede costretto a stringere un’alleanza con lo sleale Loki alias Tom Hiddleston al fine di salvare sia il suo popolo che l’intero universo, minacciati da un’antica dinastia dominata dallo spietato Malekith, cui concede anima e corpo Christopher”28 giorni dopo”Eccleston.

E, man mano che a essere affrontati sono ancora una volta la contrapposizione tra il dovere e la lealtà nei confronti della famiglia e i desideri personali e l’amore, non manca neppure la consueta, divertente apparizione del succitato Lee nel corso dell’oltre ora e cinquanta di visione che, pur manifestando un 3D piuttosto irrilevante, riesce nell’impresa di non annoiare lo spettatore e di coinvolgerlo in maniera adeguata per tutta la sua durata.

Con indispensabile spruzzata d’ironia e i principali meriti dell’esito positivo dovuti, senza dubbio, sia all’aumento di azione e spettacolarità che a una certa dose di violenza in più rispetto ad altre produzioni derivate dai fumetti di supereroi.

Francesco Lomuscio

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